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AEROSPAZIONEWS16 Maggio 2025 14:40

Aviazione: Enrico Mattei, ritrovato l’aereo gemello del disastro. Lo storico Alegi: “fu un incidente, non una bomba”

Aviazione: Enrico Mattei, ritrovato l’aereo gemello del disastro. Lo storico Alegi: “fu un incidente, non una bomba”

(AGEEI/Aerospazionews) – Nessun complotto, nessuna sostituzione di aereo, nessuna bomba nel disastro che nel 1962 causò la morte di Enrico Mattei. E’ quanto emerge dalla documentazione storica recuperata con il ritrovamento dell’aereo gemello di quello su cui perse la vita il presidente dell’Eni. Il velivolo, un “Morane Saulnier 760 Paris I” con la matricola I-SNAI, è stato ritrovato da Lupo Rattazzi, presidente della compagnia aerea Neos, che domani lo donerà ufficialmente a Volandia, il parco e museo del volo con sede a Somma Lombardo (Varese), dove resterà esposto al pubblico. Di questo aereo, identico all'”MS760 Paris II” con la matricola I-SNAP precipitato a Bascapè (Pavia) con a bordo Mattei, per decenni si erano perse le tracce.

GREGORY ALEGI (LUISS)

“In effetti, questo primo Paris della flotta Eni è sempre stato sotto gli occhi di tutti, basti pensare che nel 1989 comparve, perfettamente efficiente, in un film di John Travolta”, spiega lo storico dell’aviazione Gregory Alegi, docente di Storia degli Usa presso l’università Luiss di Roma, in questa intervista a AGEEI/Aerospazionews. Alegi ha curato una mostra sull’ultimo volo di Mattei, che farà da cornice al velivolo esposto a Volandia, e domani interverrà nei padiglioni del museo alla conferenza “Enrico Mattei e il suo aereo. L’I-SNAI torna in Italia”.

Dunque, com’è stato ritrovato questo aereo?

“E’ stato sufficiente cercarlo nei registri aeronautici, partendo dal numero di costruzione . Ed eccolo lì, con le sue marche d’immatricolazione statunitensi N760X, il nome e l’indirizzo del proprietario. Da lì è partita la storia che ha visto protagonista Lupo Rattazzi, che lo ha acquistato e generosamente donato al museo di Volandia”.

Grazie alla documentazione del velivolo I-SNAI, si può accertare finalmente la verità sulla morte di Mattei?

“Lo scopo iniziale della ricerca era ritrovare la documentazione dell’aereo – i libretti, come si dice in gergo – per capirne gli spostamenti intorno al 27 ottobre 1962. I libretti c’erano tutti e raccontano una storia che s’incrocia e concorda con gli altri documenti: dal 4 ottobre al 4 dicembre 1962, l’I-SNAI è stato fermo a Ciampino. Non è mai andato a Catania, non è mai stato ‘scambiato’ con l’I-SNAP per permettere a qualcuno (per altro mai neppure lontanamente identificato) di piazzare a bordo una bomba per uccidere Mattei”.

Ma cosa è successo veramente?

“Il pilota Irnerio Bertuzzi ha perso il controllo del Paris mentre eseguiva un circuito d’attesa per perdere quota e inserirsi correttamente sul sentiero di atterraggio strumentale per Linate. C’era un forte temporale, c’era nebbia, la visibilità verticale era di 150 metri, quella orizzontale di 600. L’aereo, che non aveva antighiaccio, volava intorno allo ‘zero termico’, dove è più facile si formi ghiaccio sulle ali. Nel 1963-66, questa fu la conclusione unanime della commissione d’inchiesta tecnica dell’Aeronautica Militare – all’epoca non esisteva l’Agenzia Nazionale Sicurezza Volo, costituita solo nel 1999 – ma soprattutto della Procura della Repubblica di Pavia”.

In Italia, spesso i disastri aerei vengono circondati da aloni di mistero e ipotesi di complotto. Come mai?

“Il nodo essenziale è il cattivo rapporto della cultura italiana con il metodo scientifico. Che si tratti della morte di Balbo, del disastro di Ustica o di Mattei, il pubblico e la stampa italiani prediligono gli scenari per così dire ‘geopolitici’, senza mai sottoporli alla dura verifica dei fatti e dei documenti. E quando i fatti non confermano la teoria, allora hanno torto i fatti, che devono essere stati manipolati o nascosti. Insomma, siamo rimasti quelli che anziché applaudire alle scoperte di Galileo, lo costrinsero ad abiurare. Per la cronaca, sin dal 1966 il giudice istruttore di Pavia scrisse che l’attentato contro Mattei fu letteralmente inventato da un giornalista per il lancio del settimanale ‘XX Secolo’ di Giorgio Pisanò. Ma perchè accontentarsi di una notizia così banale, quando allo stesso prezzo si può avere un intero film?”.

www.volandia.it

www.ageei.eu