Roma - Inps, Calderone: coordinamento controlli rimanga all’Ispettorato Nazionale del lavoro. VIDEOINTERVISTA
“Tutte le parti sociali hanno commentato positivamente il salario giusto e il decreto del Primo Maggio. A fronte della posizione della CGIL, infatti, bisogna guardare a come hanno accolto il provvedimento la CISL, la UIL e, allo stesso tempo, alle valutazioni espresse dalle associazioni datoriali.
Tuttavia, non si tratta di stabilire chi sia buono o cattivo; per noi è fondamentale offrire una lettura univoca, la stessa che la presidente Meloni ha ribadito ieri all’assemblea di Confcommercio e che io stessa riaffermo con forza. La nostra scelta di campo è stata chiara: indicare con precisione i punti di riferimento per determinare il trattamento economico complessivo e, di conseguenza, il salario giusto. Tali riferimenti sono i contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. È questo il benchmark che fa la differenza. Nella nostra scelta abbiamo tenuto conto non solo della rappresentatività delle sigle firmatarie, ma anche della qualità dei contratti e, soprattutto, della necessità di garantire a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici un salario dignitoso e giusto, così come abbiamo voluto delinearlo”.
Così ad AGEEI il ministro del lavoro Marina Calderone, a margine dell’VIII Congresso Uila a Roma.
“Non sono assolutamente d’accordo con questa proposta, poiché la questione attiene al coordinamento dell’azione ispettiva, che per legge è affidata all’Ispettorato Nazionale del Lavoro” – ha risposto la ministra ad una domanda di AGEEI sulla Direzione centrale ispettiva all’interno dell’INPS. “Come ministro ho scelto di introdurre una novità per la forza ispettiva dell’INPS, consentendo sia a quest’ultimo sia all’INAIL di assumere nuovi ispettori. Questa decisione si inserisce in una strategia precisa: rafforzare il coordinamento dell’attività di vigilanza attraverso il potenziamento dei controlli qualificati in alcuni settori.
Per noi è fondamentale avvalerci degli ispettori dell’INPS, che possiedono una competenza specifica soprattutto in materia di inquadramento contributivo. In questo momento, credo sia prioritario valorizzare l’ottimo lavoro che stiamo svolgendo sul fronte del coordinamento generale della vigilanza. Questo approccio ci permette di programmare l’attività ispettiva migliorando la nostra capacità di analisi e di interazione nei settori critici. Quando si parla di lotta al caporalato e allo sfruttamento lavorativo, abbiamo bisogno di unire forze coordinate e di elaborare analisi predittive capaci di valorizzare le diverse specificità.
Il coordinamento, tuttavia, deve rimanere in capo all’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Attualmente l’INPS, attraverso la Direzione Centrale delle Entrate, è già perfettamente in grado di gestire la propria forza ispettiva per quanto riguarda la vigilanza contributiva. Di conseguenza, a fronte delle 46 posizioni dirigenziali di livello generale di prima fascia già previste nell’istituto, non ritengo necessario incrementarle ulteriormente istituendo una nuova direzione per la vigilanza. È più opportuno, invece, concentrarsi sulle nuove funzioni che stiamo attribuendo”.