Viabilità25 Giugno 2024 08:59

Mobilità, Corte Conti: Sistema nazionale ciclovie turistiche in ritardo

Roma - Sono numerosi i ritardi rilevati nella progettazione e nella realizzazione del Sistema nazionale delle ciclovie turistiche e degli interventi a sostegno della ciclabilità cittadina, con riflessi critici sulla gestione delle ingenti risorse messe a disposizione tra il 2018 e il 2023.

E’ quanto evidenzia la Corte dei conti nella relazione che la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato ha approvato con Delibera n. 64/2024/G, analizzando lo stato di avanzamento complessivo delle 10 ciclovie nazionali (tra cui la Ciclovia del Sole Firenze-Verona, la ciclovia Venezia-Torino, quella dell’acquedotto pugliese e il Grande raccordo anulare delle biciclette a Roma), per la realizzazione di altrettanti itinerari archeologico-culturali a bassa velocità, con la titolarità dei Ministeri delle infrastrutture e trasporti, della cultura e del turismo.

Sul piano della programmazione - specifica la Corte - le carenze emerse sono legate anche alla tardiva adozione (agosto 2022) del Piano Generale della mobilità ciclistica, atteso sin dal 2018, e le lentezze procedurali osservate hanno inciso direttamente sulla gestione delle risorse, con numerose criticità inerenti al loro effettivo utilizzo e indicative di una capacità di spesa davvero ridotta.

Per la magistratura contabile, inoltre, l’insufficiente coordinamento fra le PA interessate è stato elemento di particolare problematicità sul versante realizzativo, anche in considerazione delle tempistiche dell’intervento PNRR sul “Rafforzamento della mobilità ciclistica”, tuttora in corso.

La differenza, infine, tra costi medi sostenuti per le varie ciclovie, oltre a rendere indispensabili interventi all’insegna di una maggiore economicità, evidenzia, secondo la Corte, la necessità di un controllo centrale più efficace e coordinato nella gestione delle risorse e delle procedure, per il rispetto dei criteri programmatici e, in caso di interventi non più avviabili, per il recupero delle risorse erogate e l’eventuale riutilizzo, che renderanno fondamentale la collaborazione con il Mef.