A maggio le vendite di prodotti petroliferi al mercato interno sono risultate in calo del 7,7% rispetto allo stesso mese del 2025. Sicuramente ad incidere sul risultato è stato il fatto che quello del 2026 è stato il maggio con il minor numero di giorni lavorativi degli ultimi sei anni (20 contro una media di 22), ma anche un calendario complessivamente meno favorevole agli spostamenti. A ciò va poi aggiunto l’aumento dei prezzi dei carburanti che ha contribuito a contenere una domanda evidentemente non così anelastica. La benzina ha segnato una flessione del 2,8% (-20 mila tonnellate), interrompendo una fase di crescita sostenuta, ma con un calo da interpretare come temporaneo in un contesto di fondo ancora positivo. A sostenere la tendenza resta il crescente peso delle auto ibride, ormai oltre il 47% delle nuove vetture immatricolate. Lo rileva Unem.
Molto più marcata la contrazione del gasolio motori, in calo del 10,8% (-218 mila tonnellate), con un andamento negativo sia sulla rete (-7,5%) sia soprattutto nell’extrarete (-14,3%). Nel complesso, il gasolio ha contribuito da solo per circa il 63% alla riduzione totale delle vendite.
Spicca il dato positivo del jet fuel, che segna un nuovo record storico per il mese di maggio, e del bunker marina (+7,8%) che ha proseguito il percorso di recupero rispetto a un 2025 particolarmente debole. In particolare, si è confermata la progressiva sostituzione dell’olio combustibile con il gasolio: dieci anni fa il gasolio pesava infatti solo il 17% dei bunker complessivi, mentre lo scorso anno si era saliti al 40% e oggi siamo al 47%.