“Abbiamo posto questa questione con chiarezza scrivendo una lettera alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen con la quale chiedevamo di garantire maggiore flessibilità di bilancio agli Stati membri per affrontare la crisi energetica utilizzando meccanismi finanziari simili a quelli previsti proprio per la difesa dopo un negoziato lungo e complesso abbiamo ricevuto la risposta che auspicavamo la possibilità di attivare su base volontaria la cosiddetta national escape clause ci consentirà di investire 14 miliardi di euro nei prossimi tre anni per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia che colpisce soprattutto le famiglie vulnerabili e l’impresa energivore ma più in generale tutti gli italiani si tratta di un risultato molto importante che in parecchi consideravano impossibile ma che abbiamo centrato dimostrando la capacità dell’Italia di far valere in Europa i propri interessi e proporre soluzioni efficaci e di buon senso anche in questo caso ho ascoltato polemiche surreali basate su affermazioni infondate come accade spesso quando gli argomenti scarseggiano la posizione del nostro governo su alcune misure del green deal e ci tornerò è nota e non è mutata ma al contrario di riguarda alle politiche energetiche con la lente dell’ideologia il nostro governo è impegnato nella realizzazione di un mix energetico nazionale utile agli interessi dei cittadini e delle imprese è per questo che abbiamo varato un disegno di legge delega sull’energia nucleare che riteniamo la vera soluzione alla nostra dipendenza energetica nel medio e lungo periodo è per questo che continuiamo a sostenere l’importanza dei biocarburanti come vettore energetico di transizione è per questo che udite udite con il nostro governo abbiamo raggiunto il massimo storico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e lo so so può dare fastidio”.
Cosi il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione delle Comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Europeo.
“Peraltro ricordo che lunedì scorso la commissione ha approvato ulteriori 23 miliardi di aiuti di stato a sostegno della produzione nazionale di energia elettrica da fonti rinnovabili si prevede che gli impianti aggiungeranno così un totale di 37,15 gigawatt di capacità di produzione di energia elettrica un risultato di aumentare del 48 per cento l’attuale capacità di energia prodotta da fonti rinnovabili in Italia con lo stesso pragmatismo nelle prossime settimane provvederemo a definire in stretto raccordo con la commissione un paniere di misure finanziabili grazie alla flessibilità che abbiamo ottenuto e questo consentirà tra l’altro di alleggerire il bilancio nazionale di avere più risorse per sostenere le famiglie e le imprese in questa difficile congiuntura sono in sostanza colleghi lontani i tempi in cui l’Italia per avere maggiore flessibilità di bilancio doveva dirsi disponibile a ricevere più immigrati illegali sul suo territorio quelli erano altri tempi oggi c’è un governo che riesce a ottenere maggiore flessibilità propriamente può vantare una riduzione dell’80 per cento degli immigrati illegali che sbarcano sulle sue cose l’energia sarà chiaramente al centro di una specifica sezione del consiglio europeo dedicata alle sfide economiche globali sul tema le conclusioni dell’ultimo consiglio hanno indicato una direzione chiara e pragmatica invocando la necessità di azioni concrete per ridurre i prezzi far fronte all’eccessiva volatilità nel breve termine attenuare l’impatto del sistema di scambio di quote di emissione cioè EtS sui prezzi dell’energia elettrica è stato un risultato faticoso non scontato e qui c’è un punto fondamentale che io penso vada chiarito le sintesi che la politica raggiunge all’esito di lunghissime discussioni non sono un esercizio dialettico sono l’esercizio della democrazia ognuno di noi quando si presenta in consiglio europeo lo fa con alle spalle un mandato del proprio parlamento quel parlamento a sua volta opera secondo un mandato popolare per questa ragione le decisioni che noi prendiamo devono essere rispettate devono essere attuate non possono essere rimesse in discussione o addirittura ribaltate da interpretazioni surreali surreali ammantate come tecniche di burocrati che non devono rendere conto a nessuno delle proprie decisioni e che forse anche per questo hanno finito per perdere il contatto con la realtà lo abbiamo visto con l’attuazione del principio della neutralità tecnologica lo abbiamo visto con il recente atto delegato in materia di revisione dei benchmark Ets di cui chiediamo una revisione urgente e lo stiamo vedendo nelle prime anticipazioni del contenuto della revisione organica del sistema Ets attesa per luglio dal focus sulla riduzione dell’impatto sui prezzi dell’energia man mano stiamo passando alla possibile introduzione di nuovi meccanismi che potrebbero che porterebbero che potrebbero addirittura chiedo scusa finire per complicare il meccanismo invece di semplificarlo come era richiesto lo dico qui dopo averlo ribadito anche in occasione della videoconferenza sulla competitività di lunedì organizzata insieme al cancelliere tedesco al primo ministro belga perché chiedo un mandato chiaro a tenere il punto su questo tema anche da qui si testa il cambio di passo politico e strategico dell’Europa solo se semplifichiamo e rendiamo più veloci i processi amministrativi solo se rimettiamo la politica al centro e nella condizione di decidere possiamo sperare di rilanciare gli investimenti aumentare le occasioni di crescita per il continente”.