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AI Intelligenza Artificiale10 Giugno 2026 13:33

La Commissione UE pubblica il Codice di condotta per l’etichettatura dei contenuti generati dall’IA

Il documento prepara gli operatori agli obblighi di trasparenza dell’AI Act in vigore dal 2 agosto 2026, puntando a contrastare la manipolazione dell’informazione e i deepfake.

La Commissione europea ha compiuto un passo decisivo verso la regolamentazione dell’ecosistema digitale pubblicando il Codice di condotta definitivo sulla marcatura e l’etichettatura dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale. Si tratta di un documento di adesione volontaria che definisce le misure pratiche necessarie per supportare i fornitori e gli utilizzatori di IA generativa nel delicato passaggio verso il pieno rispetto dell’AI Act.

TRASPARENZA E TUTELA DEL CITTADINO NELL’ERA DELL’IA GENERATIVA

L’obiettivo primario di queste nuove norme è garantire che i cittadini possano riconoscere con facilità i contenuti creati o manipolati artificialmente, riducendo drasticamente il rischio di inganno. Sotto la lente dell’AI Act finiranno in particolare i cosiddetti deepfake e tutti quei testi prodotti dall’IA che affrontano temi di interesse pubblico. In questi casi, la legge richiederà un’etichettatura inequivocabile. Ma non è tutto: gli utenti dovranno essere esplicitamente informati ogni volta che interagiscono con un sistema interattivo, come i chatbot. Queste disposizioni di trasparenza non sono meri adempimenti burocratici, ma strumenti essenziali per permettere alle persone di distinguere la realtà dalla finzione generata dagli algoritmi.

UN PROCESSO DI REDAZIONE CORALE TRA ESPERTI E PARTI INTERESSATE

Il Codice non è nato nel chiuso degli uffici europei, ma è il risultato di un lavoro collettivo durato mesi. La stesura è stata affidata a sei esperti indipendenti, che hanno operato sintetizzando i contributi di oltre 180 parti interessate. Il ventaglio dei contributori è stato estremamente ampio, includendo fornitori e implementatori di modelli di IA interattiva e generativa, associazioni di categoria, piccole e medie imprese, esponenti del mondo accademico, rappresentanti del settore pubblico e organizzazioni della società civile. Questa pluralità di voci ha permesso di creare un documento articolato in due sezioni distinte, rivolte rispettivamente a chi crea la tecnologia e a chi la utilizza per diffondere contenuti.

GLI OBBLIGHI TECNICI PER I FORNITORI DI SISTEMI GENERATIVI

La prima sezione del Codice si concentra sui fornitori dei sistemi di intelligenza artificiale. Qui vengono definite le modalità tecniche per garantire che audio, immagini, video o testi generati dall’IA siano contrassegnati in modo leggibile dalla macchina. L’obiettivo è fare in modo che tali contenuti possano essere rilevati automaticamente come prodotti artificiali. Questo livello di marcatura “sottopelle” è fondamentale per permettere ai software di controllo e alle piattaforme di distribuzione di identificare la natura del contenuto prima ancora che arrivi agli occhi o alle orecchie dell’utente finale.

IL RUOLO DEI DISTRIBUTORI NELLA LOTTA AI DEEPFAKE

La seconda parte del documento descrive invece in dettaglio gli obblighi per i cosiddetti distributori, ovvero chi implementa e utilizza i sistemi di IA generativa. Questi soggetti avranno la responsabilità di etichettare chiaramente i deepfake e i testi generati o manipolati dall’IA quando questi vengono pubblicati per informare la collettività su questioni di pubblico interesse. Il Codice specifica che tale obbligo è particolarmente stringente in assenza di una revisione umana o di un controllo editoriale preventivo. Queste regole sulla trasparenza non agiscono in modo isolato, ma integrano le norme dell’AI Act relative ai modelli di intelligenza artificiale di uso generale e ai sistemi considerati ad alto rischio, creando una cornice coerente per lo sviluppo responsabile dell’IA nell’Unione Europea.

ADESIONE VOLONTARIA E PROSSIME LINEE GUIDA OPERATIVE

Da oggi il Codice è ufficialmente aperto alla firma e la Commissione ha invitato tutti i fornitori e gli implementatori ad aderire formalmente. La firma del documento rappresenta per le aziende una dimostrazione proattiva di leadership e responsabilità. Una volta che la Commissione e l’AI Board avranno approvato il Codice come adeguato, i firmatari potranno utilizzarlo per dimostrare la propria conformità agli obblighi di legge che entreranno in vigore nell’agosto 2026. In futuro, il Codice sarà ulteriormente integrato da linee guida pratiche della Commissione, che serviranno a chiarire la portata degli obblighi giuridici e ad affrontare gli aspetti tecnici non ancora coperti dal testo attuale. In merito all’iniziativa, Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato: “I cittadini europei hanno il diritto di sapere se ciò che vedono, ascoltano o leggono è stato creato o modificato dall’intelligenza artificiale, soprattutto quando tali contenuti possono influenzare il dibattito pubblico. La trasparenza è fondamentale per tutelare la fiducia. Questo Codice di condotta offre ai fornitori e agli utilizzatori di intelligenza artificiale un metodo chiaro e pratico per etichettare i contenuti generati dall’IA e i deepfake, in conformità con le norme dell’AI Act che entreranno in vigore dal 2 agosto. Li invito ad aderire al Codice e a dimostrare leadership nello sviluppo e nell’implementazione di un’intelligenza artificiale responsabile e affidabile”.