Quando la forza in azione trasforma la possibilità in realtà.
Gli altri siti del gruppo:

Categorie

Accesso

News6 Luglio 2026 17:51

Carburanti, Assopetroli-Assoenergia: Riforma va approvata, legalità non si presta a strumentalizzazioni

Roma - In relazione al comunicato diffuso il 4 luglio da Faib Confesercenti e Fegica, contenente valutazioni sulla riforma della distribuzione carburanti e sul fenomeno dell’illegalità nel settore, Assopetroli-Assoenergia ritiene opportune alcune precisazioni, nella convinzione che un confronto pubblico su temi così rilevanti debba fondarsi su dati aggiornati e su una corretta rappresentazione delle finalità del disegno di legge.

Assopetroli-Assoenergia ribadisce il proprio convinto sostegno alla riforma della distribuzione carburanti, frutto di un lungo confronto che ha coinvolto l’intera filiera.

Il lavoro tecnico è sostanzialmente concluso. Spetta ora al Governo assumere le proprie responsabilità e tradurlo in un’iniziativa legislativa da sottoporre al Parlamento.
Proprio per questo è necessario mantenere distinto il piano della politica industriale da quello della legalità.

La lotta alla criminalità economica costituisce un interesse primario dello Stato e un patrimonio comune dell’intero settore. Per questo non può diventare un argomento di pressione politica o sindacale.

Assopetroli-Assoenergia è impegnata su questo fronte da quasi tre lustri. Anche grazie al contributo delle associazioni della filiera, nell’ultimo decennio il sistema delle norme, della tracciabilità e dei controlli è stato profondamente rafforzato, fino a modificare radicalmente il quadro operativo.

Per questo non è corretto riproporre come fotografia dell’attuale mercato le stime richiamate nel comunicato del 4 luglio – elaborate nel 2019 e riferite a un contesto profondamente diverso – secondo cui il 30% del venduto sfuggirebbe all’imposizione fiscale per un valore di 10-12 miliardi di euro.

Si tratta di valutazioni mai aggiornate alla luce delle profonde innovazioni normative e dei sistemi di controllo introdotti negli anni successivi. Riproporle oggi come rappresentazione attendibile della realtà alimenta una lettura distorta e sensazionalistica del fenomeno, che non rende un buon servizio né al legislatore né al settore.

È altrettanto improprio sostenere che il disegno di legge rappresenti il principale strumento di contrasto all’illegalità o che da esso dipendano direttamente riduzioni del prezzo dei carburanti nell’ordine di 10 centesimi al litro.
La riforma riguarda anzitutto la razionalizzazione e la riconversione della rete, la disciplina dei rapporti contrattuali e la sostenibilità economica del comparto. Il rafforzamento dei requisiti professionali degli operatori ne è solo un elemento complementare e non costituisce l’architrave del provvedimento.

Il contrasto alle frodi si fonda oggi sulla tracciabilità dei prodotti, sulla digitalizzazione degli adempimenti, sull’interoperabilità delle banche dati, sull’analisi del rischio e su controlli sempre più selettivi ed efficaci, strumenti che negli ultimi anni hanno profondamente modificato la capacità di prevenzione e repressione dei fenomeni illeciti.

Ciò non significa che su questo fronte si possa mai abbassare la guardia. Il mercato va costantemente monitorato e ogni episodio di illegalità perseguito con rigore e, soprattutto, tempestività.

Ma proprio perché il tema è così fondamentale, occorre evitare allarmismi artificiosi. Il rischio è ottenere l’effetto opposto: indebolire la percezione delle vere emergenze e favorire un’estensione indiscriminata degli adempimenti, quando invece servono controlli sempre più intelligenti, tempestivi e fondati sull’analisi del rischio, concentrati sui soggetti realmente esposti a fenomeni di illegalità.

La credibilità delle istituzioni non si misura dall’enfasi con cui vengono descritti i problemi, ma dalla capacità di prevenirli e reprimerli con strumenti proporzionati, selettivi ed efficaci.

Proprio perché la riforma merita di essere approvata per le sue reali finalità, è essenziale rappresentarne con precisione contenuti e obiettivi. Politica industriale e contrasto all’illegalità sono temi complementari, ma distinti. Confonderli o sovrapporli per rafforzare una legittima iniziativa di parte non contribuisce alla qualità del dibattito pubblico e non giova all’interesse del settore.