Roma - Il Consiglio di Amministrazione di COREPLA ha nominato Giorgio Quagliuolo Presidente del Consorzio, affidandogli la guida dell’organizzazione in una fase cruciale per il futuro della filiera italiana del riciclo, chiamata ad affrontare profonde trasformazioni economiche, industriali e normative.
Le tensioni geopolitiche a livello globale stanno infatti incidendo sui costi dell’energia e delle materie prime, sulla stabilità degli approvvigionamenti e sugli equilibri delle rotte commerciali internazionali. Uno scenario al quale si aggiunge la crescente pressione esercitata dai polimeri vergini provenienti da Paesi extra-UE, spesso prodotti secondo standard ambientali e di sostenibilità non allineati a quelli richiesti dall’Unione Europea. Una dinamica che rischia di mettere in difficoltà la filiera europea del riciclo e di rallentare gli investimenti necessari allo sviluppo del mercato delle materie prime seconde, proprio mentre l’Europa punta ad accelerare la transizione verso un modello economico sempre più circolare
“Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità, in un momento in cui le profonde trasformazioni che interessano i mercati dell’energia e delle materie prime richiedono visione e capacità di adattamento. Oggi più che mai, il riciclo degli imballaggi in plastica e l’utilizzo delle materie prime seconde rappresentano un fattore strategico per la competitività del sistema produttivo, per la sicurezza degli approvvigionamenti e per il raggiungimento degli obiettivi ambientali europei. Rafforzare la capacità del nostro Paese di valorizzare le risorse, già presenti nei cicli produttivi, significa rendere più solida l’industria italiana e contribuire concretamente alla transizione verso un’economia sempre più circolare” – ha dichiarato Giorgio Quagliuolo, Presidente di COREPLA.
Nonostante il quadro internazionale complesso, i risultati conseguiti dalla filiera del riciclo degli imballaggi in plastica confermano la solidità del sistema nazionale. Secondo gli ultimi dati, nel 2025 COREPLA ha avviato a riciclo 1.180.000 tonnellate di imballaggi, di cui 970.000 tonnellate effettivamente riciclate. In rapporto all’immesso al consumo, la quota riciclata è pari al 49,6%, in linea con l’obiettivo europeo del 50% al 2025.
“I risultati raggiunti negli ultimi anni testimoniano l’efficacia di un modello fondato sulla collaborazione tra imprese, istituzioni e cittadini. Un patrimonio di competenze e relazioni che assume un valore ancora più significativo nell’attuale contesto internazionale e che conferma il ruolo strategico del riciclo degli imballaggi in plastica nel rafforzare la competitività e la capacità di tenuta del sistema produttivo nazionale” – ha aggiunto il Presidente Quagliuolo – “In vista dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni del Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), prevista a partire dal prossimo agosto, sarà fondamentale continuare a investire nell’innovazione, sostenere il mercato delle materie prime seconde e creare condizioni favorevoli allo sviluppo di una filiera sempre più efficiente, sostenibile e competitiva. Una filiera capace di generare valore ambientale, industriale e occupazionale e di contribuire in modo concreto alla crescita del Paese”.