Energia4 Giugno 2024 22:25

Sogin, ex Ad Fontani sul caso Bono: Studio Pessi stroncò ipotesi riassunzione senza selezione. Da Maresca solo mail

Giuseppe Bono non poteva essere riacquisito in Sogin. A dirlo ad AGEEI è direttamente l'Amministratore delegato della Società dal 2019 al 2022, ovvero il periodo interessato dalla vicenda: lo studio di avvocati Pessi cui si rivolse la Sogin stroncò l'ipotesi di riassunzione senza una selezione.

Si complica la posizione dell’attuale vertice della partecipata di cui è azionista al 100% il Mef di Giancarlo Giorgetti nei confronti del Governo Meloni in relazione al caso Bono legato alla contestata illegittimità dell'assunzione e nomina, senza procedure comparative e evidenza pubblica, a direttore dell’Ufficio Regolatorio.

Lo scorso 30 gennaio, in vista della replica che l’indomani l’Esecutivo avrebbe dovuto fornire all’opposizione in Commissione Ambiente, Artizzu aveva scritto al Mase di Pichetto Fratin - come emerso dalla lettera che lo stesso Mase ha fatto pervenire ad AGEEI - che "la riassunzione di Bono era confortata dal parere pro veritate di un prestigioso studio legale richiesta dalla citata amministrazione pro tempore", ossia il CdA 2019-2022.

Come documentato da AGEEI in un precedente articolo, lo studio Maresca si era espresso, puramente a mezzo mail con gli uffici, dapprima indicando il vincolo della selezione pubblica e poi avvertendo sull’esistenza dei rischi del rientro di Bono che avrebbe comunque dovuto presupporre una prima assunzione a seguito di prove selettive.

Che però in tal caso non ci furono.

Sul punto, AGEEI ha appreso direttamente da Fontani, che ha ricoperto il ruolo di A.D. dal 2019 al 2022 e che ha lavorato in azienda sino a qualche mese fa - che "lo studio Maresca produsse una nota operativa (email di poche righe) che non teneva conto della specifica modalità di cessione del contratto di Bono, ossia irreversibile. Un successivo parere di Pessi - ha spiegato l'Amministratore delegato Sogin del tempo, sotto governo Draghi - dimostrò la non fattibilità della retrocessione in quanto sarebbe stata necessaria la selezione pubblica".

Dunque, quanto scritto al Governo Meloni nella lettera firmata digitalmente da Artizzu il 30 gennario 2024 delle ore 15:33 non sembra corrispondere al vero: niente certezze normative e nessun parere pro veritate e a riferirlo è proprio il capo dell’amministrazione pro tempore chiamato in causa nella stessa lettera.

Nel 2021 la Sogin chiese dunque - si apprende da Fontani - il parere di uno dei più noti giuslavoristi italiani, Roberto Pessi, ordinario di diritto del lavoro alla Luiss e a Tor Vergata, che rispetto alla posizione di Giuseppe Bono (dipendente che aveva militato qualche anno in Sogin senza incarichi e in servizio presso il GSE senza ruoli) stroncò l’ipotesi della retrocessione contrattuale segnalando la necessità di una selezione pubblica, oltre a dover tenere conto della conciliazione tra le parti avvenuta nel 2014 che svuotava ogni nuova pretesa.

Il fatto trova conferme presso fonti interne vicine all’Ufficio Legale della Sogin, secondo cui sarebbe stato il responsabile di allora dell’area Affari Legali, l’avv. De Rosa, a proporre al vertice aziendale di consultare il rinomato studio di via Po e ad accompagnare Fontani all’appuntamento che si tenne a marzo 2021 presso l’ufficio dell’avvocato.

AGEEI ha chiesto a Sogin:
- se esistono pareri formali recanti il parere pro veritate dedicato alle valutazioni tecnico normative sull'eventuale riassunzione di Giuseppe Bono con le valutazioni di soccombenza e se è possibile averne visione e/o una posizione della Società in merito da poter pubblicare
- se possa essere possibile che la lettera inviata al Mase e firmata digitalmente dall'attuale amministratore delegato Gian Luca Artizzu lo scorso 30 gennaio 2024 alle ore 15:33 possa riportare errate informazioni trasmesse formalmente al ministero vigilante.
La società non ha prodotto documenti o argomenti sulla vicenda asserendone la "non divulgabilità". Ma ha chiesto alla testata di non "reiterare simili comportamenti" ovvero chiedere chiarimenti e o commenti sui fatti all'ordine di approfondimenti giornalistici. Cosa che AGEEI fa puntualmente prima della pubblicazione di ogni articolo.
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