Milano - GSE, Arrigoni: Nel 2025 abbiamo dato impulso a transizione energetica del Paese, nel 2026 puntiamo su completamento PNRR
Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha vissuto un 2025 particolarmente intenso con una parola d’ordine da seguire: innovare. L’ente presieduto da Paolo Arrigoni ha cambiato pelle e ha lavorato a fondo per accompagnare l’Italia nelle nuove sfide riguardanti il settore energetico e la transizione ecologica. Passi in avanti difficili da percorrere, ma che non spaventano Arrigoni, pronto a un 2026 pieno di traguardi da raggiungere.
QUAL È IL BILANCIO DELL’ATTIVITÀ 2025 DEL GSE?
Essendo parte in causa, non posso far la pagella del GSE, però i dati parlano chiaro. Grazie a una gestione della società sempre più oculata e improntata a livelli di efficienza, efficacia ed economicità, nel 2025 siamo arrivati a gestire ben 43 meccanismi di sostegno per losviluppo di efficienza energetica, rinnovabili e mobilità sostenibile, un numero più che raddoppiato rispetto inizio 2023. A livello di convenzioni siamo arrivati ad oltre due milioni e mezzo, incrementate del 48% rispetto quasi tre anni fa. In pratica nel 2025 abbiamo erogato sedici miliardi di euro di incentivi a imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini, inoltre abbiamo gestito altri 4,4 miliardi di euro afferenti al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Durante quest’anno abbiamo inoltre formato, e sottolineo, gratuitamente, circa quarantaduemila tecnici e, cosa importante, abbiamo significativamente ridotto i tempi delle istruttorie, cioè dei procedimenti interni, grazie alla riorganizzazione interna, alle semplificazioni, all’interoperabilità delle banche dati, al ricorso dell’intelligenza artificiale e soprattutto grazie alla competenza e alla disponibilità del nostro personale. Questi sono soltanto una parte dei numeri delle attivitàche sono in crescita, nonostante il personale sia aumentato di poco rispettando sempre gli obiettivi e le scadenze. In sintesi, anche nel 2025 che si sta chiudendo, l’ascolto, il dialogo, la collaborazione sono stati ancora il carattere distintivo del GSE che mette al centro della propria azione il cliente, sia esso un’impresa, la pubblica amministrazione o un singolo cittadino.
QUALI SONO LE NOVITÀ CHE AVETE PROPOSTO NEL 2025?
Oltre all’attività tradizionale, abbiamo dato impulso a nuovi progetti strategici per il Paese nel settore della transizione energetica. Progetti che hanno fatto evolvere il ruolo del GSE da semplice soggetto attuatore a facilitatore e abilitatore della transizione energetica, dunque anche abilitatore di molti investimenti nel Paese con importanti ricadute occupazionali. I meccanismi gestiti sono tanti. Innanzitutto, partiamo dalle Comunità Energetiche perché il 2025 è stato l’anno in cui questo meccanismo è uscito dalla rampa di lancio arrivando a registrare oltre 2600 configurazioni già in esercizio o prossime a esserlo. Un altro meccanismo importante è l’Energy Release, a beneficio degli energivori a rischio di delocalizzazione. Dopo un lungo e serrato confronto tra la Commissione Europea e il MASE, da noi supportato, finalmente è arrivato il via libera a questo strumento che prevede l’anticipazione di 24 TWh all’anno, per tre anni, alle imprese energivore a un prezzo di 65 euro al MWh, con l’impegno dei beneficiari di restituire questa energia nei successivi vent’anni, previa realizzazione di impianti rinnovabili. Un altro strumento di successo è stato il FERX transitorio che sostiene le rinnovabili mature come fotovoltaico ed eolico a terra. Un meccanismo basato su contratti per differenza a due vie per vent’anni e che nei fatti realizzail disaccoppiamento. Ebbene, con un’unica procedura, abbiamo ammesso progetti per quasi 9 GW di nuova capacità rinnovabile di cui 7,7 per il fotovoltaico con una tariffa media di 56,8 euro/MWh e 940 MW di eolico con tariffa media a 66,8 euro/MWh. Sottolineo come con un’unica procedura competitiva abbiamo assegnato più capacità rinnovabile di quanto fatto con sedici procedure in quattro anni con il FER1. Con il bando FERX transitorio vi è stata un’ampia partecipazione dimostrando che il framework normativo italiano è all’avanguardia, che il nostro Paese è attrattivo per gli investimenti e che una significativa concorrenza come quella che c’è stata e che ha determinato basse tariffe di aggiudicazione, tenuto conto degli attuali valori d’energia di mercato (il 2025 si chiuderà con 115 euro per MWh) porterà, da quando questi impianti entreranno in esercizio, ad un abbattimento di circa 350 milioni all’anno, per 20 anni, della componente ASOS, ovvero degli oneri generali di sistema che gravano nelle bollette degli utenti. Il 2025 è stato ancora caratterizzato dalla sottoscrizione di diversi protocolli di intesa istituzionali, sia con le pubbliche amministrazioni, con molte Regioni, ma non solo, sia con varie Associazioni di Categoria a partire dai settori “Hard To Abate” per i quali abbiamo per loro elaborato anche Linee guida settoriali dedicate alla decarbonizzazione dei propri processi industriali.
COSA PREVEDE IL NUOVO PIANO CONTO TERMICO 3.0 E QUALI INCENTIVI PROPORRÀ?
Ricordo che il 19 dicembre il MASE ha approvato le Regole Applicative predisposte dal GSE, che sono state nello stesso giorno pubblicate. La misura, molto attesa, è molto importante perché stanzia annualmente 900 milioni di euro, di cui 400 milioni per la Pubblica Amministrazione e 500 milioni per i privati. Trattasi dicontributi in conto capitale per finanziare interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Le novità del CT 3.0 rispetto al Conto Termico 2.0 sono significative, primo perché viene ampliata la platea dei beneficiari: potrà essere fruito anche dal settore terziario, dagli enti del Terzo Settore e potranno richiederlo anche le Comunità Energetiche. Poi è consentito anche il ricorso a forme di cooperazione pubblico-privato, previa sottoscrizione di contratti di Partenariato Pubblico Privato (PPP). Altre novità importanti riguardano la maggiorazione dei costi specifici e dell’incentivo complessivo (massimale) riconosciuti che sono stati adeguati all’aumento dei costi dei materiali. L’incentivo in conto capitale può arrivare a coprire fino al 65% delle spese sostenute, e persino al 100% per interventi di riqualificazione energetica su scuole, ospedali, case di cura e su tutti gli edifici di proprietà dei Comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti.
Segnalo che il portale attraverso il quale potranno essere inoltrate le istanze per beneficiare del CT 3.0 verrà messo online entro la fine di questo mese di gennaio.
COME VI STATE MUOVENDO PER ABBATTERE LE BOLLETTE E PROMUOVERE LA CALMIERAZIONE DEL PREZZO DELL’ENERGIA?
Gestiamo strumenti di sostegno individuale per i singoli utenti, quali imprese, Pubbliche Amministrazioni e famiglie. In primis, quelli che consentono di fare l’efficientamento energetico che è la rinnovabile per eccellenza. Qui richiamo ancora il Conto Termico, il meccanismo dei Certificati Bianchi, oppure l’investimento M7-I 17 del PNRR che sostiene la riqualificazione energetica degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Oltre all’efficienza energetica, per abbattere le bollette è importante ricorrere all’autoconsumo fisico, realizzabile facilmente con un fotovoltaico sul tetto della propria abitazione o sulla copertura del capannone dell’azienda, oppure attraverso l’autoconsumo virtuale facendo parte di una Comunità Energetica. Per gli energivori sottolineo ancora l’Energy Release. Un altro strumento importante per le imprese sono poi i contratti a lungo termine, i PPA (Power Purchase Agreement).
Vi sono poi strumenti di sistema a sostegno dello sviluppo delle rinnovabili sottolineando come l’investimento in FER non solo consente di raggiungere gli obiettivi della decarbonizzazione per l’intero Paese, ma anche quello di ridurre la quota del gas nel mix energetico, gas che facendo il prezzo marginale, determina per molte ore dell’anno l’alto prezzo delle energie di mercato. E qui torno ancora all’esito del bando FER X transitorio capace di fornire per 20 anni un beneficio annuo di 350 milioni in termini di abbattimento degli oneri generali di sistema, successo che auspichiamo possa ripetersi con i bandi del prossimo quadriennio del meccanismo FERX a regime che il MASE sta per mettere a punto.
QUALI SONO GLI OBIETTIVI DEL GSE IN VISTA DEL 2026?
Entro gennaio dobbiamo garantire la firma di tutti i contratti dell’Energy Release e mettere online il portale del CT 3.0. per consentire la presentazione delle istanze di contributo. Nel 2026 ci aspettano almeno una decina di nuovi meccanismi di incentivazione che si aggiungeranno ai quarantatre già gestiti nel corso del 2025. Innanzitutto, punteremo sullo sviluppo dei PPA in modo tale che possano diventare una misura di sistema, in grado di fare incontrare produttori e consumatori, anche grazie al ruolo attribuito per legge al GSE di garante di ultima istanza in caso di inadempimento di controparte. Gestiremo poi le procedure del FERX a regime, del FERZ e inoltre, con riferimento al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dovremo attuare alcune misure cosiddette Facility: quella del Parco Agrisolare 2.0 considerati i 789 milioni che il MASAF (Ministero Agricoltura) ci ha recentemente assegnato e, soprattutto, la Facility che riguarda le tre linee di investimento relative a biometano, agrovoltaico e Comunità Energetiche, per consentire di mettere in sicurezza gli investimenti degli operatori che in questi mesi hanno partecipato ai relativi bandi. L’obiettivo è di firmare con ciascuno di questi operatori l’atto d’obbligo entro il 30 giugno 2026, data di scadenza del PNRR, così da consentire loro di disporre di ulteriori ventiquattro mesi per il completamento e la messa in esercizio degli impianti. Un’altra misura importante da gestire, dopo Transizione 4.0 e Transizione 5.0, sarà l’iper-ammortamento o nuova Transizione 5.0, prevista dalla Legge di Bilancio 2026.
QUALI SONO LE MISURE CHE AVETE IN PROGRAMMA PER FAVORIRE LA TRANSIZIONE ENERGETICA?
Partiamo dalla consapevolezza che la transizione energetica deve coinvolgere tutti e per tutti deve rappresentare un’opportunità e non un vincolo, un aggravio o un costo.
Nel 2026 punteremo ancora sulla formazione gratuita attraverso il nostro programma di formazione “GSE Informa la PA” a cui si è aggiunto recentemente il progetto “Percorsi Comuni” che abbiamo messo a punto con il Dipartimento della Funzione Pubblica per favorire la formazione e il supporto tecnico agli Enti Locali.
Potenzieremo l’assistenza agli stakeholder anche con supporti di tipo individuale. Continueremo a fare promozione della cultura della sostenibilità ritornando sui territori, anche per vincere la sindrome NIMBY. Programmeremo nuove tappe del Road Show “Diamo energia al cambiamento” durante le quali incontriamo studenti, imprese, Camere di Commercio e pubblici amministratori. Ci impegneremo anche a diffondere la conoscenza delle piattaforme digitali che abbiamo sviluppato negli ultimi due anni, a partire dalla piattaforma di monitoraggio del PNIEC che è uno straordinario hub informativo istituzionale. La transizione energetica è un grande cantiere innovativo, sfidante, che durerà per molti anni e rappresenterà un’opportunità di sbocco professionale senza precedenti con i cosiddetti green job che oggi presentano delle caselle orfane, ma che i nostri giovani devono saper cogliere e soprattutto occupare per essere protagonisti del futuro.