Politica6 Giugno 2022 10:36

Cingolani: Saremo indipendenti dalla Russia nell’arco di 30 mesi

“L’obiettivo di tutti è accelerare lo sforzo di decarbonizzazione” e “uno dei frutti pendenti da raccogliere è quello delle rinnovabili. Si può fare moltissimo. L’imperativo è togliersi dai piedi il carbone”. Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani nel corso del Festival Green&Blue. “Noi dipendiamo meno per il petrolio e il carbone dalla Russia per fortuna” mentre per quanto riguarda il gas “in 20 anni siamo passati dal 20% al 3% di produzione nazionale gas mantenendo costante il fabbisogno, un errore che ci costa molto oggi. Noi abbiamo siglato accordi con sei Stati per circa 25 mld di metri cubi che vanno a rimpiazzare i 30 provenienti dalla Russia – ha aggiunto -. Dovremmo essere in grado per il secondo semestre del 2024 di non prendere più gas dalla Russia, circa la metà arriverà dai gasdotti del sud e il resto tramite Gnl. In parte portando al 100% gli attuali rigassificatori che abbiamo il resto con i due nuovi rigassificatori galleggianti che stiamo predisponendo. Saremo indipendenti dalla Russia nell’arco di 30 mesi mantenendo gli obiettivi della decarbonizzazione, siamo tra i pochi a poterlo dire in Europa”.

“Circa un anno fa un metro cubo di gas costava 20 centesimi ora siamo arrivati a 1 euro 1,5. Ogni anno stocchiamo circa 10 mld di mc e se negli anni scorsi pagavano 2 mld oggi ci circa 12-13 mld. Cosa giustifica questo aumento dei costi? Nulla, il gas c’è ancora e c’è tanta speculazione basata sulle leggi di domanda e offerta”, ha aggiunto Cingolani parlando di prezzi del gas. “In più la Cina sta acquistando grosse quantità di Gnl e abbiamo agganciato il prezzo dell’elettricità al gas, è una tempesta perfetta. Noi abbiamo detto: siccome l’Europa compra gas in gasdotto possiamo un po’ influenzare il mercato con un price cap che serve a evitare picchi di prezzo in modo di avere una certa programmabilità sui costi del gas. Poi forse dovremmo disaccoppiare il prezzo del gas da quello dell’elettricità”, ha ammesso il ministro ricordando che “abbiamo ottenuto una delega alla Commissione Ue per il price cap ma già che c’è questa indicazione abbiamo un prezzo più stabile”.

“Ci sono alcuni gruppi che prendono posizioni come i rinnovabilisti mi limito ad osservare che possiamo accelerare ma non basta mettere l’impianto – ha ammesso Cingolani -. Se installassimo tutta questa potenza nelle zone in cui c’è vento, l’utilizzo non è locale e ci vuole una rete intelligente in grado di sopportare grandi cariche e di smistarla. Solare ed eolico producono mediamente per 2000 ore l’anno su 8000 e allora c’è bisogno di batterie ma richiede miliardi di euro infrastrutture, non si può fare in tre anni. Al 2030 le soluzioni sono rinnovabili, rete, accumulatori e su fonti che non sono solo eolico e solare”.

“Abbiamo decine di milestone da realizzare ma la vera sfida della transizione è che deve essere anche giusta. Andare troppo veloci porterebbe a un massacro sociale è una maratona e il Pnrr ci dà 5 anni inoltre la transizione si misura con il net zero al 2050. Siamo al momento dell’accelerazione e della giusta direzione”, ha infine concluso Cingolani.