Roma - Aziende leader come Nestlé, Ikea e Uber chiedono riforme del mercato e investimenti nelle reti per contrastare la volatilità dei fossili. L’obiettivo è coprire il 35% del fabbisogno mondiale con l’elettricità entro il 2035.
In un momento di profonda incertezza per i mercati energetici internazionali, una coalizione di 112 aziende leader globali ha lanciato lunedì un appello congiunto ai governi mondiali. La richiesta è netta: porre l’elettrificazione al centro delle strategie economiche nazionali per blindare la sicurezza energetica e proteggere la competitività industriale. L’iniziativa, che coincide con l’apertura della London Climate Action Week, punta a ridurre drasticamente l’esposizione delle imprese ai picchi di prezzo dei combustibili fossili, resi ancora più instabili dai recenti shock legati al conflitto in Iran. La notizia, riportata dall’agenzia Reuters, delinea una nuova convergenza tra le esigenze del grande capitale privato e gli obiettivi della transizione ecologica.
UNA COALIZIONE GLOBALE CONTRO LA VOLATILITÀ DEI MERCATI
La dichiarazione aperta, coordinata dalla We Mean Business Coalition e dalla Global Renewables Alliance, raccoglie l’adesione di giganti operanti in settori eterogenei, dai beni di consumo all’automotive, fino alla sanità e alla tecnologia. Tra i firmatari figurano nomi del calibro di Nestlé, Ikea, Uber, Volvo Cars, Iberdrola, Mahindra Group, Nikon e Levi Strauss. Si tratta di un raggruppamento con un peso economico imponente, capace di generare ricavi annui complessivi per circa 1,5 trilioni di dollari. Nel testo, le aziende denunciano come “il continuo affidamento a mercati dei combustibili volatili esponga le economie a interruzioni che causano picchi di prezzo, destabilizzano le catene di approvvigionamento e ritardano gli investimenti”. L’incertezza persistente si traduce in costi operativi più elevati e in un indebolimento strutturale della capacità di competere sui mercati globali.
RIFORME STRUTTURALI E OBIETTIVI VERSO LA COP31
Secondo i leader d’impresa, la migrazione verso un sistema energetico basato sull’elettricità non può prescindere da politiche governative chiare e prevedibili. Tra le priorità indicate dalla coalizione figurano una profonda revisione del design dei mercati elettrici, il potenziamento degli investimenti nelle infrastrutture di rete e uno snellimento delle procedure burocratiche per accelerare il rilascio dei permessi. Questa mobilitazione del settore privato si inserisce in un percorso diplomatico più ampio, sostenuto anche dalla Turchia in vista della COP31 di novembre. La proposta è quella di fissare un obiettivo globale ambizioso: arrivare a coprire il 35% della domanda energetica mondiale con fonti elettriche entro il 2035.
TECNOLOGIE PRONTE E IL CAMBIO DI PASSO DELLE IMPRESE
Le tecnologie necessarie per elettrificare comparti critici come i trasporti, l’industria pesante e l’edilizia sono ormai mature e commercialmente vantaggiose. La loro implementazione non solo stabilizzerebbe i bilanci aziendali, ma permetterebbe anche una riduzione della domanda complessiva di energia. Kim Hellström, Senior Sustainability Climate Manager di H&M, ha evidenziato come la scala industriale richiesta dalla transizione necessiti di una spinta accelerata: “La transizione verso l’elettrificazione deve essere supportata da quadri politici abilitanti e stabili”. Il clima tra i vertici aziendali sembra essere giunto a un punto di svolta: un recente sondaggio indica infatti che il 90% dei business leader mondiali si aspetta di vedere le proprie operazioni completamente elettrificate entro il prossimo decennio, segnando la fine di un’era dominata dagli idrocarburi.