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AEROSPAZIONEWS28 Dicembre 2025 13:28

Droni: Amazon sospende il progetto di trasporto di merci in Abruzzo, ENAC va avanti. I commenti degli esperti

Droni: Amazon sospende il progetto di trasporto di merci in Abruzzo, ENAC va avanti. I commenti degli esperti

(AGEEI/Aerospazionews) – Amazon ha deciso di sospendere il progetto Prime Air per il trasporto di merci con droni nell’area di San Salvo (Chieti). Lo ha comunicato il colosso globale dell’e-commerce all’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC). Una decisione inattesa dalle autorità italiane, ad un anno dal primo volo in Abruzzo del drone MK-30, avvenuto il 4 dicembre 2024, e dopo solo sei mesi dall’ultimo meeting di coordinamento tra ENAC e Amazon per valutare lo stato di avanzamento del progetto, svoltosi il 19 giugno scorso proprio a San Salvo.

“A seguito di una revisione strategica, abbiamo deciso di interrompere i nostri piani di consegna commerciale con droni in Italia”, hanno dichiarato fonti di Amazon. “Nonostante il coinvolgimento positivo e i progressi compiuti con le autorità aerospaziali italiane, il più ampio contesto in cui operiamo in Italia non offre, al momento, le condizioni necessarie per i nostri obiettivi di lungo periodo per questo servizio. I nostri progetti di consegna con droni negli Stati Uniti e nel Regno Unito proseguono positivamente, con voli di test e consegne commerciali che si sono dimostrati efficaci e ben accolti dai clienti”.

Immediata la reazione da parte dell’ENAC, che ha voluto subito ribadire il proprio impegno anche per il futuro. “L’Ente ha preso atto dell’inattesa notizia di Amazon”, si legge in una nota emessa da ENAC, “che, pur confermando un indiscusso apprezzamento del proficuo lavoro svolto insieme ad ENAC, per motivi di policy aziendale e come conseguenza delle recenti vicende finanziarie che hanno coinvolto il gruppo, ha ritenuto di avviare il lancio delle operazioni commerciali e la richiesta di certificazione come operatore in un altro Stato membro dell’Unione Europea. Nonostante la sospensione del progetto, dal 1° gennaio 2026 sarà operativo lo U-Space San Salvo, il primo in Europa. Si tratta di una porzione di spazio aereo in cui si realizza l’integrazione tra voli con equipaggio e voli con pilota remoto, elemento essenziale per garantire la piena e sicura operatività dei mezzi unmanned, consentendo attività sperimentali e operazioni in emergenza”.

Numerose sono state le reazioni da parte della drone community italiana. “Mentre l’Italia viene messa in stand-by, i programmi Amazon Prime Air negli Stati Uniti e nel Regno Unito procedono a pieno ritmo”, ha scritto il portale specializzato Quadricottero News. “La differenza potrebbe risiedere nella maturità dell’ecosistema e nella capacità di generare volumi di traffico tali da giustificare l’investimento. Senza il volume di consegne massivo che Amazon avrebbe garantito, l’infrastruttura di San Salvo rischia di nascere tecnologicamente perfetta ma economicamente fragile”.

“Un voltafaccia improvviso che non fa affatto bene alla comunità dei droni italiana, che perde la punta di diamante della ricerca sul delivery dal cielo”, ha sottolineato invece la rivista Dronezine. “Magra consolazione è che il fallimento del progetto lasci in eredità lo U-Space San Salvo. A questo punto, non si capisce bene a cosa potrà servire, è un po’ come avere un aeroporto ma non avere gli aeroplani. A nostro parere, con la chiusura della sperimentazione Prime Air, sembra tanto una magnifica quanto inutile cattedrale nel deserto”.

Non sono mancati anche i commenti di esperti ed imprenditori. “Lascia un po’ di amarezza la scelta di Amazon di abbandonare il progetto San Salvo, focalizzando lo sviluppo della delivery tramite droni in USA e UK”, ha dichiarato Cristiano Baldoni, esperto nel settore dei droni e già amministratore delegato di D-Flight (gruppo ENAV). “Viene il dubbio che la scelta possa essere il risultato di una resa dei conti, al termine della disputa innescata dall’Agenzia delle Entrate, che ha inflitto al colosso una multa dell’importo iniziale di 3 miliardi di euro, poi ridotta a 700 milioni. Oppure, la decisione discende dalla constatazione da parte di Amazon che il modello di business ed operativo mal si conforma ai vincoli regolatori vigenti in EU. Peccato, perché la collaborazione con ENAC ed Enav, nonché con gli enti territoriali, stava funzionando bene e tutto lasciava prevedere uno sviluppo positivo di questa avventura. L’auspicio è che questa notizia non rallenti ulteriormente il già complesso avviamento del mercato degli Innovative Aerial Services”.

“Ritengo che le motivazioni principali siano riconducibili ai limiti progettuali del drone proposto da Amazon”, ha affermato invece Simone Lo Russo, fondatore e amministratore delegato di Impianti e Drone4Italy, “in grado di trasportare un payload di ‘soli’ 2,5 kg su una distanza di circa 12 km, che rende difficile la scalabilità reale del servizio, oltre alla difficoltà di adattamento del business model ai vincoli normativi imposti dalle autorità aeronautiche europee e nazionali, rispettivamente EASA (European Union Aviation Safety Agency) ed ENAC. Non a caso, il servizio continua negli USA e nel Regno Unito, che dal gennaio 2020 è fuori dalla giurisdizione di EASA a seguito della Brexit”.

www.enac.gov.it

www.amazon.com

www.ageei.eu