News24 Giugno 2024 15:30

Report Raee: Nel 2023 diminuiscono i volumi gestiti dagli impianti di trattamento e cala il tasso di raccolta

Roma - Lo scorso 23 maggio è entrato in vigore nei 27 Stati membri dell’Unione europea il Critical Raw Materials Act. Il regolamento europeo ha lo scopo di garantire l’approvvigionamento diversificato, sicuro e sostenibile delle materie prime critiche per l’industria dell’UE, in particolare di alcuni settori strategici - tra questi le tecnologie per la decarbonizzazione dell’industria, il settore digitale, aerospaziale e della difesa - assicurando al tempo stesso una maggiore autonomia strategica dell’Unione da paesi terzi. Va in questa direzione la decisione di soddisfare entro il 2030 il 25% del fabbisogno annuo di materie prime tramite il riciclaggio delle cosiddette “miniere urbane”: rifiuti solidi urbani e altri prodotti di scarto come i RAEE, apparecchiature tecnologiche dismesse dal cui recupero si possono ottenere una varietà significativa di materie prime critiche.

Si tratta di un target a dir poco sfidante per il nostro Paese, a oggi ancora distante dagli obiettivi di raccolta previsti a livello europeo, innanzitutto per la difficoltà a raccogliere questa particolare tipologia di rifiuti e a indirizzarla verso impianti di trattamento adeguato. La conseguenza è che il sistema impiantistico di RAEE in Italia, che opera a livelli qualitativi molto elevati, si trova nelle condizioni di non ricevere e lavorare ingenti quantitativi di queste apparecchiature dismesse rispetto alla sua reale capacità di trattamento, ma soprattutto rispetto all’attuale target europeo.

Le ragioni del ritardo nella raccolta sono più di una: i comportamenti non corretti nel conferire i rifiuti tecnologici da parte dei cittadini, la dispersione dei RAEE al di fuori dei canali ufficiali, oggi più che mai favorita dal valore intrinseco di questi rifiuti, che operatori fuorilegge favoriscono, e su tutto l’assenza di controlli adeguati a contrastare tali fenomeni.

Purtroppo, la situazione non sembra destinata a cambiare nel breve periodo, al contrario questo divario lo scorso anno si è ulteriormente acuito. Lo evidenzia il Rapporto gestione RAEE 2023, disponibile da oggi sul sito www.cdcraee.it nella sezione Rapporti gestione RAEE, da cui emerge che il tasso di raccolta dei rifiuti tecnologici lo scorso anno si è attestato al 30,24%, ben lontano dal target europeo del 65%.

Questo valore deriva dalle dichiarazioni annuali effettuate dagli impianti di trattamento iscritti all’elenco obbligatorio gestito dal Centro di Coordinamento RAEE. Le aziende che gestiscono i RAEE sono infatti obbligate (art. 33 e 34 D. lgs 49/2014) a comunicare al consorzio, entro il 30 aprile di ogni anno, i volumi di rifiuti elettronici gestiti nel corso dell’anno precedente.

I risultati della gestione 2023
Dal report emerge che lo scorso anno gli impianti di trattamento hanno avviato a recupero 510.708 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), il 4,6% in meno rispetto ai quantitativi dichiarati nel 2022.

Quasi il 72% dei volumi trattati, valore che corrisponde a 366.909 tonnellate, sono di provenienza domestica, mentre il restante 28%, corrispondente a 143.798 tonnellate, si compone di RAEE di origine differente dai rifiuti tecnologici provenienti dai nuclei domestici (i cosiddetti RAEE professionali). Rispetto al 2022, i risultati di entrambe le tipologie di rifiuto risultano in flessione: i RAEE domestici registrano il -2,6%, mentre quelli professionali il -9,2%.

Focus sui RAEE domestici
Similarmente a quanto emerso nel 2022, anche nel 2023 le dichiarazioni degli impianti sui RAEE di origine domestica attestano, migliorandolo solo in parte, il trend negativo di cui è oggetto la raccolta rendicontata dai Sistemi Collettivi al CdC RAEE negli ultimi due anni e già presentata nel Rapporto Annuale 2023.
Si tratta di un dato che conferma che la quasi totalità dei quantitativi di rifiuti tecnologici gestiti, per la precisione il 95,2% del totale, è stata raccolta nell’ambito del sistema coordinato dal CdC RAEE.

Con 127.056 tonnellate raccolte, il raggruppamento altri grandi bianchi (R2) si dimostra il raggruppamento con l’incidenza maggiore (34,6%). Segue apparecchiature per lo scambio di temperatura dei fluidi (R1) con 105.273 tonnellate, corrispondente al 28,7% dei volumi complessivi. Il terzo raggruppamento che impatta maggiormente sulla raccolta è quello di IT e Consumer Electronics, apparecchi di illuminazione, ped e altro (R4) con un’incidenza del 22,3% per un totale di 81.748 tonnellate. Più contenuta, oltre che in calo rispetto agli anni precedenti, l’incidenza di Tv e monitor (R3) che raccoglie 49.174 tonnellate, pari al 13,4% del totale gestito. Molto modesto infine (1%) il peso delle sorgenti luminose (R5) per un totale di 3.659 tonnellate trattate.

Tasso di raccolta e obiettivi europei
Le dichiarazioni fornite ogni anno dagli impianti di trattamento al Centro di Coordinamento sono l’elemento che permette di monitorare l’andamento dell’Italia rispetto ai target di raccolta fissati dall’Unione Europea.

Questo perché il tasso di raccolta dei rifiuti tecnologici è calcolato sul rapporto tra i RAEE avviati a trattamento nell’anno di riferimento e la media delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) immesse sul mercato nel triennio precedente.

Nel triennio 2020-2022 l’immesso medio è stato di 1.688.742 tonnellate di AEE, in crescita del 7,3% rispetto al pari periodo precedente. Al contrario i volumi di RAEE raccolti e trattati sono calati del 4,6% rispetto al 2022, di conseguenza il tasso di raccolta si è ridotto, acuendo ulteriormente il trend di decrescita registrato dal 2019 e al momento distante quasi 35 punti percentuali dal target del 65% fissato dall’Unione europea.

“Purtroppo, l’evidenza che emerge dal Report di gestione 2023 è una riduzione dei quantitativi complessivi di RAEE avviati a trattamento” commenta Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE. “Questo si traduce in un ulteriore calo del tasso di raccolta dei rifiuti tecnologici che allontana sempre più il nostro Paese dagli obiettivi fissati dalla Comunità Europea. In questo contesto la filiera ha continuato a operare all’insegna dell’eccellenza qualitativa, accresciuta di anno in anno.
Il comparto del trattamento RAEE sconta ancora una volta un ritardo nei volumi di raccolta, complice sicuramente una scorretta gestione di questi rifiuti da parte di operatori che si muovono al di fuori dei limiti di legge. Siamo però fiduciosi che il Comitato vigilanza e controllo, recentemente rinnovato, attuerà in breve tempo tramite gli organi preposti i controlli necessari per contrastare questo fenomeno oggi doppiamente dannoso in considerazione degli investimenti in nuove dotazioni impiantistiche richieste dall’UE e della richiesta di maggiore indipendenza in fatto di approvvigionamento di materie prime critiche proprio tramite riciclaggio”.

“Tra i compiti del Comitato Vigilanza e Controllo RAEE pile e accumulatori rientra quello di favorire l’attività di raccolta dei rifiuti tecnologici e di promuoverne l’incremento per avvicinare l’Italia ai target dell’Unione Europea” afferma Carlo Zaghi, presidente del Comitato Vigilanza e Controllo. “Il fatto che gli obiettivi da raggiungere siano ancora lontani è sicuramente fonte di preoccupazione, a questo scopo il Comitato si impegna a sollecitare e promuovere ispezioni e controlli sia nei confronti dei soggetti che operano nell’ambito della gestione RAEE sia verso i produttori di AEE. I produttori che non si iscrivono al registro e non dichiarano i quantitativi di apparecchi che immettono sul mercato, sottraendosi al finanziamento degli oneri derivanti da una corretta gestione del fine vita delle AEE, danneggiano quelli che operano correttamente e arrecano un danno all’ambiente”.