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AEROSPAZIONEWS15 Dicembre 2025 12:50

Giornata Nazionale Spazio, Violante: “necessarie nuove regole globali per l’utilizzazione delle risorse spaziali”

Giornata Nazionale Spazio, Violante: “necessarie nuove regole globali per l’utilizzazione delle risorse spaziali”


(AGEEI/Aerospazionews) – “Stiamo passando dall’esplorazione allo sfruttamento della Luna, ma non abbiamo regole condivise globalmente accettate sulla cooperazione o perlomeno sulla competizione non aggressiva per l’utilizzazione delle risorse spaziali”. E’ quanto ha detto Luciano Violante, presidente dell’associazione “Futuri Probabili”, nel suo intervento al convegno “La governance dello spazio” che si è svolto oggi presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera in vista della quinta Giornata Nazionale dello Spazio, che sarà celebrata domani in tutta Italia. “Lo spazio”, ha proseguito Violante, “non è più soltanto un ambiente da esplorare, è diventato un dominio strategico. Per questa ragione l’intensità dello sviluppo e la situazione geopolitica pongono alcuni problemi”.

“Il primo problema riguarda le orbite”, ha sottolineato Violante. “Le orbite sono la dorsale critica della connettività globale, civile e militare, come si è visto anche nella guerra tra Russia e Ucraina. Starlink, che fa capo a Musk, Kuiper che fa capo ad Amazon, garantiscono le comunicazioni in gran parte del mondo con circa 11mila satelliti. E’ crescente il rischio di intasamento di orbite spaziali, determinato anche dalla quantità di detriti, circa 40mila di dimensioni superiori a dieci centimetri e milioni di dimensioni inferiori. Questi detriti viaggiano a velocità che possono toccare i 28mila chilometri all’ora. Sono proiettili micidiali, un rischio grave per i prossimi voli spaziali. Per queste ragioni, la fascia suborbitale più bassa (da 20 a 100 km) sta diventando un nuovo terreno di contesa, dove già operano voli ipersonici, droni stratosferici, lanciatori spaziali. Ecco, in questa fascia il dominio aereo si intreccia con il dominio spaziale. Manca però un trattato per l’occupazione delle orbite concordato a livello internazionale”.

Passiamo al secondo problema”, ha detto Violante. “Entro il prossimo decennio si prevedono da 80 a 100 missioni lunari. Il controllo delle risorse lunari è già oggi una questione rilevante e potrà diventare terreno di intensa competizione. Si tratta di terre rare, dell’Elio 3, isotopo raro sulla Terra ma abbondante sulla Luna, che è considerato una risorsa chiave per la fusione nucleare pulita, per ghiaccio e acqua che forniscono ossigeno per respirare e idrogeno per produrre carburante, di regolite ovvero la polvere lunare dalla quale si ritiene possa essere estratto ossigeno. Stiamo passando dall’esplorazione allo sfruttamento della Luna. Ma non abbiamo regole condivise globalmente accettate sulla cooperazione o perlomeno sulla competizione non aggressiva per l’utilizzazione di risorse spaziali. Sono necessarie una nuova visione, nuove regolazioni, un approccio aggiornato ai temi che oggi definiscono il panorama geopolitico globale. Il Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967, pilastro fondamentale della regolazione spaziale, stabilisce che lo spazio è per l’intera umanità e quindi non sarebbe suscettibile di appropriazione nazionale. Ma il Congresso degli Stati Uniti nel 2015, con il presidente Obama, ha approvato una legge che permette di sfruttare le risorse lunari e degli asteroidi a fini commerciali, a mezzo di società pubbliche e aziende private coinvolte nel programma spaziale americano. La legge è stata rafforzata da un Executive Order firmato il 16 aprile 2016 dal presidente Trump. L’Executive Order disconosce che la Luna e altri corpi celesti siano patrimonio comune dell’umanità e riconosce invece il diritto di appropriazione di risorse dei corpi celesti. Gli americani, sostiene il provvedimento, dovrebbero avere il diritto di impegnarsi nell’esplorazione commerciale, nel recupero e nell’utilizzo delle risorse spaziali. Lo spazio esterno, continua la spiegazione, è un dominio legalmente e fisicamente unico dell’attività umana e gli Stati Uniti non lo considerano un bene comune globale”.

“La mancanza di regole condivise è particolarmente grave per le trasformazioni geopolitiche in corso”, ha sottolineato Violante. “La sicurezza spaziale non serve a un solo Paese o a una sola alleanza. Di questo dobbiamo essere certi, è un bene pubblico globale, la sicurezza che serve a tutti e la cui mancanza può danneggiare tutti. Una parola, infine, sull’Italia. Abbiamo avuto un brillante passato, ma il presente non è male, grazie soprattutto a Leonardo SpA. Siamo uno dei pochi Paesi, forse l’unico, che riesce a coprire l’intera filiera industriale dello spazio. L’80% del Lunar Gateway è costruito in Italia. Si tratta della prima stazione spaziale che orbiterà attorno alla Luna. E’ una struttura assai complessa. Dispone, tra l’altro, di un braccio robotico che pesa circa 40 tonnellate. A Torino stiamo costruendo i moduli delle prime abitazione lunari. Siamo leader mondiali nella geoinformazione. Vi è però un problema: cominciano a mancare le competenze. Abbiamo bisogno di ingegneri, saldatori, tornitori, biologi, medici specializzati”, ha concluso Violante. “E’ come avere un perfetto progetto per costruire un’astronave, ma non avere gli specialisti che devono realizzarla”.

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