Energia11 Maggio 2023 09:05

Snam: risultati solidi nel primo trimestre 2023. Crescono gli investimenti, avviato commissioning del rigassificatore di Piombino.

Il Consiglio di Amministrazione di Snam, riunitosi ieri sotto la presidenza di Monica de Virgiliis, ha approvato i risultati consolidati del primo trimestre 2023.

Stefano Venier, amministratore delegato di Snam, ha commentato: “Nel primo trimestre 2023 abbiamo ottenuto solidi risultati anche a fronte di un contesto che permane volatile con tassi di interesse in crescita. Abbiamo incrementato il livello degli investimenti nel periodo, anche per l’intensificarsi dei lavori nei cantieri in vista della messa in esercizio della nave FSRU Golar Tundra, dallo scorso 5 maggio in fase di commissioning. Approcciamo il prossimo inverno con un sistema energetico molto più solido e resiliente grazie agli stoccaggi già pieni al 65% e agli interventi infrastrutturali per la sicurezza in corso. La solida performance economico-finanziaria del primo trimestre ci consente di confermare i target a fine anno”.

Ricavi totali
I ricavi totali, al netto degli energy costs, si sono attestati a 912 milioni di euro, in aumento di 104 milioni di euro (+12,9%). I ricavi dei business della transizione energetica hanno registrato un significativo incremento (+124 milioni di euro; +100%), principalmente per lo sviluppo dell’efficienza energetica, in particolare in ambito residenziale. Con riferimento al business delle infrastrutture gas, si è registrata una crescita dei ricavi regolati (+20 milioni di euro; +3,2%) e una riduzione dei ricavi non regolati (-40 milioni di euro), a fronte degli effetti positivi one-off di cui aveva beneficiato il primo trimestre 2022.
In particolare, l’aumento dei ricavi regolati è attribuibile principalmente: (i) ai maggiori ricavi connessi alla crescita della RAB (+18 milioni di euro, incluso l’effetto dei minori incentivi “input-based”); (ii) all’incremento dei ricavi per servizi di flessibilità forniti al sistema energetico (+12 milioni di euro, relativi al trasporto e allo stoccaggio per le aste di breve termine). Tali effetti sono stati controbilanciati dai minori volumi di gas trasportato (-12 milioni di euro) per effetto delle temperature significativamente più miti rispetto al primo trimestre 2022 e per l’implementazione di azioni di contenimento della domanda di gas per far fronte alla riduzione di importazioni dalla Russia.
EBITDA adjusted
L’EBITDA adjusted del primo trimestre 2023 si è attestato a 597 milioni di euro, in aumento di 9 milioni di euro (+1,5%) rispetto al corrispondente valore del primo trimestre 2022. La crescita dei business della transizione energetica (+15 milioni di euro), legata sostanzialmente al positivo contributo dell’efficienza energetica, è stata parzialmente assorbita dalla riduzione registrata dal business delle infrastrutture gas (-6 milioni di euro). All’interno di questo, la positiva performance dei ricavi regolati legati alla RAB ed ai servizi di flessibilità è stata controbilanciata dall’assenza di positivi effetti one-off del primo trimestre 2022.
Utile operativo (EBIT) adjusted
L’utile operativo adjusted del primo trimestre 2023 è stato pari a 372 milioni di euro, in riduzione di 4 milioni di euro (-1,1%) rispetto al corrispondente valore del primo trimestre 2022. L’aumento dell’EBITDA adjusted è stato più che controbilanciato dai maggiori ammortamenti (-13 milioni di euro, pari al 6,1%), per effetto principalmente dell’entrata in esercizio di nuovi asset.
Oneri finanziari netti
Gli oneri finanziari netti si sono attestati a 42 milioni di euro, in aumento di 13 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2022. L’aumento è dovuto, in particolare, ai maggiori oneri relativi all’indebitamento finanziario netto connessi al maggior costo medio del debito che si è attestato a circa l’1,5% nel primo trimestre 2023 rispetto allo 0,9% del corrispondente periodo del 2022. L’aumento del costo medio del debito è attribuibile principalmente al mutato scenario dei tassi di interesse registrato nel periodo intercorso tra i due trimestri posti a confronto.
Proventi netti da partecipazioni
I proventi netti da partecipazioni ammontano a 74 milioni di euro, in riduzione di 5 milioni di euro
(-6,3%) rispetto al primo trimestre 2022. La riduzione è attribuibile, in particolare, alla partecipata austriaca TAG a seguito dei minori volumi di gas trasportati, in linea con le attese, e ad Interconnector Limited, per il superamento del cap regolatorio che rispetto al 2022 non beneficia del recupero di underperformances di esercizi precedenti, a fronte comunque di una solida performance operativa prevista per il 2023. Tali effetti sono stati in larga parte compensati dal maggior contributo della partecipata greca DESFA, per l’incremento dei flussi dal terminale GNL e di export verso la Bulgaria e dall’ingresso nel perimetro della joint venture SeaCorridor. Il 10 gennaio 2023 si è infatti conclusa positivamente l’acquisizione di una partecipazione del 49,9% nella società SeaCorridor, che fa riferimento ai gasdotti TTPC e TMPC. L’integrazione di tale partecipazione contribuirà a ribilanciare il portafoglio asset in coerenza con la mutata situazione dei flussi di gas dalla Russia.
Utile netto adjusted
L’utile netto adjusted di Gruppo del primo trimestre 2023 è stato di 301 milioni di euro, in riduzione di 24 milioni di euro (-7,4%), rispetto all’utile netto adjusted del primo trimestre 2022, per effetto principalmente della riduzione dell’utile operativo e dell’aumento degli oneri finanziari netti.
Investimenti totali
Nel primo trimestre 2023, gli investimenti totali sono risultati pari a 313 milioni di euro, in crescita del 4,7% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente, per il 46% e il 30% allineati rispettivamente ai Sustainable Development Goals e alla Tassonomia Europea. Di questi, 308 milioni di euro fanno riferimento agli investimenti tecnici, +85 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2022 (+38,1%) e sono relativi principalmente al settore trasporto (213 milioni di euro), stoccaggio (41 milioni di euro) e rigassificazione (39 milioni di euro), mentre gli investimenti dei business legati alla transizione energetica sono risultati pari a 12 milioni di euro.

Cash Flow
Il flusso di cassa dell’attività operativa (+224 milioni di euro), significativamente impattato dall’assorbimento di cassa derivante dalla dinamica del capitale circolante connessa all’attività di bilanciamento, ha consentito di finanziare solo in parte gli investimenti netti per 374 milioni di euro e in partecipazioni (SeaCorridor) per 409 milioni di euro (in totale -783 milioni di euro, inclusa la variazione dei debiti per investimento), generando un free cash flow negativo di 559 milioni di euro. L’indebitamento finanziario netto, inclusi il flusso di cassa del capitale proprio (-376 milioni di euro), derivante dal pagamento agli azionisti del dividendo 2022 e le variazioni non monetarie (-14 milioni di euro), ha registrato un aumento di 949 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2022, attestandosi a 12.872 milioni di euro.

Prevedibile evoluzione della gestione
In uno scenario ancora caratterizzato da profonda incertezza e volatilità, Snam è impegnata nella realizzazione del programma di investimenti definito in sede di Piano strategico per assicurare una maggiore sicurezza energetica e la diversificazione degli approvvigionamenti energetici del Paese.
In particolare, nei primi mesi dell’anno in corso, a seguito dell’operazione di acquisizione conclusa nel 2022, si stanno completando le operazioni per la messa in esercizio della FSRU di Piombino (Golar Tundra) che dispone di una capacità di rigassificazione pari a 5 miliardi di metri cubi di gas annui.
Le stime più recenti sull’evoluzione della domanda di gas naturale in Italia per il 2023 risultano in linea rispetto al 2022, influenzate dalle condizioni climatiche miti registrate nel recente inverno e dal prorogarsi di una situazione incerta sul caro energia con effetto sui consumi industriali.
Con riferimento all’esercizio in corso si prevede che i risultati economici beneficino dell’incremento dei ricavi connessi alla crescita della RAB grazie agli investimenti realizzati, dell’ampliamento del perimetro con l’entrata in esercizio della nuova FSRU, di maggiori ricavi per servizi di flessibilità legati anche agli incentivi sugli asset completamente ammortizzati, e del contributo dei business della transizione energetica.
Nel 2023 si prevede che lo scenario dei tassi di interesse sia in rialzo rispetto al 2022 con un impatto incrementale sugli oneri finanziari, gestito, già nel primo trimestre dell’anno ed in continuità con quanto fatto nella seconda parte del 2022, attraverso una maggiore diversificazione delle fonti e degli strumenti di finanziamento e tramite il ricorso a strumenti di debito più flessibili.
Nel medio e lungo periodo si ritiene che il sistema tariffario italiano sia in grado di offrire, attraverso le periodiche revisioni del costo del capitale riconosciuto, un natural hedging.
In relazione al conflitto Russia-Ucraina, si precisa che Snam non è attiva nel mercato russo e non detiene partecipazioni, anche in joint venture, in società russe.

Nel corso dell’anno, si conferma l’ipotesi di una ulteriore diminuzione dei flussi di gas dalla Russia verso l’Europa già registrata nel 2022.
In merito alle società partecipate estere, TAG (società a controllo congiunto) e GCA (società collegata) sono quelle con maggiore esposizione verso forniture di gas russo. TAG nel 2023, a seguito della scadenza della maggior parte dei contratti di lungo termine, risulta esposta ad una maggiore volatilità dei risultati, dovuti all’incertezza dei transiti di gas da Nord verso l’Italia, previsti in diminuzione rispetto ai transiti storici, seppur in parte compensati dai maggior volumi prenotati in uscita dall’Italia verso l’Austria.
Tali asset sono comunque considerati asset strategici europei a supporto dei nuovi flussi di gas provenienti dal Sud della Penisola e dello sviluppo dei corridoi europei per il trasporto dell’idrogeno.

Sul tema ESG, continua il monitoraggio trimestrale della performance di Snam sui KPIs della ESG Scorecard e la società è ben posizionata per raggiungere gli obiettivi di fine anno. Ad oggi gli investitori ESG rappresentano più del 40% degli investitori istituzionali, ben al di sopra del settore e della media italiana. Inoltre, la valutazione su tematiche ESG ha fornito ottimi risultati e Snam è stata nominata da Sustainalytics Best Performer nel settore gas e utilities.

Vengono confermati gli obiettivi finanziari per il 2023:
investimenti di 2,1 miliardi di euro (di cui 1,9 miliardi di euro in ambito infrastruttura gas e 0,2 miliardi di euro in ambito transizione energetica), in crescita del 10% rispetto al 2022
una RAB tariffaria pari a circa 22,4 miliardi di euro, in crescita del 5% rispetto al 2022
un livello di Utile netto adjusted pari a circa 1,1 miliardi di euro
un livello di debito netto tra i 15,0 e i 15,5 miliardi di euro, in funzione dell’andamento del circolante collegato alle attività regolate.

Avvenimenti recenti
In merito alla FSRU di Piombino, in data 27 aprile 2023, è stato ottenuto il parere positivo da parte della Conferenza dei Servizi, cui è seguito, in data 3 maggio 2023 la firma del Decreto n. DM 145 del 3 maggio 2023 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per l’esercizio del Terminale FSRU di Piombino, segnando così un ulteriore passo avanti verso l’inizio delle operazioni commerciali del rigassificatore.

Gas naturale immesso nella rete nazionale di trasporto
La domanda di gas nel primo trimestre 2023 è stata pari a 20,54 miliardi di metri cubi, in riduzione di 4,93 miliardi di metri cubi, pari al 19,4%, rispetto al primo trimestre 2022 a causa del calo dei consumi registrato in tutti i settori di attività. In particolare, la riduzione della domanda di gas è attribuibile: (i) al settore residenziale e terziario (-2,53 miliardi di metri cubi; -19,1%), a fronte delle temperature medie significativamente più miti rispetto al primo trimestre 2022 e agli effetti delle azioni di contenimento della domanda di gas per far fronte alla riduzione delle importazioni dalla Russia; (ii) al settore termoelettrico (-1,96 miliardi di metri cubi; -22,7%) per il minor ricorso al gas naturale nella generazione elettrica a causa dell’aumento dei prezzi e della maggiore produzione da fonti rinnovabili; (iii) al settore industriale (-0,45 miliardi di metri cubi; -13,8%) per effetto dell’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’instabile situazione macroeconomica che ha determinato una flessione della produzione industriale in alcuni settori energivori.
Depurata dall’effetto climatico, la domanda di gas è risultata pari a 21,15 miliardi di metri cubi, registrando una riduzione di 3,90 miliardi di metri cubi (-15,6%) rispetto al corrispondente valore del primo trimestre 2022 (25,05 miliardi di metri cubi), in linea con il progressivo incremento delle misure di efficientamento energetico e di ammodernamento degli impianti di riscaldamento con caldaie a maggior efficienza, unitamente alle azioni di contenimento della domanda di gas naturale richieste per far fronte al rischio invernale conseguente alla riduzione di importazioni dalla Russia.
Nel primo trimestre 2023 sono stati immessi nella rete nazionale di trasporto 16,67 miliardi di metri cubi, in riduzione di 2,81 miliardi di metri cubi, pari al 14,4%, rispetto al primo trimestre 2022 a fronte del calo della domanda di gas e del minor ricorso al gas in stoccaggio.

Rigassificazione di Gas Naturale Liquefatto (GNL)
Nel primo trimestre 2023, presso il terminale GNL di Panigaglia (La Spezia) sono stati rigassificati 0,88 miliardi di metri cubi di GNL (0,13 miliardi di metri cubi nel primo trimestre 2022) e sono state effettuate 21 discariche da navi metaniere (3 discariche nel primo trimestre 2022). A partire dal mese di aprile 2022, si è registrato un incremento dei volumi rigassificati da GNL Italia e un conseguente aumento delle discariche di navi effettuate, dovuto principalmente agli impatti del conflitto Russia-Ucraina sul mercato del gas, che ha portato ad un incremento della richiesta di GNL per il soddisfacimento della domanda interna.
Con riferimento al terminale FSRU di Piombino, al termine della Procedura per il primo conferimento di capacità di rigassificazione per il periodo di 20 anni compreso tra gli anni termici 2023-2024 e 2043-2044, ad oggi risulta assegnata per periodi pluriennali oltre il 95% della capacità offerta (di cui l’86% per l’intero periodo di 20 anni). L'ottimo risultato raggiunto permetterà l'immissione nella rete nazionale di trasporto di maggiori quantitativi di gas naturale contribuendo in maniera sostanziale alla diversificazione degli approvvigionamenti ed alla sicurezza del sistema energetico nazionale.

Stoccaggio di gas naturale
La capacità complessiva di stoccaggio gestita dal Gruppo Snam al 31 marzo 2023, comprensiva dello stoccaggio strategico, è risultata pari a 16,5 miliardi di metri cubi, la più elevata in Europa in questo periodo di difficoltà di approvvigionamento. Le scorte di gas naturale al 31 marzo 2023 negli stoccaggi della controllata Stogit ammontavano a circa 5,4 miliardi di metri cubi, cui vanno aggiunti i 4,5 miliardi di metri cubi di stoccaggio strategico, con una percentuale di riempimento a fine marzo pari a circa il 60%.