Quando la forza in azione trasforma la possibilità in realtà.
Gli altri siti del gruppo:

Categorie

Accesso

automotive13 Luglio 2026 12:18

Auto elettriche, T&E: nonostante i dazi i veicoli cinesi costano il 21% in meno di quelli Made in UE

Auto elettriche, T&E: nonostante i dazi i veicoli cinesi costano il 21% in meno di quelli Made in UE

I dazi europei sulle auto elettriche, a partire dalla loro introduzione, hanno ridotto di cinque punti percentuali la quota di mercato UE dei veicoli prodotti in Cina (inclusi quelli dei carmaker occidentali); ma non hanno fermato l’espansione dei marchi cinesi. Se, da un lato, i costruttori USA ed europei hanno progressivamente trasferito la produzione dalla Cina all’Europa, dall’altro le esportazioni dei brand cinesi verso il blocco continuano a crescere. Questo anche grazie alla convenienza di prezzo: in media un veicolo elettrico prodotto in Cina resta, nonostante i dazi, il 21% meno costoso rispetto a quelli dei produttori europei. Non c’è competizione invece in tema di batterie dove le esportazioni cinesi sono aumentate di 7 volte tra il 2020 e il 2025. È quanto emerge da una nuova analisi di Transport & Environment (T&E), la principale organizzazione indipendente europea per la decarbonizzazione dei trasporti. Per evitare che l’Europa diventi una “valvola di sfogo” per l’eccesso di capacità produttiva cinese, o un mero polo di assemblaggio, T&E chiede di rafforzare gli strumenti di difesa commerciale, estendendoli anche alle batterie prodotte in Cina.

I marchi occidentali riportano la produzione in Europa

Nel primo trimestre del 2026, le auto elettriche prodotte in Cina hanno rappresentato il 17% del mercato europeo delle auto elettriche a batteria (BEV), in calo rispetto al picco del 22% registrato nel 2024, anno di introduzione dei dazi.

La flessione è dovuta soprattutto alla decisione di marchi occidentali come Tesla, BMW e Volvo di trasferire parte della produzione dalla Cina all’Europa. La quota dei costruttori europei sulle importazioni di BEV dalla Cina è scesa dal 38% del 2024 al 23% nel primo trimestre del 2026, mentre quella di Tesla è diminuita dal 26% al 19%. Oggi oltre la metà delle auto elettriche importate dalla Cina è prodotta da case automobilistiche cinesi.

Scarica l’infografica

La risposta dei produttori cinesi: produzione locale e ibride plug-in

Anche i produttori cinesi hanno reagito ai dazi, sebbene con risultati differenti a seconda del livello tariffario applicato. Le importazioni di BEV del colosso cinese SAIC, soggetto a un dazio del 35%, si sono quasi dimezzate tra il 2023 e il 2025. Al contrario, BYD, colpita da un dazio del 17%, ha più che raddoppiato le proprie esportazioni verso l’UE.

Nonostante i dazi, le auto elettriche dei marchi cinesi continuano a essere, in media, il 21% meno costose rispetto a quelle dei produttori europei.

L’introduzione delle misure commerciali ha inoltre accelerato gli investimenti produttivi in Europa. Dal settembre 2023, quando la presidente della Commissione europea ha annunciato l’avvio dell’indagine anti-sovvenzioni, sono stati annunciati dieci nuovi stabilimenti produttivi da parte di aziende cinesi. Parallelamente, i produttori cinesi hanno incrementato la presenza nel segmento delle ibride plug-in: oggi i marchi cinesi detengono il 13% del mercato europeo delle PHEV, contro il 3% del 2024.

Boom delle importazioni di batterie

Nel frattempo, le importazioni di batterie cinesi – praticamente esenti da dazi – sono aumentate di sette volte tra il 2020 e il 2025.La produzione europea resta invece debole: meno di un quarto delle batterie realizzate nell’UE è prodotto da aziende europee e le prospettive del settore rimangono incerte.

Secondo T&E, misure commerciali mirate consentirebbero ai produttori europei di competere più efficacemente sul mercato interno senza rallentare la transizione all’elettrico. Le stime mostrano che un dazio del 20% sulle batterie cinesi comporterebbe un aumento medio del prezzo delle auto elettriche prodotte nell’UE di appena il 2,8%.

Obiettivi sulle emissioni di CO₂ più deboli, più spazio ai marchi cinesi

In questi mesi a Bruxelles, le istituzione dell’UE sono impegnate nella revisione del regolamento sulle emissioni di CO₂ per le nuove auto. L’analisi di T&E esamina anche gli effetti di un possibile allentamento della normativa vigente, prendendo in considerazione la proposta di revisione venuta dalla Commissione e quella avanzata dal relatore del Parlamento europeo, l’eurodeputato Massimiliano Salini (Forza Italia). I target più deboli proposti da quest’ultimo consentirebbero ai costruttori europei di risultare conformi alla normativa pur rallentando fortemente la conversione all’elettrico della loro produzione. Il risultato sarebbe quello di determinare una sostanziale stagnazione nel mercato delle BEV;  in questo scenario, in cui ai carmaker europei verrebbe meno ogni stimolo normativo, l’industria cinese conquisterebbe ulteriori spazi di mercato.

Nel caso di adozione della proposta venuta da Salini, la quota di mercato dei marchi cinesi in UE potrebbe raggiungere, nel canale delle BEV, il 30% entro il 2035, rispetto al 15% in uno scenario in cui venissero accolte le proposte di revisione del regolamento presentate dalla Commissione europea lo scorso dicembre.

Andrea Boraschi, Direttore di T&E Italia, ha dichiarato: “I dazi europei hanno funzionato, ma solo in parte. I produttori occidentali hanno riportato la produzione in Europa e quelli cinesi hanno iniziato a investire nella produzione locale. Tuttavia, la competitività dell’industria europea delle auto elettriche e delle batterie resta a rischio. Gli standard europei sulle emissioni di CO₂ sono fondamentali per sostenere lo sviluppo del mercato dell’elettrico, ma se l’UE vuole costruire una filiera solida delle batterie servirà una strategia che combini incentivi industriali e adeguate misure di protezione commerciale.

T&E invita i legislatori europei a:

– estendere le misure di difesa commerciale anche alle batterie prodotte in Cina, aumentando gli attuali dazi, oggi di fatto prossimi allo zero;

– impedire l’aggiramento delle misure di difesa commerciale attraverso il trasferimento della produzione in Paesi terzi;

– adottare senza ulteriori ritardi l’Industrial Accelerator Act e il regolamento sulla decarbonizzazione delle flotte aziendali (Clean Corporate Vehicles Regulation), per creare un mercato solido per le auto elettriche e le batterie prodotte in Europa;

– preservare il percorso di elettrificazione del settore automobilistico europeo, mantenendo gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO₂ previsti per il 2030 e il 2035.