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News24 Giugno 2026 12:55

L’ondata di calore infiamma i prezzi dell’energia in Europa: picchi record e reti sotto pressione

Roma - La domanda di raffreddamento spinge i costi dell’elettricità ai massimi dal 2022, mentre il fermo parziale delle centrali nucleari e la scarsità di vento riducono l’offerta globale.

Il sistema elettrico europeo sta affrontando una prova di resistenza senza precedenti a causa di un’ondata di calore estremo che sta investendo il continente, provocando una drastica impennata dei prezzi dell’elettricità e mettendo in crisi la stabilità delle forniture. Con una domanda di energia per il condizionamento che ha toccato picchi del 15% superiori alla media stagionale, la produzione fatica a tenere il passo: il parco nucleare francese è costretto a rallentare per motivi ambientali, mentre l’assenza di correnti d’aria rende quasi nulla la generazione eolica. Secondo i dati elaborati dalla piattaforma EPEX Spot e le comunicazioni dei principali gestori di rete nazionali, riportate da Bloomberg, i costi dell’energia si stanno dirigendo verso medie mensili che non si registravano dalla crisi energetica del 2022, costringendo i mercati a ricorrere a fonti di generazione fossile più costose per evitare il blackout.

DOMANDA RECORD E IMPENNATA DEI COSTI SUI MERCATI ALL’INGROSSO

La situazione attuale non rappresenta necessariamente una carenza assoluta di materia prima, ma segnala un irrigidimento strutturale del sistema energetico che spinge i prezzi verso l’alto per incentivare l’ingresso di impianti più onerosi. In Germania e nel Regno Unito, le medie di giugno si avviano a superare i record degli ultimi quattro anni, mentre in Francia il costo dell’elettricità è ai massimi dal 2023. Per la serata di mercoledì, le previsioni di EPEX Spot indicano picchi vertiginosi: in Germania il prezzo raggiungerà i 665,82 euro per megawattora intorno alle ore 20:00, mentre la Francia vedrà un massimo di 313,36 euro alle 19:00. Anche l’Italia non resta immune, con una previsione di 274,89 euro al MWh per la stessa fascia oraria. Questa dinamica è alimentata dal calo della produzione solare al tramonto, momento in cui la richiesta di raffreddamento da parte di famiglie e imprese rimane però ai massimi livelli.

IL RALLENTAMENTO DEL NUCLEARE E IL BLOCCO DELL’EOLICO

Uno dei freni principali all’offerta arriva dal settore nucleare, pilastro della generazione europea. In Francia, EDF ha dovuto ridurre il regime di diversi reattori per proteggere gli ecosistemi fluviali: l’acqua dei fiumi, utilizzata per il raffreddamento, è troppo calda per essere reimmessa nei corsi d’acqua senza causare danni alla fauna. Attualmente, la centrale di Golfech 2 è fuori servizio, mentre Nogent 2 e Bugey 3 funzionano a scartamento ridotto. Anche i siti di Blayais e Saint-Alban sono monitorati per possibili tagli alla produzione tra mercoledì e giovedì. Una situazione analoga si registra in Svizzera, dove il gestore Axpo ha ridotto l’output della centrale di Beznau a causa delle temperature elevate del fiume Aare. A complicare il quadro si aggiunge il meteo: un sistema di alta pressione sta bloccando la ventilazione in gran parte d’Europa, rendendo le turbine eoliche quasi immobili e sottraendo una quota fondamentale di energia pulita e a basso costo.

VULNERABILITÀ DELLE INFRASTRUTTURE E ALLERTA NEL REGNO UNITO

Le temperature record non colpiscono solo la produzione, ma minano l’efficienza delle infrastrutture di trasporto. Il calore eccessivo può causare l’incurvamento delle linee aeree, con il rischio che i cavi si avvicinino pericolosamente al suolo per effetto della dilatazione termica. In Francia, la presidente di RTE Emilie Piette ha confermato che l’operatore è pronto a ridurre la potenza delle linee per prevenire incidenti, pur precisando che la capacità complessiva resta sufficiente a coprire il fabbisogno. Tuttavia, la fragilità della rete è emersa chiaramente in Bretagna, dove un’esplosione legata al calore ha distrutto due trasformatori, lasciando 68.000 utenze al buio. Nel Regno Unito, il gestore NERO ha emesso un raro avviso di “margine di approvvigionamento estivo”, segnalando una potenziale carenza di 1,4 gigawatt e invitando i produttori a mobilitare ogni risorsa disponibile. In Germania, invece, Tennet ha dichiarato di operare in modalità normale, grazie a protocolli di preparazione per eventi meteorologici estremi.

LA TENSIONE SUL GAS E IL PESO DEI COMBUSTIBILI FOSSILI

In questo scenario di emergenza, le centrali a gas e a carbone stanno assumendo un ruolo di supplenza fondamentale, seppur con difficoltà operative. Sabrina Kernbichler, analista presso Energy Aspects Ltd., ha osservato che la tensione attuale è causata più dall’esplosione della domanda di aria condizionata che da una riduzione strutturale dell’offerta. Tuttavia, anche gli impianti termoelettrici subiscono gli effetti del caldo: in Germania, la centrale a gas Niehl 3 ha subito micro-interruzioni che ne hanno limitato la resa. La necessità di accendere impianti fossili per compensare la mancanza di rinnovabili e il calo del nucleare non solo contribuisce a far lievitare i prezzi serali, ma evidenzia la complessità di gestire la stabilità energetica durante cicli climatici sempre più estremi e imprevedibili.

www.ageei.eu

www.bloomberg.com