Energia23 Maggio 2024 02:51

Sogin, Artizzu non ha reso noto a Governo e istituzioni verbale con cui Bono rinunciava a ogni pretesa vs Società. IL DOCUMENTO

La vicenda della riassunzione di Giuseppe Bono in Sogin - la Società del Nucleare partecipata al 100% dal Mef di Giancarlo Giorgetti e vigilata dal Mase di Gilberto Pichetto Fratin - è diventata un caso nazionale che ha dato vita anche a diverse interrogazioni parlamentari da parte dell'opposizione.Bono ha i requisiti per guidare la Direzione Regolatorio della Sogin? E’ fondata la necessità e urgenza con cui il soggetto è stato riacquisito dall’Amministratore delegato Gian Luca Artizzu a pochi giorni dall’insediamento dell’attuale consiglio di amministrazione? La Società era tenuta al considerevole ‘upgrade’ stipendiale e giuridico che gli è stato concesso sin da subito?

Sono gli interrogativi che hanno alimentato una querelle politica nazionale intorno al nome dell’ex dipendente della Sogin che nel 2014 fu ceduto alla Cassa Conguaglio per il settore elettrico del GSE, dove è rimasto, senza incarichi, sino allo scorso agosto.

Sulla vicenda sembrerebbe che l’A.D. Artizzu e l’ex GSE non abbiano reso noti documenti importanti a politica, al governo e alle istituzioni.

Già in un precedente articolo, AGEEI ha riferito della lettera che il 19 febbraio del 2021, in nome e per conto di Bono, uno studio legale romano aveva inviato all’A.D. del tempo e allo stesso Gian Luca Artizzu - all'epoca Capo del Personale - dalla quale emergeva come un suo eventuale ritorno potesse essere preso in considerazione solo a parità di trattamento economico e normativo oltre al fatto - al contrario di quanto riportato dal documento firmato dallo stesso Artizzu e inviato al viceministro del Mase Vannia Gava per essere letto nel corso dell'audizione del 31 gennaio - che il dipendente aveva operato per anni nel settore delle relazioni esterne e istituzionali senza alcun riferimento ad esperienze di gestione del Regolatorio.

AGEEI è venuta in possesso anche del verbale di conciliazione sottoscritto il 28 marzo 2014, presso la sede del GSE, da Giuseppe Bono, dalla Direttrice del tempo delle risorse umane del GSE, dal dirigente Luca Cittadini allora in rappresentanza della Sogin e dal Direttore generale della Cassa Conguaglio per il settore elettrico.

Si tratta di un verbale sottoscritto in sede protetta, in quanto governato dalla Commissione di certificazione dell’Università degli Studi Roma Tre.

 

 

Nel verbale risulta inequivocabilmente che la Sogin e Giuseppe Bono hanno rinunciato espressamente e reciprocamente a qualsiasi diritto e a qualsiasi pretesa, ancorchè a quel momento non azionata, relativa o comunque connessa direttamente e/o indirettamente al rapporto di lavoro.

 

 

Non solo. La rinuncia risulta estesa ai diritti di natura risarcitoria nonché ai diritti di natura economica connessi al rapporto di lavoro e alla loro cessazione.

Il verbale attesta anche i compiti assegnati a Giuseppe Bono presso la Cassa Conguaglio.

Dal documento non risulta alcun incarico presso l'Ufficio Regolatorio o Rapporti istituzionali.

Risulta per Bono la seguente mansione: “professional area organizzativa Amministrazione e Controllo”.

Il documento era inoltre tra gli atti raccolti in un apposito fascicolo che proprio Artizzu, quale capo del personale, predispose il 5 marzo del 2021 all'attenzione del vertice di allora.