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Energia23 Giugno 2026 08:56

Il futuro di Italgas corre sull’intelligenza artificiale: approvato il nuovo piano da 13 miliardi

Roma - L’AD Paolo Gallo traccia la rotta al 2032 tra decarbonizzazione delle reti, espansione in Grecia e rilancio del settore idrico. Utile netto atteso a un miliardo di euro nel 2029.

Italgas accelera e punta con decisione sulla frontiera digitale per rispondere alle sfide di un panorama energetico globale in profonda mutazione. L’Amministratore Delegato del Gruppo, Paolo Gallo, ha presentato oggi alla comunità finanziaria il nuovo Piano Strategico 2026-2032, un documento ambizioso che mette l’innovazione tecnologica al servizio della sicurezza e della sostenibilità. La manovra prevede investimenti complessivi per 13 miliardi di euro, segnando un balzo del 14,6% rispetto alla precedente programmazione 2025-2031. Il piano, approvato dal Consiglio di Amministrazione presieduto da Paolo Ciocca, non si limita a potenziare il core business del gas, ma estende il raggio d’azione alle reti idriche e all’efficienza energetica, facendo leva su un’integrazione massiccia dell’intelligenza artificiale nei processi industriali.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE COME CUORE OPERATIVO DEL GRUPPO

La vera novità di questa fase strategica risiede nel ruolo dell’AI, considerata non più solo un supporto, ma il fulcro del modello operativo. “L’Intelligenza Artificiale è parte integrante del modello operativo di Italgas ed è il fulcro di questo Piano. Applicati alle operations, ai processi aziendali e alla gestione dei clienti, i nostri agent stanno generando importanti efficienze, migliorando la qualità del servizio”, ha dichiarato l’AD Paolo Gallo durante l’audizione con analisti e investitori. Secondo il top manager, la trasformazione digitale ha trasformato i dati nella vera “miniera dell’azienda”. Grazie a questa spinta, Italgas punta a generare 280 milioni di euro di efficienze complessive al 2032 (+12% rispetto al passato), di cui ben 100 milioni derivanti direttamente dall’incremento di produttività garantito dall’AI. A questi si aggiungeranno circa 120 milioni di euro di ricavi incrementali legati proprio ai processi di digitalizzazione.

8,3 MILIARDI PER LA RETE ITALIANA E L’ACCELERAZIONE SULLE GARE ATEM

Il pilastro degli investimenti resta il network nazionale di distribuzione del gas, al quale sono destinati 8,3 miliardi di euro (il 64% del totale del piano). Rispetto al programma precedente, si registra un aumento del 4% dovuto principalmente alle opportunità di upgrade tecnologico sugli asset ex 2i Rete Gas e alle necessità di ammodernamento delle reti acquisite. L’obiettivo è realizzare un network “smart, capillare e flessibile”, pronto ad accogliere vettori energetici puliti come biometano, idrogeno e metano sintetico. Un ruolo chiave sarà svolto da Nimbus, lo smart meter “H2 ready” di nuova generazione, che ha già superato le 200.000 installazioni. Parallelamente, Italgas scommette con forza sulle gare ATEM, stanziando 2,4 miliardi di euro (un impressionante +59% rispetto al piano precedente) con la fiducia di potersi aggiudicare oltre 100 gare nell’arco di piano, superando così la storica frammentazione del mercato italiano.

ESPANSIONE INTERNAZIONALE E STRATEGIA DI M&A

L’orizzonte di Italgas continua a guardare con ottimismo oltre confine, in particolare verso la Grecia. Attraverso la controllata Enaon, il Gruppo investirà un miliardo di euro per estendere la rete ellenica di ulteriori 2.700 chilometri, con l’obiettivo di servire oltre un milione di clienti entro il 2032. Anche in Grecia, il contatore Nimbus diventerà lo standard tecnologico per le sostituzioni. Sul fronte della crescita esterna, sono stati messi a budget 0,5 miliardi di euro per eventuali operazioni di fusione e acquisizione (M&A) nel comparto della distribuzione del gas, che verranno valutate seguendo i rigorosi criteri di selezione che hanno guidato la società negli anni passati.

IL RILANCIO DEL SETTORE IDRICO E L’EFFICIENZA ENERGETICA

Oltre il gas, Italgas intende consolidare la propria presenza nel settore idrico e nell’efficienza energetica con uno stanziamento di 0,8 miliardi di euro. Circa 500 milioni saranno dedicati alla modernizzazione delle reti di Siciliacque e Acqualatina, con l’obiettivo di dimezzare le perdite e favorire il riutilizzo delle risorse attraverso sale di controllo centralizzate e digitalizzate. Per quanto riguarda l’efficienza energetica, Geoside gestirà investimenti per 0,3 miliardi, concentrandosi sulla creazione di flussi di ricavo resilienti nel mercato B2B. “La miglior energia è quella che non si consuma”, ha ricordato Gallo, sottolineando come l’approccio basato sull’AI permetterà di abbattere drasticamente i consumi energetici sia per il Gruppo che per i partner industriali.

SOLIDITÀ FINANZIARIA E VALORE PER GLI AZIONISTI

Dal punto di vista economico-finanziario, il Piano Strategico 2026-2032 punta a risultati di rilievo: l’EBITDA è atteso a 3,3 miliardi di euro nel 2032, con una crescita media annua (CAGR) dell’8,4%. La RAB complessiva salirà a 21,7 miliardi di euro. Il Gruppo conferma l’aspettativa di superare il miliardo di euro di utile netto adjusted già nel 2029, mentre l’utile per azione (EPS) dovrebbe crescere con un CAGR superiore al 9%. Italgas si impegna inoltre a mantenere la propria flessibilità finanziaria riducendo il leverage al 61% entro la fine del 2032. Per quanto riguarda i dividendi, la politica è stata integralmente confermata: verrà distribuito un importo pari al maggiore tra il DPS 2024 di 0,406 euro aumentato del 5% annuo e il 65% dell’utile netto rettificato per azione.

AMBIZIONE NET ZERO E IMPEGNO PER LE PERSONE

Il piano non trascura i principi ESG, considerati driver essenziali della creazione di valore. Italgas punta al Net Zero entro il 2050 per tutte le emissioni (Scope 1, 2 e 3) e ha innalzato i target al 2030, prevedendo una riduzione del 41% dei consumi energetici e del 68% delle emissioni nella distribuzione del gas. Nel settore idrico, l’obiettivo è un calo del 33% di emissioni e consumi. Sul fronte sociale, l’azienda lavorerà per ridurre il divario retributivo di genere entro il +/- 3% e investirà massicciamente nella formazione attraverso la propria Academy, con un target di 60 ore pro-capite annue e 200.000 ore totali entro il 2032. Come sottolineato dal Presidente Paolo Ciocca in apertura, “Un piano di questa portata è un atto di responsabilità verso le comunità e i territori che serviamo, e un impegno di lungo periodo verso i Paesi in cui siamo presenti”.