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AEROSPAZIONEWS11 Maggio 2026 13:37

Aviazione: tornano i dirigibili per trasporto e turismo, 100 anni fa la spedizione del N1 Norge al Polo Nord

Aviazione: tornano i dirigibili per trasporto e turismo, 100 anni fa la spedizione del N1 Norge al Polo Nord

(AGEEI/Aerospazionews) – Tornano di moda i dirigibili, esattamente un secolo dopo la storica spedizione artica del Norge con a bordo Roald Amundsen, Lincoln Ellsworth e Umberto Nobile. Il 12 maggio 1926, infatti, il dirigibile N1 costruito in Italia dallo stesso Nobile – e poi venduto all’Aero Club di Norvegia, che lo ribattezzò Norge – riuscì a sorvolare il Polo Nord. Numerose le celebrazioni in questi giorni per ricordare questa storica missione, tra cui l’evento “Una notte (polare) al Museo” che si svolgerà stasera presso il Museo Storico dell’Aeronautica Militare a Vigna di Valle (Roma). “L’uso dei dirigibili in Italia è stato precoce: siamo stati i primi al mondo ad utilizzarli in missioni di guerra durante la conquista della Libia”, spiega Max Pinucci, esperto di aviazione e progettista aeronautico, in questa intervista a AGEEI/Aerospazionews. Organizzatore dell’evento di stasera sul lago di Bracciano, Pinucci è amministratore delegato della società toscana MBVision ed ha appena completato il nuovo libro “Airship Polar Flights”, che contiene testi anche di Vincenzo Grienti, Michael Conners e Antonio Ventre.

Quando iniziò l’utilizzo civile dei dirigibili?

“Nella Prima Guerra Mondiale vennero impiegati per missioni di bombardamento, ricognizione e pattugliamento, ma fu il dopoguerra ad aprire nuove rotte e nuovi obiettivi per il ‘più leggero dell’aria’. I voli passeggeri e le esplorazioni costituirono un ponte tra l’ambito bellico e quello civile. L’Italia era uno dei cinque più grandi produttori di dirigibili al mondo e il suo ruolo doveva essere quello di ambasciatore della nascente potenza industriale italiana. Ovviamente, il più grande competitore di Nobile si annidava all’interno dell’aviazione militare stessa: si preannunciava così un conflitto di personalità e di visioni tra i precursori dell’aviazione moderna e i sostenitori delle navi del cielo”.

In tutto il mondo sta tornando l’interesse per l’uso dei dirigibili. Quali sono i progetti più concreti e interessanti?

“La bassissima impronta dei dirigibili in termini di energia e di infrastrutture li pone come un’interessante soluzione per la moderna aviazione sostenibile. In tutto il mondo, si stanno costruendo e progettando nuove macchine: in Germania, Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Israele, Russia, Cina, Finlandia e Brasile, aziende aeronautiche e startup si stanno confrontando con progetti ambiziosi. Questi spaziano dal trasporto passeggeri al turismo esperienziale, dal trasporto merci alla protezione civile, fino alle piattaforme stratosferiche. In questo momento, negli Stati Uniti sta volando il Pathfinder 1, il primo dirigibile rigido dalla fine degli anni Trenta. Nel frattempo, in Cina vola il primo dirigibile elettrico certificato. Contemporaneamente, in Finlandia e negli Stati Uniti, i dirigibili stratosferici stanno raccogliendo molto interesse da parte del mondo militare e della protezione civile”.

Massimiliano Max Pinucci (MBVision)

Massimiliano Max Pinucci (MBVision)

Anche in Italia si sta pensando ad un ritorno dei dirigibili?

“Sì, anche in Italia ci si sta muovendo, sebbene non ancora ai livelli degli altri Paesi. Il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) sta lavorando su dirigibili stratosferici dotati di un sistema di recupero molto interessante, mentre a Milano e a Torino si sperimentano dirigibili ibridi e droni. Posso anticipare che anche noi in Toscana stiamo lavorando, ormai da diversi anni, alla progettazione delle cabine passeggeri per i dirigibili da crociera; inoltre, sono di nostra creazione le GUI (interfacce grafiche) degli strumenti dei motori elettrici installati sul Pathfinder”.

Quali sono gli impieghi più probabili?

“Sicuramente l’impiego più interessante è quello relativo al trasporto merci, che permette collegamenti ‘punto a punto’ senza la necessità di specifiche infrastrutture. Regioni come il Canada, il Brasile e la Scandinavia, notoriamente povere di collegamenti stradali e caratterizzate da grandi distanze, possono beneficiare enormemente di questo tipo di trasporto. Tuttavia, sarà il turismo esperienziale a muovere i primi passi, agendo come una vetrina internazionale rivolta ad una nicchia di utenti capace di generare un forte impatto mediatico; le prime realizzazioni si stanno muovendo, infatti, proprio in questa direzione. Infine, l’uso dei dirigibili come piattaforme volanti per il soccorso e l’humanitarian relief – veri e propri centri di coordinamento e intervento – potrà essere di grande aiuto in caso di catastrofi naturali o altri scenari d’emergenza”.

www.norgepolar100.com
 
www.mbvision.it
 
www.ageei.eu