”Innanzitutto l’assemblea di oggi, quella di Confcooperative Habitat, vede le cooperative che oggi si pongono il problema di realizzare case per i propri soci, per dare delle risposte al problema abitativo, con le cooperative di comunità che animano e abitano i luoghi più difficili, i luoghi delle aree interne molto spesso, e quindi ci sono queste due visioni”.
Così Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, a margine dell’assemblea di Confcooperative Habitat organizzata a Roma
“Per quanto riguarda la casa, è una riflessione molto precisa, anche alla luce di quello che è il Piano Casa, di quelle che sono le proposte oggi sul tappeto. La cooperazione, che ha una storia importante nel passato, che ha costruito abitazioni, che ha dato a oltre un milione di famiglie una casa in proprietà, non è solo per i ricordi del passato, ma si candida per un fatto significativo e distintivo, a dare una risposta anche per il futuro. Perché c’è da correggere una deriva pericolosa che il nostro Paese ha avuto, dove il tema finanziario ha preso il sopravvento rispetto al fatto economico. Per cui c’è stato un aumento del costo delle case, una difficoltà perché c’è stata una sperequazione fra gli stipendi e il costo della casa, e quindi la difficoltà di avere una casa in proprietà.
Ecco quindi la necessità di unire le forze e di aderire a una visione che la cooperazione ha coltivato all’interno dell’action plan dell’economia sociale, per avere capitali pazienti, per costruire progetti di riqualificazione senza occupare nuovi terreni, e quindi con consumo molto basso, quasi zero di suolo, ma soprattutto riqualificazione di aree urbane, riqualificazione di beni demaniali che molto spesso sono in proprietà e costituiscono elementi di degrado e di costo anche per la pubblica amministrazione. E quindi è una nuova chiamata alle armi della cooperazione per dare un proprio contributo originale, distintivo e di grande valore sociale.»