Energia28 Maggio 2024 14:00

Energia, Alleanza Fotovoltaico: “Dl Agricoltura tagliola per il settore. Urgenti le modifiche al testo”

“Il testo del Dl Agricoltura, così come approvato dal Governo, rappresenta una vera e propria tagliola per il settore e per le possibilità del Paese di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati al 2030. Appare pertanto imprescindibile apportare alcune modifiche che riducano l’impatto pregiudizievole della legge nei confronti degli operatori delle rinnovabili in Italia, degli ingenti investimenti fin qui realizzati e per tutta la filiera composta da 150.000 lavoratori” così Filippo Fontana, portavoce dell’Alleanza per il Fotovoltaico in Italia durante l’audizione di fronte alla Commissione Industria del Senato.

“L’articolo 5 impatta in maniera significativa sul settore dell’energia rinnovabile, in quanto impedisce la messa a terra di circa l’80% delle nuove iniziative di fotovoltaico e agrivoltaico su cui gli operatori del settore stanno lavorando da anni. L’articolo in questione non tutela i terreni agricoli né la loro produttività, che anzi viene messa maggiormente a rischio a causa degli effetti del cambiamento climatico. Occorre ricordare che lo sviluppo dell’energia rinnovabile non è in conflitto con la produzione alimentare e che gli impianti non vengono realizzati su aree di pregio ma solo su aree incolte, le quali con l’agrivoltaico addirittura si possono recuperare. I dati ISTAT riferiti all’ultimo censimento agricoltura riportano infatti di una superficie agricola in stato di abbandono pari a 3.939.000 ettari, a fronte di una superficie agricola nazionale totale di 16.474.000 ettari. Di converso la superficie agricola necessaria per il raggiungimento degli obiettivi minimi previsti dal PNIEC per il 2030 è pari a 80.000 ettari. Al fotovoltaico utility scale basterebbe pertanto solamente lo 0,6% della superficie agricola nazionale non abbandonata per raggiungere gli obiettivi italiani di decarbonizzazione al 2030”.

“È fondamentale includere tutte le aree idonee tra quelle su cui è consentito installare impianti fotovoltaici. Bisogna consentire il fotovoltaico sulle aree agricole prive di pregio agricolo, incolte e abbandonate, che distano non più di 500 metri dalle zone industriali, artigianali o commerciali, nonché le aree prive di valore paesaggistico o culturale. Non si capisce, infatti, perché queste aree non siano state considerate dal Governo, ricordando che l’obiettivo della nuova legge dovrebbe essere quello di salvaguardare esclusivamente le aree agricole produttive dove si produce cibo. Inoltre, nonostante i proclami del governo, è necessario specificare espressamente che l'agrovoltaico, in tutte le sue declinazioni, è sempre consentito, anche perchè l'agrovoltaico è una tecnologia sempre compatibile con la prosecuzione dell’attività agricola. Bisogna infine salvaguardare gli investimenti fin qui sostenuti e programmati dalle imprese: è necessario chiarire espressamente se anche i progetti che ad oggi hanno soltanto fatto domanda di connessione alla rete siano esclusi dal divieto, in quanto il testo attuale è poco chiaro e si presta a dubbi interpretati