Quando la forza in azione trasforma la possibilità in realtà.
Gli altri siti del gruppo:

Categorie

Accesso

In Parlamento25 Giugno 2026 12:53

Energia, interrogazione Misiani (PD): su rimodulazione concessioni vigenti e tutela del consumatore finale

Atto Senato

Roma - Interrogazione a risposta orale 3-02679

presentata da

ANTONIO MISIANI
martedì 23 giugno 2026, seduta n.431

MISIANI, BASSO, NICITA, GIORGIS, MALPEZZI, TAJANI, D’ELIA, BAZOLI, FRANCESCHELLI, MANCA, CAMUSSO, RANDO, VERINI, GIACOBBE, ROJC, ALFIERI, DELRIO – Ai Ministri dell’ambiente e della sicurezza energetica e dell’economia e delle finanze – Premesso che:

l’articolo 1, commi 50 e seguenti, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, ha prorogato le concessioni per il servizio di distribuzione dell’energia elettrica disponendo la cosiddetta “rimodulazione” delle concessioni vigenti in favore dei concessionari uscenti per un periodo non superiore a vent’anni, subordinata alla presentazione di piani straordinari di investimento pluriennale. Tale previsione deroga al regime concorrenziale stabilito dal decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, che aveva fissato la scadenza delle concessioni al 2030 e previsto l’indizione di gare ad evidenza pubblica a decorrere dal 2025. La rimodulazione è condizionata all’emanazione di un decreto interministeriale congiunto del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e del Ministero dell’economia e delle finanze, previo parere dell’ARERA, della Conferenza delle Regioni e delle Commissioni parlamentari competenti;

la struttura del mercato della distribuzione elettrica in Italia vede circa l’85 per cento dei volumi distribuiti e dei punti di consegna concentrati in capo al principale operatore E-distribuzione S.p.A., partecipata dal Ministero dell’economia, con le restanti quote ripartite tra Unareti (gruppo A2A), Areti (gruppo ACEA), Ireti (gruppo IREN) e V-Reti (gruppo AGSM AIM). La remunerazione riconosciuta ai concessionari da ARERA attraverso il meccanismo del capitale investito riconosciuto (RAB) moltiplicato per il costo medio ponderato del capitale (WACC) determina flussi di remunerazione di circa 5,5 miliardi di euro annui, che saranno interamente addebitati agli utenti nella voce di bolletta “spesa per il trasporto dell’energia”, pari a circa il 15 per cento dell’importo complessivo della bolletta elettrica. La mancata indizione di gare ad evidenza pubblica, oltre a comprimere la concorrenza, rischia di riversare ingenti costi di servizio a svantaggio degli utenti finali;

ENEL ha pianificato investimenti di 26 miliardi di euro nel triennio 2026-2028, di cui 15 miliardi in Italia, con il valore RAB delle reti del gruppo destinato a crescere da 47 miliardi a fine 2025 a 58 miliardi nel 2028. A2A ha registrato una rapida crescita del valore della propria rete elettrica da 700 milioni a 1,6 miliardi in cinque anni e la spesa complessiva annua per la manutenzione della rete elettrica, pari a meno di 3 miliardi di euro fino a due anni fa, è destinata a raddoppiare nel breve periodo. In questo contesto, appare difficilmente giustificabile il trasferimento del canone di rimodulazione in bolletta ai consumatori, in aggiunta alla remunerazione ordinaria già garantita dal meccanismo RAB/WACC;

l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) ha espresso rilievi critici in merito al meccanismo introdotto dalla legge di bilancio per il 2025. Il presidente uscente Stefano Besseghini ha rilevato che il trasferimento dell’onere di rimodulazione in bolletta “rappresenta una sostanziale novità rispetto alla natura a titolo gratuito delle concessioni vigenti”, che tale previsione “si pone in contrasto con i principi generali di tariffazione basata sui costi efficienti del servizio” e che, a tutela degli utenti, risulta “opportuno minimizzare, se non annullare, l’impatto dell’onere in bolletta”. In un parere diffuso il 5 agosto 2025, lo stesso Besseghini ha precisato che i piani straordinari pluriennali devono essere vincolati a precisi obblighi e non a vaghe promesse;

l’AGCM ha evidenziato come la proroga delle concessioni per un ulteriore periodo di vent’anni costituisca un rinvio temporale così prolungato da ostacolare i benefìci che la concorrenza per il mercato potrebbe apportare mediante gare ad evidenza pubblica, ritardando la possibilità di maturare significativi vantaggi per il consumatore finale, quali, tra gli altri, prezzi più contenuti in bolletta;

la modifica operata in legge di bilancio prevede esplicitamente non solo che si trasferisca in bolletta l’onere di rimodulazione, ma anche che l’aumento della medesima finanzi gli introiti dei concessionari, autorizzati a rivalersi sugli utenti del sistema elettrico delle somme versate allo Stato;

la Conferenza delle Regioni ha espresso contrarietà all’operazione, subordinando il proprio assenso alla garanzia che i piani straordinari di investimento pluriennale richiesti ai concessionari siano soggetti a obblighi giuridicamente vincolanti e non a meri impegni programmatici, evitando che la proroga si traduca in un trasferimento di rendita in assenza di adeguata contropartita pubblica in termini di qualità del servizio e di sviluppo infrastrutturale funzionale alla transizione energetica;

il Governo non ha ancora definito i contenuti né i tempi del decreto interministeriale previsto dalla norma. Il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica ha dichiarato che il decreto interministeriale è “in lavorazione”, che è “difficile (non escluso)” utilizzarne le entrate per la prossima legge di Bilancio, e che “il canone potrebbe esserci, quanto è grosso chissà”;

la genericità della formulazione legislativa non consente, altresì, di quantificare con certezza il peso aggiuntivo che tale meccanismo determinerà sulle bollette dei 30,3 milioni di utenti domestici e dei 7,1 milioni di utenti non domestici attualmente allacciati alla rete di distribuzione elettrica nazionale. Davanti alla platea degli industriali italiani, nel mese di maggio, la Presidente del Consiglio dei ministri ha dichiarato che l’alto costo dell’energia è “la questione più urgente da affrontare”,

si chiede di sapere:

se il Governo abbia attentamente valutato la compatibilità della disciplina introdotta dai commi 50 e seguenti della legge di bilancio 2025 con i princìpi in materia di concorrenza nei mercati dei servizi pubblici essenziali, di trasparenza e non discriminazione nelle procedure di affidamento delle concessioni di servizi e con le disposizioni della direttiva 2019/944/UE, relativa al mercato interno dell’energia elettrica, e se siano in corso interlocuzioni con i competenti organi della Commissione europea al riguardo; se nell’emanazione delle suddette norme abbia, altresì, tenuto conto delle indicazioni contenute nel parere ARERA del 5 agosto 2025, con particolare riguardo alla richiesta di minimizzare o annullare l’impatto dell’onere di rimodulazione in bolletta;

se i Ministri in indirizzo intendano tempestivamente attivarsi, per quanto di rispettiva competenza, al fine di assicurare l’effettiva tutela degli interessi degli utenti finali e scongiurare un ulteriore insostenibile aggravio di costi sulle bollette elettriche, con misure volte al contenimento o all’annullamento dell’impatto in tariffa degli oneri di rimodulazione delle concessioni di distribuzione introdotti con i commi 50 e seguenti dell’articolo 1 della legge di bilancio per il 2025;

se, al contrario, intendano comunque procedere all’emanazione del decreto interministeriale congiunto previsto dai commi 50 e seguenti dell’articolo 1 della legge del 30 dicembre 2024, e se abbiano già acquisito o intendano acquisire i pareri di ARERA, della Conferenza delle Regioni e delle Commissioni parlamentari competenti; quali misure intendano promuovere per garantire che l’onere concessorio versato dai concessionari allo Stato sia interamente destinato alla riduzione della spesa energetica degli utenti domestici e non domestici e non si traduca in un meccanismo di remunerazione aggiuntiva a carico delle bollette, con effetti regressivi sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla competitività delle imprese, in un contesto in cui i prezzi delle commodity energetiche sono nuovamente in rialzo.

(3-02679)Energua