Energia2 Ottobre 2023 15:35

Riforme energetiche Ue in bilico: paesi europei pronti a ridiscutere le norme sugli aiuti di Stato

I Paesi dell'Unione Europea stanno valutando di eliminare una parte centrale delle riforme del mercato elettrico europeo, in un momento in cui si registra uno stallo tra Francia e Germania sugli aiuti di Stato alle centrali elettriche. È quanto emerge da un documento visionato da Reuters. I 27 Paesi dell'Ue stanno infatti cercando una posizione comune sulle riforme previste per il mercato dell'energia elettrica europeo, ma i Paesi, tra cui Germania e Francia, sono in disaccordo da mesi sul fatto che le regole possano dare ad alcuni Paesi un vantaggio competitivo rispetto ad altri.

La questione è se i governi potranno offrire contratti di fornitura di energia elettrica a prezzo fisso, sostenuti dallo Stato, alle centrali elettriche esistenti, per poi raccogliere i ricavi in eccesso generati da questi contratti e spenderli per sovvenzionare le industrie.

La Francia è intenzionata ad applicare questi sussidi alla sua flotta di energia nucleare e le regole proposte hanno il sostegno dei Paesi centrali e orientali. Ma la Germania e altri Paesi si oppongono fermamente, avvertendo che ciò potrebbe avvantaggiare le industrie francesi rispetto alle loro.

Una bozza di compromesso, visionata da Reuters, chiede ai Paesi di prendere in considerazione tre opzioni, tra cui quella di eliminare completamente le regole su questi sussidi dalla riforma.

Le altre due opzioni contenute nel documento preparato dalla Spagna, che detiene la presidenza di turno dell'Ue, limiterebbero invece il modo in cui i Paesi possono utilizzare le entrate raccolte attraverso i sussidi per i prezzi dell'energia elettrica e consentirebbero a Bruxelles di intervenire e limitare l'uso di tali entrate da parte di un Paese se questo distorce il mercato unico europeo.

È la prima volta che i Paesi prendono in considerazione l'idea di eliminare semplicemente le regole, dopo aver faticato a trovare un compromesso. La mancata approvazione di questa parte della riforma non vieterebbe comunque alla Francia e ad altri Paesi di offrire contratti di energia a prezzo fisso ai produttori. Ma potrebbe renderne più difficile l'utilizzo e subordinarlo all'approvazione di Bruxelles in base alle norme comunitarie sugli aiuti di Stato.

La proposta di riforma originaria della Commissione europea, presentata a marzo, mirava a spostare i produttori di energia elettrica verso contratti a prezzo fisso a più lungo termine, in modo che i consumatori fossero meno esposti a picchi di prezzo del gas a breve termine, come quelli registrati lo scorso anno. A tal fine, Bruxelles aveva proposto che il sostegno pubblico per i nuovi investimenti in impianti rinnovabili e nucleari dovesse assumere la forma di contratti di fornitura di energia a prezzo fisso garantiti dallo Stato. Gli ambasciatori dei Paesi dell'Ue discuteranno la proposta mercoledì. Mentre i ministri dell'Energia si incontreranno il 17 ottobre per cercare di trovare un accordo.