Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato la volontà di presentare l’intero pacchetto di decreti legislativi sulla materia entro il prossimo Natale, anticipando significativamente la scadenza dei dodici mesi prevista dalla legge delega. La notizia è emersa durante l’intervento del titolare del dicastero all’iniziativa “Da Fermi al futuro: dialoghi sull’energia nucleare sostenibile”, dove sono stati delineati i pilastri tecnici e politici della strategia nazionale, che include una nuova visione sulla gestione dei rifiuti radioattivi e la previsione di una futura consultazione referendaria.
L’impegno assunto dal Ministro Pichetto Fratin punta a bruciare le tappe amministrative per dare certezze agli investitori e al sistema Paese. Sebbene la norma conceda un anno di tempo, l’obiettivo dichiarato è chiudere la partita entro il 25 dicembre. “È un impegno molto forte perché i decreti riguarderanno tutta la procedura”, ha spiegato il Ministro, precisando che i testi dovranno normare aspetti complessi come il permitting, la nascita della nuova Agenzia per la sicurezza nucleare, le modalità operative, la gestione dei rifiuti e le distanze di sicurezza. Una volta presentati, i decreti dovranno passare al vaglio della Conferenza delle Regioni per i pareri necessari, ma la volontà politica è quella di definire il quadro giuridico nel più breve tempo possibile.
Un passaggio cruciale del dibattito riguarda il consenso popolare. Pichetto Fratin ha dichiarato di dare “per scontato” lo svolgimento di un referendum sul tema nucleare nell’arco del biennio 2028-2029. Secondo il Ministro, tale eventualità rientra nel pieno esercizio dei diritti previsti dalla Costituzione italiana e non deve essere vista con preoccupazione: “Possono esserci mille motivi di interesse per fare un referendum, è del tutto normale”. Questa apertura segnala la consapevolezza del Governo sulla necessità di un confronto democratico una volta che il piano industriale e normativo sarà diventato concreto e visibile alla cittadinanza.
Sul piano tecnologico, la strategia italiana si discosta nettamente dai modelli del passato. Il Ministro ha chiarito che l’orizzonte attuale non prevede la costruzione di mastodontiche centrali, spesso evocate nel dibattito mediatico, bensì l’adozione dei cosiddetti Small Modular Reactors (SMR). Si tratta di modelli basati sulla fissione — e non sulla fusione, ancora in fase sperimentale — che hanno una potenza media di circa 300 megawattora. Questi impianti presentano il vantaggio di essere assemblabili e più facilmente integrabili nel tessuto industriale e produttivo nazionale rispetto ai reattori di grande taglia di vecchia generazione.
Per quanto riguarda il delicato tema del combustibile esausto, la proposta ministeriale mira a superare la frammentazione dei depositi temporanei. Secondo Pichetto Fratin, l’Italia necessita di un “luogo serio e vigilato” che non sia un semplice deposito, ma un grande centro di ricerca avanzato. L’idea è quella di concentrare le scorie in un unico sito strategico anziché dover monitorare e mettere in sicurezza “cento spazi sparsi per il territorio”. Parallelamente, sul fronte della sicurezza energetica complessiva, il Ministro ha rassicurato sulla tenuta del sistema nazionale, confermando che le riserve di gas e gli stoccaggi sono a livelli di tranquillità grazie a una politica di approvvigionamento iniziata preventivamente rispetto agli shock bellici internazionali.
Infine, il Ministro ha affrontato il tema dei rincari energetici e del costo dei carburanti. Pichetto Fratin ha ribadito che gli interventi sulle accise sono da considerarsi “operazioni eccezionali” legate esclusivamente a fasi di emergenza. Con il recente calo dei prezzi al consumo sotto la soglia dei due euro, la necessità di sussidi diretti viene meno, anche per l’esigenza di tutelare la stabilità del bilancio dello Stato. “Il venir meno dell’emergenza deve far venire meno l’intervento”, ha concluso, sottolineando come la gestione delle finanze pubbliche debba essere improntata al realismo economico una volta superate le fluttuazioni più critiche del mercato.