Finanza sostenibile: mercato resiliente, mentre idrogeno e biogas sostengono la transizione energetica
Il mercato globale della finanza sostenibile ha iniziato il 2026 con un ritmo più contenuto rispetto all’anno precedente, ma continua a dimostrare una buona capacità di tenuta. Nel primo trimestre le emissioni globali hanno raggiunto 387 miliardi di dollari, in calo dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2025 e al di sotto dei livelli registrati nei trimestri degli ultimi anni. Il rallentamento, tuttavia, non è stato uniforme: mentre le emissioni delle imprese non finanziarie e del settore finanziario hanno registrato una flessione, gli enti pubblici e gli organismi collegati ai governi hanno quasi raddoppiato i volumi rispetto al primo trimestre dello scorso anno, contribuendo a sostenere il mercato. Anche le emissioni sovrane sono aumentate, confermando il ruolo sempre più rilevante del settore pubblico nel finanziamento della transizione.
Tra gli strumenti di finanza sostenibile, i green bond si confermano protagonisti, con emissioni pari a 175 miliardi di dollari, in crescita dell’11% su base annua e rappresentativi di circa il 45% dell’intero mercato. In aumento anche sustainability bond e social bond, mentre il comparto dei finanziamenti privati ha registrato una contrazione, con una riduzione delle emissioni di green loan e sustainability-linked loan. Secondo ING Research, nonostante il contesto ancora caratterizzato da incertezza geopolitica e volatilità, le emissioni dovrebbero mantenersi complessivamente resilienti nel corso del 2026, pur con dinamiche differenti tra aree geografiche, categorie di emittenti e tipologie di strumenti.
In questo scenario, ING ha chiuso un primo trimestre positivo, mobilitando 33,7 miliardi di euro in attività di finanza sostenibile, con un incremento dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le operazioni concluse sono state 78, un dato inferiore al primo trimestre dello scorso anno ma superiore alla media registrata tra il 2022 e il 2025. I sustainability-linked loan continuano a rappresentare la principale fonte di volumi mobilitati, mentre green loan, green bond, commercial paper sostenibile e prodotti di garanzia hanno sostenuto la crescita del trimestre. L’area EMEA si conferma il principale mercato della banca, con il 55% dei volumi complessivamente mobilitati.
Tra i temi destinati a incidere maggiormente sull’evoluzione della finanza sostenibile figura l’idrogeno. Se la tecnologia ha ormai raggiunto un buon livello di maturità, la sfida principale riguarda oggi la creazione di un mercato sufficientemente solido da attrarre investimenti. La limitata prevedibilità della domanda, la scarsità di contratti di acquisto di lungo periodo e la conseguente difficoltà nel garantire flussi di ricavi stabili continuano infatti a rappresentare i principali ostacoli alla bancabilità dei progetti. Per favorire lo sviluppo del settore sarà quindi necessario rafforzare la domanda, aumentare la certezza dei ricavi e creare ecosistemi in cui produzione, consumo e finanziamenti possano crescere parallelamente.
In questo contesto ING continua a sostenere lo sviluppo delle nuove filiere dell’energia pulita attraverso operazioni dedicate alla produzione di bio-GNL, carburante sostenibile per l’aviazione (SAF) e biocarburanti avanzati, contribuendo alla diffusione di tecnologie strategiche per la decarbonizzazione e al rafforzamento delle catene di approvvigionamento europee.
Parallelamente, secondo ING Research, la riduzione della dipendenza europea dalle importazioni di gas passerà da un maggiore ricorso alle energie rinnovabili e al biogas. Sebbene eolico e fotovoltaico abbiano registrato una forte accelerazione negli ultimi anni, l’elettricità rappresenta ancora soltanto circa il 20% del consumo finale di energia in Europa. Nel medio termine saranno quindi soprattutto il risparmio di gas e il biogas a offrire le maggiori opportunità per ridurre la dipendenza dalle importazioni, mentre nel lungo periodo sarà l’idrogeno a svolgere un ruolo sempre più importante nella decarbonizzazione dell’economia.
Nel complesso, il primo trimestre del 2026 conferma come la transizione energetica continui a procedere anche in un contesto di mercato più complesso. Pur in presenza di un rallentamento delle emissioni rispetto allo scorso anno, il mercato della finanza sostenibile continua a mostrare segnali di resilienza e l’interesse verso le tecnologie necessarie alla decarbonizzazione rimane elevato, confermando il ruolo della finanza come leva fondamentale per sostenere gli investimenti richiesti dalla transizione energetica.