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Energia22 Luglio 2026 11:56

Svolta digitale in Italia: corsia preferenziale per i data center con il nuovo iter unico del MASE

Roma - Il Ministero dell’Ambiente fissa paletti certi: autorizzazioni in dieci mesi e tempi VIA dimezzati. Pubblicati gli indirizzi operativi per sbloccare gli investimenti tecnologici nazionali e garantire risposte rapide alle imprese.

L’Italia accelera sulla strada della modernizzazione infrastrutturale attraverso una decisa semplificazione burocratica per i poli tecnologici. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha reso noti  i primi indirizzi operativi per il “Procedimento unico per il rilascio delle autorizzazioni ai progetti di centri dati” (PUCD).

Il documento, curato dai Dipartimenti Sviluppo Sostenibile ed Energia, nasce per dare attuazione pratica alle novità introdotte dal decreto-legge 21/2026, convertito nella Legge 49 del 10 aprile 2026. La notizia punta a sciogliere i numerosi dubbi interpretativi sollevati dagli operatori del settore, offrendo una guida chiara per la formulazione delle istanze e assicurando che la macchina amministrativa si muova con una velocità compatibile con le esigenze del mercato globale del cloud e dell’intelligenza artificiale.

CRONOPROGRAMMA E TEMPI DIMEZZATI

La vera rivoluzione dell’iter autorizzativo risiede nella certezza del calendario. In base al comma 4 dell’articolo 8 della nuova normativa, il PUCD non può superare la durata complessiva di dieci mesi. Questo termine perentorio scatta nel momento in cui viene attestata la completezza documentale della domanda. Per dare un segnale di forte discontinuità con il passato, il legislatore ha previsto che i tempi necessari per le valutazioni di impatto ambientale siano ridotti del 50%.

Il Ministero chiarisce che la scadenza dei dieci mesi è blindata: eventuali proroghe sono concesse solo per ragioni eccezionali legate alla complessità o all’ubicazione del progetto, e comunque per un periodo non superiore ai tre mesi. Per monitorare ogni passaggio, il dicastero pubblicherà a breve un dettaglio tecnico delle singole fasi sul portale istituzionale dedicato alle valutazioni ambientali.

COSTI ISTRUTTORI E MODALITÀ DI PAGAMENTO

Partecipare al nuovo regime autorizzativo comporta oneri economici specifici a carico del proponente. Il MASE sottolinea che il PUCD è un procedimento oneroso e richiede, già in fase di presentazione dell’istanza, l’allegazione delle prove di avvenuto pagamento. È necessario effettuare due bonifici distinti indirizzati alla Tesoreria Centrale dello Stato: uno per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e uno per l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).

Le tariffe di riferimento sono quelle stabilite dai decreti interministeriali del 2017 e 2018, integrate dalle circolari della Ragioneria Generale dello Stato emanate tra il 2024 e il 2025. Oltre a queste, il proponente deve dimostrare di aver saldato anche gli oneri dovuti alle altre autorità coinvolte per l’acquisizione dei titoli accessori necessari al completamento del provvedimento unico.

TRASMISSIONE DIGITALE E REGOLE TRANSITORIE

Sul fronte operativo, il Ministero sta ultimando una piattaforma web per la gestione interamente digitale delle pratiche. Nelle more del completamento di questo strumento, l’amministrazione ha previsto due canali di invio. Le istanze che non superano i 50 MB di peso complessivo possono essere trasmesse via Posta Elettronica Certificata (PEC), a patto che i file siano racchiusi in un unico archivio zip strutturato secondo le specifiche tecniche del portale VIA-VAS.

Qualora la documentazione sia più voluminosa, il proponente dovrà consegnare fisicamente un supporto informatico (hard disk o simili) presso gli uffici della Direzione Generale Valutazioni Ambientali a Roma, allegando comunque una copia cartacea della domanda inviata telematicamente. In ogni caso, la responsabilità legale sui contenuti e sugli impegni dichiarati ricade interamente sul richiedente.

VINCOLI URBANISTICI E TITOLI ABILITATIVI

L’avvio del PUCD non è un salto nel buio, ma richiede basi solide. La conformità urbanistica rispetto ai piani comunali è considerata un “presupposto necessario e preliminare” all’avvio del procedimento unico. Il Ministero specifica che l’autorizzazione unica, pur essendo un titolo onnicomprensivo, non agisce come variante automatica agli strumenti urbanistici esistenti.

All’interno del provvedimento confluiscono però tutti i titoli edilizi: per questo motivo, il progetto presentato deve essere corredato da ogni elaborato tecnico richiesto dalle normative di settore per la costruzione. Sono incluse nell’autorizzazione anche le opere di rete necessarie per la connessione dell’utente, indipendentemente dalla tensione elettrica richiesta.

CONNESSIONI ELETTRICHE E SOLUZIONI TEMPORANEE

Un punto di particolare interesse per le grandi aziende riguarda la gestione della potenza elettrica. Per i data center con un fabbisogno superiore ai 10 MW, che solitamente richiedono lunghi tempi di attesa per l’allaccio alla Rete di Trasmissione Nazionale (RTN), la legge permette una “scorciatoia” operativa. È infatti possibile presentare un progetto che preveda inizialmente una connessione temporanea in media tensione. Questo consente di far partire i cantieri e l’esercizio parziale del sito senza attendere i tempi di Terna.

In questo caso, l’iter può concludersi in due modi: o integrando il progetto definitivo di Terna durante l’istruttoria, ottenendo così un’autorizzazione subito completa, oppure concludendo il PUCD sulla base della soluzione temporanea per poi richiedere una variante una volta che l’infrastruttura di rete definitiva sarà pronta per l’esercizio pieno.

GESTIONE DELLE MODIFICHE E AMPLIAMENTI SUCCESSIVI

Il procedimento unico è dinamico ma rigoroso. Qualora il proponente decida di apportare modifiche al progetto mentre l’istruttoria è in corso, dovrà aggiornare tempestivamente tutta la documentazione. In base alla rilevanza dei cambiamenti, l’autorità potrà decidere di far ripartire i termini del procedimento, avviando nuove fasi di consultazione pubblica.

Un discorso diverso vale per gli interventi che avvengono dopo che l’autorizzazione unica è già stata rilasciata. Se, ad esempio, si rende necessario un ampliamento fisico della struttura del data center, la normativa impone l’attivazione di un nuovo ed autonomo procedimento di autorizzazione unica, seguendo lo schema della competenza AIA per garantire che ogni espansione mantenga i medesimi standard di sostenibilità e sicurezza del nucleo originale.

PUCD-primi_indirizzi_operativi

www.ageei.eu

www.mase.gov.it