Aviazione: è scomparso Carlo Ferrarin, progettista aeronautico e figlio del grande trasvolatore Arturo Ferrarin
(AGEEI/Aerospazionews) – E’ scomparso Carlo Ferrarin, progettista e dirigente aeronautico, figlio del trasvolatore e primastista mondiale Arturo Ferrarin. “Con Carlo Ferrarin il mondo aeronautico italiano perde un legame importante con la propria storia”, dice a AGEEI/Aerospazionews lo storico Gregory Alegi, curatore del museo di Volandia, dove sono esposti diversi velivoli di Ferrarin. “Era sempre aperto nei confronti di chi aveva la passione aeronautica nel sangue, fosse un ricercatore storico o un giovane squattrinato che cercava un modo per comprare un aliante”. Carlo Ferrarin amava ricordare di aver frequentato la scuola elementare “Arturo Ferrarin” in via Arturo Ferrarin a Induno Olona (Varese), entrambe intitolate al padre morto nel 1941 a Guidonia (Roma) nell’incidente di volo del caccia leggero SAI Ambrosini 107 di cui era collaudatore. Laureatosi al Politecnico di Milano, unì un’intensa carriera sportiva – oltre a brevettarsi pilota d’aereo, negli anni Sessanta corse a lungo con la propria Porsche – alla progettazione e a ruoli dirigenziali nel settore aerospaziale. Tra i suoi progetti più celebri, l’aliante Caproni A21 Calif, interamente metallico, che nei primi anni Settanta colse importanti affermazioni e alcuni primati mondiali. Dal Calif trasse il C22J, un piccolo bireattore per l’addestramento primario e l’attività di volo per il mantenimento delle qualifiche e abilitazioni dei piloti. Entrambi furono costruiti a Vizzola Ticino (Varese) quali ultimi progetti della Caproni, la storica ditta di cui Ferrarin fu l’ultimo direttore generale. Quando questa fu assorbita dal gruppo Agusta, alla metà degli anni Ottanta, Ferrarin divenne direttore tecnico della SIAI Marchetti, seguendo tra l’altro lo sviluppo del programma S.211, la cui più recente incarnazione è il Leonardo M.345. Lasciato il gruppo Agusta, proseguì l’attività da libero professionista, progettando tra l’altro il Velino, proposto per il concorso della Fédération Aéronautique Internationale (FAI) per un aliante semplice ed economico per la nuova World Class. Fu anche consulente tecnico in alcune inchieste di sicurezza, compreso l’incidente al prototipo del convertiplano BA.609, del cui progetto era estremamente critico. Coltivò fino all’ultimo la memoria del padre, condividendo con tutti ricordi e immagini, in particolare in occasione del centenario del volo Roma-Tokio, nel 2020. Si è spento ieri a Varese all’età di 91 anni.