Difesa: l’Italia vuole due nuovi satelliti spia. Avviato l’iter parlamentare, costo 640 mln di euro
(AGEEI/Aerospazionews) – Due nuovi satelliti spia per l’Italia. E’ il progetto a cui sta lavorando la Difesa per sostituire il satellite da osservazione militare Optsat-3000, di costruzione israeliana, attualmente utilizzato dalle nostre Forze Armate e dai servizi di intelligence. Gli uffici del ministro Guido Crosetto hanno infatti trasmesso al Parlamento la richiesta di parere sullo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale SMD 41/2025 relativo all’“Acquisizione del Sistema Satellitare Ottico di III generazione”. Il decreto sarà esaminato dalla 3a Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato e dalla 4a Commissione Difesa della Camera. Il nuovo sistema sarà composto da due satelliti con caratteristiche molto avanzate: payload elettro-ottico pancromatico (PAN) e infrarosso (IR); payload multispettrale (MS) e per il monitoraggio dello spettro elettromagnetico opzionali; ridotto revisit time della superficie terrestre; capacità di inter-satellite link; piena interoperabilità col segmento di terra dei sistemi esistenti.
“L’obiettivo del programma”, si legge nella documentazione trasmessa da Palazzo Baracchini al Parlamento, che AGEEI/Aerospazionews ha avuto modo di consultare, “è quello di assicurare la continuità della capacità di osservazione della Terra ottica del comparto Difesa (monitoraggio delle aree di crisi, sorveglianza tattica/operativa/strategica, supporto alla pianificazione ed esecuzione delle operazioni, acquisizione dei dati geo-spaziali) nell’ambito del nuovo dominio, quello spaziale, di grande interesse in quanto in grado di aumentare l’efficacia dello strumento militare e al contempo, di dare supporto, con valutazioni autonome, al vertice politico”.
Questo programma – di cui non è stato reso noto il nome, né le date di lancio dei satelliti – avrà un costo complessivo di 640 milioni di euro, comprendenti l’acquisizione dei satelliti (500 milioni), i lanci (90 milioni) e l’adeguamento ai requisiti di sicurezza (50 milioni). La 1a fase, del valore di 264 milioni, è stata autorizzata e completamente finanziata con il D.I. SMD 20/2022. La 2a fase, del valore di 292,64 milioni (condizioni economiche 2025), oggetto del presente programma, è autoconsistente ed è finanziata a valere sugli stanziamenti derivanti da capitoli del settore d’investimento del Bilancio ordinario del Ministero della Difesa nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente.
Attualmente, la Difesa italiana utilizza l’Optsat-3000, composto da un satellite ottico ad alta risoluzione e da un segmento di terra per il controllo in orbita, la pianificazione delle acquisizioni, l’acquisizione e il processamento delle immagini. Questo sistema consente a utenti della Difesa, agenzie governative italiane e partner internazionali che hanno sottoscritto accordi di cooperazione con la Difesa italiana, di poter disporre di immagini ad alta risoluzione di ogni punto della Terra. Il sistema Optsat-3000 è stato fornito da Telespazio, in qualità di primo contraente, ed è stato lanciato nell’agosto 2017 con un vettore italiano Vega dallo spazioporto di Kourou (Guyana Francese). Il satellite è stato costruito dalla società Israel Aerospace Industries (IAI), selezionata dal ministero della Difesa italiano sulla base di accordi intergovernativi italo-israeliani.
Optsat-3000 è un sistema ad alta autonomia stabilizzato a tre assi, progettato per avere un peso ridotto, basso consumo e alta affidabilità. E’ stato progettato per avere una vita operativa di oltre 7 anni e può anche interoperare con i satelliti radar italiani della costellazione Cosmo-SkyMed di seconda generazione. Il segmento di Terra per la gestione in orbita del satellite, per la pianificazione delle acquisizioni e per l’elaborazione delle immagini è dispiegato presso tre siti operativi: il Centro Spaziale di Telespazio al Fucino (L’Aquila) e due basi della Difesa nei pressi di Roma, il Centro Interforze di Telerilevamento Satellitare (CITS) di Pratica di Mare e il Centro Interforze Gestione e Controllo (CIGC) di Vigna di Valle.
