News18 Ottobre 2023 17:45

Manovra, ecco la RELAZİONE e il TESTO del DECRETO LEGGE BOLLİNATO

Di seguito AGEEI pubblıca in Pdf e in forma testuale la relazıone e il testo del Dl bollinato della Manovra.

Di seguito il Dl bollinato:

00. Decreto-legge manovra 17.10.2023_bollinato

Di seguito la relazione ıllustrativa:

00. DL MANOVRA RELAZIONE ILLUSTRATIVA 17.10.2023_fin h 21.40

 

Qui in forma testuale la relazıone ıllustrativa: 

RELAZIONE ILLUSTRATIVA
Capo I
Misure in materia di pensioni, rinnovo dei contratti pubblici e disposizioni
fiscali
ART. 1.
(Anticipo conguaglio di perequazione nell’anno 2023)
Il comma 1 prevede in via eccezionale, al fine di contrastare gli effetti
dell’inflazione per l’anno 2023 a favore dei pensionati, l’anticipo al 2023 del
conguaglio di 0,8 punti percentuali per il calcolo della rivalutazione delle
pensioni in relazione al tasso di inflazione dell’anno 2022 risultato a consuntivo
8,1% in luogo di 7,3, applicato in via provvisoria al 1° gennaio 2023. Ciò
comporta che i ratei spettanti in relazione a tali 0,8 punti percentuali per l’intero
anno 2023 vengano riconosciuti nell’anno 2023 anziché a gennaio 2024, come
previsto prima dell’entrata in vigore della presente disposizione.
Il comma 2 quantifica gli oneri derivanti dalla disposizione, prevedendone la
relativa copertura finanziaria.
ART. 2.
(Campagna reddituale)
La disposizione prevede che il recupero delle prestazioni indebite correlate alle
campagne di verifica reddituale relative al periodo d'imposta 2021 sia avviato entro
il 31 dicembre 2024.
ART. 3.
(Anticipo rinnovo contratti pubblici)
La disposizione, ai commi 1 e 2, stabilisce che, nelle more della definizione del
quadro finanziario complessivo relativo ai rinnovi contrattuali per il triennio 2022-
2024, in via eccezionale, per il personale con contratto di lavoro a tempo
indeterminato dipendente dalle amministrazioni statali l’emolumento di cui
all’articolo 1, comma 609, della legge 30 dicembre 2021, n. 234 (indennità di
vacanza contrattuale – I.V.C.) riferito al mese di dicembre 2023 è incrementato, a
valere sull’anno 2024, di un importo pari a 6,7 volte il relativo valore annuale
attualmente erogato, salva l’effettuazione di eventuali successivi conguagli e che il
predetto importo incrementale non rileva ai fini dell’attribuzione del beneficio di cui
all’articolo 1, comma 281, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, come modificato
dall’articolo 39 del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85. Ai relativi oneri stimati in 2.000
milioni di euro sulla base delle unità di personale a tempo indeterminato rilevate
dal Conto Annuale 2021 e degli importi mensili pro capite dell’emolumento di cui
all’articolo 1, comma 609, della legge 30 dicembre 2021, n. 234 per il mese di
dicembre 2023, si provvede ai sensi dell’articolo 23.
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Infine, il comma 3, prevede che le amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici
diversi dall'amministrazione statale, di cui all’articolo 48, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (regioni ed enti dipendenti, amministrazioni del
servizio sanitario nazionale, enti locali, camere di commercio, università italiane,
enti pubblici non economici, enti e istituzioni di ricerca, ivi compresi quelli di cui
all’articolo 70, comma 4 del medesimo d.lgs. 165/2001), hanno la possibilità di
erogare al proprio personale dipendente a tempo indeterminato il medesimo
incremento con oneri a carico dei propri bilanci.
ART. 4.
(Rinvio del versamento della seconda rata di acconto delle imposte dirette)
Al comma 1, per il solo periodo d’imposta 2023, la disposizione in commento
prevede che per le persone fisiche titolari di partita IVA che nel periodo
d’imposta precedente dichiarano ricavi o compensi di cui agli articoli 53 e 55
del T.U.I.R. di ammontare non superiore a 170 mila euro, il versamento del
secondo acconto delle imposte sui redditi, con esclusione dei contributi
previdenziali e assistenziali e dei premi assicurativi INAIL (per i quali
continuano ad applicarsi le regole ordinarie), sia effettuato entro il 16
gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento, senza interessi.
Il versamento può essere dilazionato fino a 5 rate mensili, da gennaio a
maggio, con scadenza il giorno 16 di ciascun mese; in tale eventualità, sulle
rate successive alla prima sono dovuti gli interessi di cui all’articolo 20,
comma 2, del d.lgs. n. 241 del 1997.
Il comma 2 reca la quantificazione degli oneri derivanti dalla disposizione,
individuandone la relativa copertura.
ART. 5.
(Disposizioni urgenti in tema di procedure di riversamento del credito
d'imposta per attività di ricerca e sviluppo)
La disposizione, ai commi 1 e 2, è finalizzata a prorogare al 30 giugno 2024 il
termine (attualmente fissato al 30 novembre 2023) entro il quale le imprese
possono aderire alla procedura di cui all’articolo 5, commi da 7 a 12, del decretolegge n. 146 del 2021 per il riversamento, senza l’applicazione di interessi e
sanzioni, del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo maturato in uno o
più periodi di imposta a decorrere da quello successivo a quello in corso al 31
dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019 e utilizzato
indebitamente in compensazione alla data del 22 ottobre 2021.
Conseguentemente, la disposizione proroga anche il termine per il versamento
dell’unica rata nonché di quelli previsti, in caso di rateazione, per il versamento di
ciascuna delle tre rate e per il calcolo dei relativi interessi.
Restano salvi i riversamenti già effettuati dai contribuenti prima della modifica dei
termini di versamento per effetto della presente disposizione per i quali il termine
per il versamento delle due rate successive alla prima viene a scadere -
coerentemente con i nuovi termini - rispettivamente, il 16 dicembre 2025 e il 16
dicembre 2026.
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Inoltre, si dispone la proroga di un anno dei termini di decadenza per l’emissione
degli atti impositivi da parte dell’Agenzia delle entrate per i crediti interessati dalla
regolarizzazione in argomento ed utilizzati negli anni 2016 e 2017.
ART. 6.
(Modifiche all’articolo 4 del decreto-legge 28 luglio 2023, n. 98, convertito,
con modificazioni, dalla legge 18 settembre 2023, n. 127)
I commi 1 e 2 mirano a ripristinare il contenuto dell’articolo 5 del decreto-legge n.
34/2023, abrogato in sede di conversione dello stesso decreto-legge, volto a
escludere dalla base imponibile del contributo di solidarietà di cui ai commi da 115
a 119 dell’articolo 1 della legge di bilancio per il 2023, la distribuzione, o comunque
l’utilizzo nel periodo d’imposta 2022, di riserve accantonate in sospensione
d’imposta o destinate alla copertura di vincoli fiscali. Ne consegue l’abrogazione
dell’articolo 4, comma 1, del decreto-legge n. 98/2023 effettuata ad opera del
comma 3.
Con il comma 4 si prevede che non si fa luogo, in ogni caso, a restituzione delle
somme già versate, che rimangono acquisite al bilancio dello Stato.
Il comma 5, istituisce per il solo anno 2024 un contributo di solidarietà, a carico
dei soggetti che si avvalgono delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2, di ammontare
pari al beneficio che si ottiene per effetto dell’applicazione dei citati commi 1 e 2,
da versarsi in due rate di pari importo entro il 30 maggio e il 30 ottobre 2024.
ART. 7.
(Misure in materia di riduzione delle accise sui prodotti energetici)
La disposizione prevede che il provvedimento di riduzione delle accise sui prodotti
energetici usati come carburanti o come combustibili per riscaldamento per usi
civili, in caso di aumento del prezzo internazionale, espresso in euro, del petrolio
greggio possa essere adottato se i prezzi dei carburanti aumentano, sulla media del
precedente mese (e non più, come è attualmente, dei precedenti due mesi), rispetto
al valore di riferimento, espresso in euro, indicato nell'ultimo Documento di
economia e finanza o nella Nota di aggiornamento presentati alle Camere.
ART. 8.
(Proroga di termini per la restituzione del gas stoccato dal GSE ai sensi
dell’articolo 5-bis del decreto-legge 7 maggio 2022, n. 50)
La disposizione interviene nell’ambito dello svolgimento del servizio di riempimento
di ultima istanza degli stoccaggi previsto dall’ 5-bis del decreto-legge 7 maggio
2022, n. 50, ai sensi del quale il GSE ha provveduto all’acquisto e allo stoccaggio
di volumi di gas naturale pari a 1.637mln Smc (id est 17.878 GWh) per un
controvalore di 3.995 mln € (a fronte del limite di controvalore pari a 4.000 mln €
previsto dalla medesima norma) e un costo medio unitario di acquisto pari a 223,5
€/MWh. Successivamente, con atto di indirizzo del MASE del 18 novembre 2022,
sono state definite le modalità di vendita del gas acquistato nell’ambito del servizio
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di riempimento di ultima istanza, prevedendo che il GSE renda disponibile i
quantitativi di gas naturale stoccato attraverso prodotti a termine con consegna del
gas in stoccaggio, per una quota non inferiore al 60%, e offrendo tramite prodotti
con consegna a pronti la parte restante. Per quanto riguarda la vendita a termine
il GSE ha pubblicato, in data 22 novembre 2022, un Regolamento di procedura
concorrenziale per la vendita a termine del gas stoccato per una quantità pari al
75% del totale, rivolto ad operatori titolari di contratto di trasporto e aventi clienti
finali ubicati nel territorio nazionale. La procedura competitiva ha previsto
l’aggiudicazione di 5.679 GWh, corrispondente al 32% del totale del gas stoccato
nella disponibilità del GSE. Le quantità cedute hanno registrato un prezzo medio
di vendita, nei primi mesi dell’anno in corso, pari a 66 €/MWh determinando una
perdita economica, rispetto al costo di approvvigionamento sostenuto dal GSE per
le medesime quantità, pari a circa 900 milioni di euro. Tuttavia, rimane nella
disponibilità del GSE una quantità di gas in stoccaggio pari 12.199 GWh. Ciò detto
ipotizzando uno scenario di vendita del 100% del gas in giacenza ed utilizzando
una proiezione di prezzo forward ottobre 2023 (ca. 40 €/MWh) al quale è stato
applicato un liquidity factor del 95% ne deriva una potenziale perdita pari a euro
2.251 milioni che, sommati alla perdita già realizzata al 31/03/2023 di euro 893
milioni, restituiscono una previsione di fabbisogno finanziario per la restituzione
del prestito al MEF pari a circa 3 miliardi di euro.
Alla luce di quanto sopra, con la presente proposta normativa si prevede di
posticipare il termine ultimo della vendita al fine di introdurre la massima
flessibilità a beneficio del Sistema Paese nel gestire il gas stoccato dal GSE nel
nuovo anno termico. Tale orientamento è in linea con il nuovo target nazionale
stabilito dalla Commissione Europea per il riempimento degli stoccaggi, a partire
dalla stagione di stoccaggio 2023-2024, pari al 90% per attenuare eventuali
fenomeni rialzisti dei prezzi associati a fenomeni geopolitici.
Un orizzonte temporale più ampio per la vendita permetterebbe di valorizzare a
pieno il servizio di ultima istanza del gas stoccato conseguendo i seguenti vantaggi
per il sistema, quali:
 assicurare che il gas di ultima istanza sia meglio valorizzato ed impiegato in
coerenza con la complessiva disponibilità di gas sul mercato nel corso della
stagione invernale 2023/24;
 contribuire a ridurre la tensione sui mercati legata agli approvvigionamenti
di gas;
 contribuire al mantenimento dei livelli di gas stoccato in coerenza con gli
obiettivi strategici nazionali di riempimento fino al 2024;
 concorrere alla stabilizzazione degli approvvigionamenti di gas di
importazione che consentano di sopperire alle previste riduzioni di gas russo.
La proposta andrebbe nella direzione di meglio valorizzare la vendita del gas
stoccato da parte del GSE, potendo disporre di un periodo che vada oltre l’anno
termico di stoccaggio (fino al 15 settembre 2024) per vendere il gas in uno scenario
di prezzi del mercato gas tendenzialmente rialzisti. Le stime disponibili più recenti
ad oggi dei prezzi forward del gas prevedono un incremento del valore del per il
primo trimestre del 2024 fino a circa 50 €/MWh. Conseguentemente, si propone
l’estensione dei termini fino al 30 settembre dell’anno 2024 per la restituzione del
prestito, fissata ad oggi al 20 novembre 2023. Per disaccoppiare la vendita fisica
del gas dalla restituzione del prestito, è necessario che Cassa per i servizi energetici
e ambientali provveda ad approvvigionare e a fornire al GSE le risorse economiche
per la restituzione del prestito secondo modalità definite da ARERA.
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Capo II
Misure in favore degli enti territoriali
ART. 9.
(Disposizioni in favore delle Regioni e delle Province autonome di Trento e
Bolzano)
I commi 1 e 2 recepiscono l'accordo in materia finanziaria sottoscritto tra il Governo
e la Regione Siciliana in data 16 ottobre 2023.
In particolare, il comma 1 riconosce in favore della Regione siciliana l’importo di
300 milioni di euro per l’anno 2023 a titolo di graduale concorso all’onere derivante
dall’innalzamento della quota di compartecipazione regionale alla spesa sanitaria
dal 42,50 al 49,11 per cento operato dall’articolo 1, commi 830, 831 e 832 della
legge 27 dicembre 2006, n. 296. Sul punto, il precedente Accordo bilaterale del 16
dicembre 2022 in materia di compartecipazione regionale alla spesa sanitaria, nel
definire l’attuazione dei citati commi della legge n. 296 del 2006 anche in ossequio
alla sentenza della Corte costituzionale n. 62 del 2020, impegnava lo Stato a trovare
una soluzione al fine di garantire l’integrale finanziamento dei LEA.
Il comma 2 modifica le disposizioni della legge n. 197 del 2022 che autorizzavano
la Regione Siciliana a ripianare in 10 anni il disavanzo relativo all’esercizio 2018 e
le relative quote di disavanzo non recuperate alla data del 31 dicembre 2022. Le
disposizioni aggiornano gli impegni a carico della Regione per il rientro dal
disavanzo alla luce del nuovo accordo sottoscritto con la Regione in data 16 ottobre
2023. In particolare, le lettere a) e b) recepiscono l’impegno della Regione ad
incrementare le quote annuali di ripiano al fine di ridurre ad otto anni la durata
massima del ripiano. La lettera c) reca la disciplina sanzionatoria da applicare in
caso di mancato rispetto degli impegni assunti dalla Regione con la sottoscrizione
del predetto accordo del 16 ottobre 2023. La lettera d) provvede all’abrogazione dei
commi 844 e 845 dell’articolo 1 della legge n. 197 del 2022 in quanto riferiti ad
impegni assunti dalla Regione siciliana con il precedente accordo del 14 gennaio
2021 in materia di ripiano pluriennale del disavanzo 2018 superati alla luce del
nuovo accordo sottoscritto con la Regione il 16 ottobre 2023.
I commi 3, 4, 5 e 6 recepiscono l'accordo tra lo Stato, la Regione Trentino-Alto Adige
e le Province autonome di Trento e di Bolzano in materia di finanza pubblica del 25
settembre 2023 volto a dirimere alcune controversie relative ai reciproci rapporti
finanziari, con particolare riferimento alla determinazione del gettito delle accise
oggetto di compartecipazione statutaria. Le norme modificano l’ordinamento
finanziario delle Province secondo le procedure concordate previste dall’articolo 104
dello Statuto (D.P.R. n. 670/1972).
In dettaglio, le lettere a) e b) del comma 3 modificano l’articolo 75 dello Statuto a
decorrere dall’anno 2023, al fine di escludere dalle entrate oggetto di
compartecipazione il gettito relativo alle accise sui prodotti petroliferi di cui al
comma 1, lettera f) utilizzati come combustibili per riscaldamento, pari a circa 2
milioni di euro annui complessivi. Correlativamente la lettera c) riduce di 25 milioni
di euro a decorrere dal 2023 il concorso annuale alla finanza pubblica del sistema
territoriale regionale integrato (articolo 79 Stat.), al fine di neutralizzare il minore
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introito relativo alla compartecipazione al gettito delle predette accise rispetto
all’importo quantificato nell’ambito della relazione tecnica a corredo della norma di
recepimento dell’Accordo di Milano 2009.
Il comma 4 precisa che le disposizioni recate dal comma 3 sono approvate ai sensi
e per gli effetti dell’articolo 104 dello Statuto.
Il comma 5 prevede il riconoscimento in favore di ciascuna Provincia autonoma di
40 milioni di euro per l’anno 2023 quale quota parte del ristoro del maggior
concorso alla finanza pubblica dalle stesse sostenuto negli anni dal 2010 al 2022
per effetto delle minori entrate registrate a titolo di compartecipazione al gettito
delle accise sui prodotti energetici ad uso riscaldamento di cui all’articolo 75,
comma 1, lett. f.), Stat., rispetto a quelle a suo tempo stimate con l’Accordo di
Milano del 2009; il predetto ristoro è determinato al netto dei trasferimenti statali
per leggi di settore in applicazione dell’articolo 2, comma 109, della legge 23
dicembre 2009, n. 191.
Il comma 6, in attuazione del punto 6 dell’accordo in materia di finanza pubblica
tra il Ministro dell’economia e delle finanze, il Presidente della Regione Trentino
Alto Adige e i Presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano del 25
settembre 2023, è attribuito alla Provincia autonoma di Bolzano nel 2024 l’importo
di euro 24,061 milioni a titolo di compensazione del minor rimborso degli oneri
derivanti dalla Convenzione con la RAI del 31 dicembre 2012, riconosciuto dallo
Stato per gli anni 2013-2015 ai sensi dell’articolo 45, commi 3-bis e 3-ter, del
decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177.
Il comma 7 quantifica gli oneri dei commi 3, 5 e 6.
Il comma 8 stabilisce la possibilità per le Regioni interessate dalle disposizioni di
cui all’articolo 2, comma 80, secondo e terzo periodo, della legge n. 191/2009, di
destinare il gettito derivante dalla massimizzazione delle maggiorazioni dell’aliquota
dell’imposta regionale sulle attività produttive e dell’addizionale regionale all’IRPEF,
ove scattate automaticamente ai sensi dell’articolo 1, comma 174, della legge n.
311/2004, a copertura del disavanzo di amministrazione diverso da quello
sanitario.
Il comma 9 , in coerenza con il complessivo quadro normativo vigente, ha l’obiettivo
di chiarire il ruolo di holding svolto dalle regioni rispetto agli enti sanitari,
stabilendo appunto che le regioni determinano il finanziamento degli enti sanitari,
assegnando le relative quote con uno o anche più atti (ove necessario), potendo
altresì rimodulare il finanziamento disponibile fra gli enti sanitari stessi (sempre
secondo necessità), allo scopo di favorirne l’equilibrio di bilancio, in una prospettiva
di equilibrio di bilancio consolidato.
A tal riguardo, il decreto legislativo n. 502 del 1992 stabilisce, fra l’altro, le
competenze regionali nel campo del finanziamento degli enti sanitari. La successiva
legislazione, a garanzia degli equilibri di finanza pubblica, ha posto in capo alle
regioni da un lato la responsabilità ultima di garantire l’equilibrio di bilancio dei
propri servizi sanitari regionali e dall’altro le conseguenze in caso di squilibri di
bilancio sanitario (obblighi di copertura finanziaria, massimizzazione delle aliquote
fiscali regionali, anche automatica, sottoposizione ai Piani di rientro,
commissariamento). Va da sé che simili implicazioni impongono alle regioni di
svolgere un chiaro ruolo di regìa anche nel campo dell’assegnazione del
finanziamento sanitario disponibile.
Il comma 10 assegna per l’esercizio 2023 un contributo di 40 milioni di euro alla
Regione Molise, che, al 31 dicembre 2021, presenta il più elevato disavanzo di
amministrazione pro capite tra le regioni a statuto ordinario, con conseguenti
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difficoltà nell’approvare il bilancio anche a causa del significativo disavanzo
finanziario.
Il comma 11 prevede un contributo di 50 milioni di euro per l’anno 2023 in favore
delle Regioni a titolo di concorso agli oneri sostenuti per l’esercizio della funzione
di concessione degli indennizzi in favore dei soggetti danneggiati da complicanze di
tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e
somministrazioni di emoderivati di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, trasferita
alle stesse Regioni in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
Il fondo è ripartito tra le Regioni interessate con decreto del Ministro dell’economia
e delle finanze, di concerto con il Ministro della salute, previa intesa in Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
e di Bolzano, sulla base di una proposta formulata dalle Regioni in sede di autocoordinamento tenendo conto del fabbisogno derivante dagli indennizzi corrisposti.
Il comma 12 quantifica gli oneri dei commi 9 e 10 pari complessivamente a 90
milioni di euro per l’anno 2023 reca la relativa copertura finanziaria.
ART. 10.
(Trasporto pubblico locale)
Il comma 1 prevede il rifinanziamento del Fondo di cui all’articolo 200, comma 1, del
decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 al fine di contribuire a compensare in via
definitiva la riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri nel periodo dal 1°
gennaio 2021 al 31 marzo 2022, conseguente alle limitazioni alla capienza massima
dei mezzi adibiti ai servizi di trasporto pubblico. A tal fine, è autorizzata la spesa di
500 milioni di euro per l’anno 2023, che costituisce limite massimo di spesa, da
ripartire entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione, considerando unitariamente l’intero periodo, sulla base dei criteri
stabiliti con il decreto di cui al comma 2 del citato articolo 200 tenendo conto dei
contributi già assegnati a titolo di anticipazione e assicurando una compensazione
uniforme in misura percentuale ai soggetti ivi previsti. Eventuali compensazioni
finanziari si provvederà anche con le risorse relative all’anno 2024 di cui all’articolo
200, comma 2-bis, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, non ancora ripartite.
Il comma 2 prevede l’incremento per l’importo di euro 35 milioni per l’anno 2023 del
fondo finalizzato a riconoscere, fino ad esaurimento delle risorse, un buono da
utilizzare per l'acquisto di abbonamenti per i servizi di trasporto pubblico locale,
regionale e interregionale ovvero per i servizi di trasporto ferroviario nazionale.
Il comma 3 dispone la copertura degli oneri derivanti dai commi 1 e 2 pari a 535
milioni per l’anno 2023.
Capo III
Misure in materia di investimenti e in materia di sport
ART. 11.
(Edilizia universitaria)
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Il comma 1 istituisce un Fondo nello stato di previsione del Ministero dell'università
e della ricerca, finalizzato alla corresponsione di tutti gli importi dovuti a titolo di
co-finanziamento nell’ambito delle procedure amministrative ai sensi dell’art. 1,
comma 4-ter, e dell’articolo 1-bis, della legge 14 novembre 2000, n. 338. Tale fondo
è finalizzato a sostenere gli studenti della formazione superiore, nonché di
incrementare la disponibilità di alloggi e posti letto per gli studenti fuori sede
mediante l'acquisizione del diritto di proprietà o, comunque, l'instaurazione di un
rapporto di locazione o altra forma di godimento a lungo termine o il rinnovo a
lungo termine di contratti di locazione già in essere da parte di soggetti pubblici e
privati in relazione ad immobili adibiti a residenze universitarie, in considerazione
della rimodulazione del target M4C1-28 - Riforma 1.7 del Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza.
Il comma 2 dispone che le procedure amministrative di cui al comma 1, al pari di
tutti i relativi pagamenti, già effettuati e da effettuarsi, conservano piena validità
ed efficacia ad ogni effetto di legge.
Il comma 3, prevede che il Ministero dell’Università e della ricerca effettui il
monitoraggio degli interventi di cui al comma 1, tenendo conto della quota di alloggi
eventualmente riconosciuti ammissibili, da parte della Commissione europea, ai
fini del conseguimento del citato target M4C1-28 - Riforma 1.7 del Piano Nazionale
di Ripresa e Resilienza, dandone comunicazione al Ministero dell’economia e delle
finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.
ART. 12.
(Anticipo investimenti FS)
La disposizione, al comma 1, mira a prevedere un’anticipazione di cassa per coprire
i fabbisogni relativi all’anno 2023 per gli investimenti di RFI, sia nuove opere che
manutenzione straordinaria.
Attualmente il flusso di esborsi relativo al piano investimenti di RFI non trova
adeguata copertura finanziaria nelle risorse di cassa disponibili a legislazione
vigente per l’esercizio finanziario 2023 e sta comportando un notevole incremento
dell’indebitamento del Gruppo FS.
Al comma 2 è prevista la copertura finanziaria, pari a 1.000 milioni di euro per
l’anno 2023 assicurata ai sensi dell’articolo 23.
ART. 13.
(Investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese)
Al fine di assicurare continuità alle misure di sostegno agli investimenti produttivi
delle micro, piccole e medie imprese attuate ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge
21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n.
98, autorizzata la somma di 50 milioni di euro per l’anno 2023, cui si provvede ai
sensi dell’articolo 23.
ART. 14.
(Rifinanziamento Fondo di cui articolo 7-bis, comma 3, del decreto-legge 16
giugno 2022 n. 68 convertito con modificazioni dalla legge 5 agosto 2022
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n. 108)
La disposizione incrementa di 150 milioni di euro per l’anno 2023 il Fondo, istituito
nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
dall’articolo 7-bis, comma 3, del decreto-legge n. 68/2022 per le finalità previste
dal comma 1 del medesimo articolo 7-bis e avente ad oggetto la copertura
dell’importo da riconoscere al concessionario autostradale in caso di estinzione di
una concessione a seguito dell’inadempimento dello stesso, il cui valore è
determinato in coerenza con quanto previsto dall’articolo 176, comma 4, del decreto
legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Il fondo presenta attualmente una dotazione di
350 milioni di euro, di cui 100 milioni di euro per l'anno 2023 e 250 milioni di euro
per l'anno 2024. La disposizione reca, altresì, la copertura finanziaria mediante
rinvio all’articolo 23.
ART. 15.
(Anticipo difesa)
La disposizione incrementa di 326 milioni di euro per l’esercizio 2023
l’autorizzazione di spesa prevista dall’articolo 4, comma 3, della legge 7 agosto
1997, n. 266, per garantire un qualificato livello della presenza italiana nei
programmi aeronautici di elevato contenuto tecnologico, connessi alle esigenze
della difesa aerea nazionale e realizzati nel contesto dell'Unione europea. Tale
incremento si rende necessario al fine di accelerare la realizzazione dei programmi
di ammodernamento e rinnovamento destinati alla difesa nazionale. La
disposizione reca, altresì, la copertura finanziaria mediante rinvio all’articolo 23.
ART. 16.
(Misure in materia di sport)
La disposizione, al comma 1, prevede, individuandone la relativa copertura, un
incremento pari a 10 milioni di euro per l’anno 2023 in favore del Coni per le attività
connesse alla preparazione olimpica e al supporto della delegazione italiana per i
Giochi Olimpici di Parigi 2024. Inoltre, per le medesime finalità viene incrementato
di 3 milioni di euro per l’anno 2023 il contributo assegnato al Comitato italiano
Paralimpico (CIP), di cui al decreto legislativo 27 febbraio 2017, n. 43.
Al comma 2, si prevede un contributo pari a 8 milioni di euro per il 2023 in favore
della Federazione ciclistica italiana al fine di assicurare il completamento della
realizzazione di un Velodromo nel comune di Spresiano, in provincia di Treviso.
Al comma 3 è prevista la copertura finanziaria degli effetti finanziari derivanti dal
comma 2.
Capo IV
Misure in materia di lavoro, istruzione e sicurezza
ART. 17.
(Fondo nazionale delle politiche sociali)
10
La disposizione, al comma 1, incrementa di 10 milioni di euro per l’anno 2023 la
dotazione del fondo nazionale per le politiche sociali, di cui all'articolo 59, comma
44, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Tale incremento è finalizzato a ripristinare
lo stanziamento antecedente alle riduzioni disposte dal decreto-legge 2 marzo 2023,
n. 16, convertito con modificazioni dalla legge 21 aprile 2023, n. 46.
Il comma 2 quantifica gli oneri e reca la copertura finanziaria delle disposizioni di
cui al comma 1.
ART. 18.
(Disposizioni inerenti ai lavoratori a tempo parziale ciclico)
Il comma 1, prevede che il riconoscimento, per l’anno 2022, dell’indennità una
tantum prevista dall’articolo 2-bis, comma 1, del decreto-legge 17 maggio 2022, n.
50, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2022, n. 91, a favore dei
lavoratori dipendenti di aziende private titolari di un contratto di lavoro a tempo
parziale ciclico verticale nell’anno 2021, debba intendersi riferita ai lavoratori
dipendenti di aziende private titolari di un rapporto di lavoro a tempo parziale che
prevede periodi non interamente lavorati di almeno un mese in via continuativa, e
complessivamente non inferiori a sette settimane e non superiori a venti settimane,
dovuti a sospensione ciclica della prestazione lavorativa.
Il comma 2 prevede il riconoscimento, per l’anno 2023, un’indennità una tantum
pari a 550 euro in favore di lavoratori dipendenti di aziende private titolari di un
contratto di lavoro a tempo parziale ciclico nell’anno 2022, che preveda periodi non
interamente lavorati di almeno un mese in via continuativa, e complessivamente
non inferiori a sette settimane e non superiori a venti settimane, dovuti a
sospensione ciclica della prestazione lavorativa e che, alla data della domanda, non
siano titolari di altro rapporto di lavoro dipendente ovvero percettori della Nuova
prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI) o di un trattamento
pensionistico. La suddetta indennità può essere riconosciuta solo una volta in
corrispondenza del medesimo lavoratore.
Il comma 3 dispone la non concorrenza alla formazione del reddito ai sensi del testo
unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917 dell’indennità una tantum di cui al comma 2. Disciplina,
inoltre, le modalità di erogazione della medesima indennità. In particolare, dispone,
che l’indennità sia erogata dall'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS),
nel limite di spesa complessivo di 30 milioni di euro per l’anno 2023. Affida, altresì,
all'INPS il monitoraggio del rispetto del limite di spesa con obbligo di comunicazione
dei risultati di tale attività al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al
Ministero dell’economia e delle finanze. Prevede, infine, che, nel caso in cui dal
monitoraggio emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto
al predetto limite di spesa, non siano adottati altri provvedimenti di concessione
dell’indennità.
Il comma 4 quantifica gli oneri della misura di cui al comma 3 e reca la copertura
finanziaria.
11
ART. 19.
(Modifiche all’articolo 1, comma 313,
della legge 29 dicembre 2022, n. 197)
La disposizione prevede che nelle ipotesi in cui i percettori del Reddito di
cittadinanza che, prima della scadenza del limite massimo di mensilità erogabili,
siano stati presi in carico dai servizi sociali, in quanto non attivabili al lavoro, i
citati servizi sociali comunicano all'INPS tramite la piattaforma GePI l'avvenuta
presa in carico non più entro il 31 ottobre 2023 bensì entro il 30 novembre 2023.
Prevede, inoltre, che nelle more della presa in carico da parte dei servizi sociali, il
limite temporale delle sette mensilità per l’erogazione del reddito di cittadinanza
non si applica ai nuclei familiari che in ragione della loro caratteristiche sono stati
comunque trasmessi ai servizi sociali per la presa in carico fermo restando la
comunicazione della effettiva presa in carico entro il predetto termine del 30
novembre 2023”.
ART. 20.
(Misure per le scuole dell’infanzia paritarie)
La disposizione incrementa di 50 milioni di euro per l’anno 2023 il contributo alle
scuole dell’infanzia paritarie, di cui all’articolo 1, comma 328 della legge 30
dicembre 2021, n. 234.
ART. 21.
(Misure in materia di immigrazione, sicurezza e per prosecuzione delle
attività emergenziali connesse alla crisi ucraina)
La disposizione, al comma 1, istituisce, nello stato di previsione del Ministero
dell’interno, un fondo destinato al finanziamento delle misure urgenti connesse
all’accoglienza dei migranti, anche a sostegno dei comuni interessati nonché in
favore dei minori non accompagnanti. Il medesimo comma prevede che i criteri e le
modalità di riparto delle risorse di cui al presente comma siano stabiliti, anche ai
fini del rispetto del limite di spesa previsto, con decreto del Ministro dell’interno, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di
Conferenza Stato-città e autonomie locali, mentre al successivo riparto del fondo
si provvede con decreto del Ministro dell’interno, sentito il Ministro dell’economia e
delle finanze.
Il comma 2 apporta modifiche all’articolo 1, comma 683, della legge 29 dicembre
2022, n. 197, tenuto conto delle esigenze funzionali delle articolazioni periferiche
del Ministero dell’interno competenti in materia di immigrazione, in particolare
connesse al previsto incremento della attività lavorative conseguente alle procedure
di semplificazione e accelerazione di cui agli articoli 42 – 44 del decreto-legge 21
giugno 2022, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2022, n. 77,
nonché all’esigenza di definire i procedimenti relativi all’emersione del lavoro
irregolare di cui all’art. 103 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito,
con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, ha autorizzato il cennato
Dicastero ad utilizzare, per l’anno 2023, prestazioni di lavoro con contratto a
12
termine, per il tramite di una o più agenzie di somministrazione di lavoro, nel limite
massimo di spesa di euro 37.259.690, da ripartire tra le sedi di servizio interessate.
A tal fine, è stata avviata un’unica procedura negoziata ripartita in due lotti
funzionali - Lotto nr. 1 (nr. 550 risorse per le esigenze delle Questure –
Dipartimento PS) e Lotto nr. 2 (nr. 570 risorse per le esigenze delle Prefetture -
DLCI) – per individuare, mediante conclusione di un Accordo quadro con una sola
Agenzia di somministrazione di lavoro a tempo determinato, che metterà a
disposizione il personale da dislocare presso i suddetti Uffici territoriali, per un
periodo massimo di due mesi per l’anno 2023, con facoltà per l’Amministrazione di
esercitare opzione per l’estensione della durata del suddetto Accordo.
Il solo bimestre di impiego – per l’anno 2023 - dei cennati lavoratori interinali è
dovuto ai tempi tecnici che si sono resi necessari per lo svolgimento della procedura
di gara e per attendere gli esiti del giudizio avviato a seguito di un ricorso presentato
avverso la procedura di gara.
E’ ormai improcrastinabile, infatti, presso gli Sportelli Unici Immigrazione delle
Prefetture e gli Uffici Immigrazione delle Questure la necessità di disporre di
lavoratori in somministrazione per il disbrigo delle numerose pratiche di
competenza, tra le quali si annoverano l’accresciuto numero di fascicoli generati
dal decreto flussi.
Considerata l’esigenza sopra evidenziata di dare effettività alla spesa per l’anno
2023, impegnata solo nell’ultimo scorcio dell’anno per i necessari adempimenti
tecnici procedurali e di contenzioso, e di protrarre, anche per l’intero anno 2024,
l’impiego dei cennati lavoratori interinali, la disposizione in commento, novellando
il comma 683 della legge n. 197/2022, rimodula l’autorizzazione di spesa per il
2023 e prevede uno stanziamento anche per l’intero anno 2024.
Il comma 3 e 4, prevedono in favore dei comuni confinanti con altri Paesi europei
e dei comuni costieri, interessati dai flussi migratori, un contributo straordinario
per l’anno 2023, disponendo a tal fine l’istituzione, nello stato di previsione del
Ministero dell’interno, di un apposito fondo, con una dotazione finanziaria pari a
5.000.000 di euro per il medesimo anno. Con decreto del Ministro dell’interno, di
concerto col Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di
Conferenza Stato-città e autonomie locali, da adottare entro trenta giorni,
l’individuazione dei criteri e delle modalità di corresponsione del contributo
straordinario.
Il comma 5 assicura la funzionalità della rete dei centri di permanenza per i
rimpatri di cui all’articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, fino al
31 dicembre 2023, attraverso la previsione dell’integrazione delle risorse finanziarie
del pertinente capitolo di bilancio 2351 p.g.10, nella misura di euro 7.000.000,00
per l’anno 2023.
Il comma 6 modifica il comma 3 dell’articolo 9-bis della legge 5 febbraio 1992, n.
91. In particolare, la modifica introdotta dalla lettera a) intende assicurare una
maggiore flessibilità nella destinazione delle risorse del capitolo alla realizzazione
degli interventi connessi ai menzionati progetti di collaborazione internazionale,
piuttosto che alla copertura degli oneri istruttori dei procedimenti di competenza
in materia di immigrazione, asilo e cittadinanza e, ciò, al fine di rispondere più
efficacemente al contingente quadro esigenziale. Inoltre, atteso che i fondi di tale
capitolo vengono spesso utilizzati per incrementare quelli, più esigui, del capitolo
2314 p.g. 2, a loro volta destinati a finanziare l’erogazione, su richiesta, di
contributi straordinari in favore di Comuni per fronteggiare le ricorrenti criticità
sociali causate dai fenomeni migratori, la modifica di cui alla lettera b) intende
13
prevedere, tra le finalità di destinazione dei fondi del capitolo 2390 p.g. 2, anche
quelle in materia di interventi assistenziali straordinari e, ciò, al fine di assicurare
la migliore coerenza con il programma delle spese di riferimento.
Il comma 7 prevede, per l’anno 2023, un incremento pari a 1 milione di euro delle
risorse iscritte al menzionato capitolo 2314 p.g. 2., il quale finanzia l’erogazione,
su richiesta, di contributi straordinari in favore di Comuni per fronteggiare esigenze
straordinarie soprattutto connesse ad eventi calamitosi ovvero frequentemente
connesse alla presenza di migranti sui territori locali.
L’intervento normativo di cui al comma 8 assicura al personale in servizio presso
le Prefetture il sollecito pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario
effettuate, entro l’anno 2023, per le accresciute esigenze in materia di immigrazione
e asilo.
Il comma 9 dispone l’autorizzazione di spesa di 180 milioni di euro per l’anno 2023
per consentire il proseguimento delle attività connesse allo stato di emergenza,
relativo all'esigenza di assicurare soccorso e assistenza, nel territorio nazionale,
alla popolazione ucraina in conseguenza della grave crisi internazionale in atto,
dichiarato con delibera del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2022 e
successivamente prorogato da ultimo con delibera del Consiglio dei Ministri del 23
febbraio 2023 fino al 31 dicembre 2023.
Il comma 10 autorizza la spesa di euro 2,2 milioni per l’anno 2024 per l'invio di
militari dell'Arma dei carabinieri ai sensi dell'articolo 158 del decreto legislativo 15
marzo 2010, n. 66, a tutela degli uffici all'estero maggiormente esposti e del relativo
personale in servizio.
Il comma 11 reca la copertura finanziaria degli oneri previsti dalla misura di cui al
comma 10 mentre il comma 12 reca la copertura finanziaria delle restanti
disposizioni con effetti finanziari previste dall’articolo in commento.
ART. 22.
( Modifiche all’articolo 12 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77)
La proposta normativa concorre alla manovra di finanza pubblica attraverso la
semplificazione delle procedure per la gestione informatica dei certificati di nascita
e morte, determinando un efficientamento in termini di tempestività e completezza
della gestione, anche statistica, delle relative informazioni, con conseguenti
risparmi in termini di minori costi organizzativi e finanziari che potranno essere
colti solo a consuntivo.
L’efficientamento opera non solo a livello amministrativo degli enti che producono
tali certificati, ma anche a livello degli utilizzatori, compresi quelli che fruiscono dei
dati per indagini e rilevazioni di tipo statistico.
La norma è necessaria, inoltre, ai fini dell’adozione del decreto previsto dall’art.12,
comma 4 del DL 34/2020 in materia di procedure informatiche per l’acquisizione
dei dati di nascita e dei dati relativi ai decessi della popolazione residente,
consentendo il superamento dell’attuale sistema di raccolta dati basato su
documenti cartacei che comporta oneri rilevanti di tipo finanziari ed organizzativi.
14
Capo V
Disposizioni finanziarie e finali
ART. 23.
(Disposizioni finanziarie]
Relazione illustrativa
Il comma 1 prevede l’istituzione nello stato di previsione del Ministero dell'economia
e delle finanze un Fondo con una dotazione pari a 2.760 milioni di euro per l'anno
2024, 104 milioni di euro per l'anno 2025, 16 milioni di euro per l'anno 2026,
destinato all'attuazione della manovra di bilancio 2024-2026.
Il comma 2 prevede che le risorse di cui all’articolo 119, comma 16-quater, del
decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni in legge 17 luglio
2020, n. 77 sono incrementate di 15.000 milioni di euro per l’anno 2023, al fine di
consentire il perfezionamento delle regolazioni contabili del bilancio dello Stato
delle agevolazioni per i bonus edilizi.
La disposizione al comma 3 è finalizzata ad adeguare le disposizioni normative in
materia di organizzazione delle articolazioni territoriali del MEF. Infatti, il decretolegge 22 aprile 2023, n. 44 all’articolo 20 comma 2-bis lett. b) ha introdotto -
all’articolo 24, comma 1 del D. lgs. n. 300/1999 - la lett. d-bis). Pertanto, tra le
attività attribuite al nuovo Dipartimento della Giustizia tributaria del MEF dal
comma 2 ter del medesimo articolo viene, altresì, prevista “la gestione delle
procedure di acquisizione di beni e servizi connessi al funzionamento delle corti di
giustizia tributaria”. L’attribuzione di tale attività supera pertanto quanto previsto
dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145 all’art. 1 comma 350 lett. a) relativa ai presidi
unitari territoriali per tutte le articolazioni periferiche del Ministero. La disposizione
non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Il comma 4 prevede che il Fondo per l’attuazione degli interventi in materia di
riforma del sistema fiscale di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 30 dicembre
2020, n. 178 è incrementato di 216,1 milioni di euro per l’anno 2024.
Il comma 5 prevede che per l’anno 2024 l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo
27, comma 17, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 è incrementata di 2.540,9 milioni
di euro. La disposizione determina oneri in termini di saldo netto da finanziare pari
a 2.540,9 milioni di euro per l’anno 2023.
Il comma 6 indica gli effetti del ricorso all'indebitamento di cui al comma 7, lettera
q).
Il comma 7 reca le coperture delle misure del decreto aventi effetti sulla finanza
pubblica, ove non già previste dai singoli articoli di riferimento.
Il comma 8 prevede la sostituzione dell'allegato 1 alla legge 29 dicembre 2022, n.
197, con l'allegato 2 annesso al presente decreto.
Il comma 9 prevede che ai fini dell'immediata attuazione delle disposizioni recate
dal presente decreto, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Si prevede altresì
che il Ministero dell'economia e delle finanze, ove necessario, può disporre il ricorso
ad anticipazioni di tesoreria, la cui regolarizzazione è effettuata con l'emissione di
ordini di pagamento sui pertinenti capitoli di spesa.
15
ART. 24.
(Entrata in vigore]
Relazione illustrativa
La disposizione reca l’entrata in vigore del provvedimento

Quı di seguito il Dl: 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
VISTI gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
RITENUTA la straordinaria necessità e urgenza di prevedere misure per esigenze
finanziarie e fiscali indifferibili;
RITENUTA, in particolare, la straordinaria necessità e urgenza di adottare
disposizioni in favore degli enti territoriali, in materia di pensioni e di rinnovo dei
contratti pubblici, in materia di investimenti, istruzione e di sport, nonché in
materia di tutela del lavoro e della sicurezza;
VISTA la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 16
ottobre 2023;
SULLA proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro
dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la pubblica
amministrazione, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, il Ministro
dell’università e della ricerca, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il
Ministro delle imprese e del made in Italy, il Ministro della difesa, il Ministro per lo
sport e i giovani, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro per la
protezione civile e le politiche del mare, il Ministro dell’interno, il Ministro
dell’istruzione e del merito e il Ministro della Salute;
EMANA
il seguente decreto-legge:
2
Capo I
Misure in materia di pensioni, rinnovo dei contratti pubblici e disposizioni
fiscali
ART. 1.
(Anticipo conguaglio di perequazione nell’anno 2023)
1. Al fine di contrastare gli effetti negativi dell'inflazione per l'anno 2023 e sostenere
il potere di acquisto delle prestazioni pensionistiche, in via eccezionale il conguaglio
per il calcolo della perequazione delle pensioni, di cui all'articolo 24, comma 5, della
legge 28 febbraio 1986, n. 41, per l'anno 2022 è anticipato al 1° dicembre 2023.
2. Agli oneri derivanti dal comma 1, valutati in 2.038 milioni di euro per l'anno
2023 e 566 milioni di euro per l'anno 2024, si provvede quanto a 566 milioni di
euro per l'anno 2023 e 566 milioni di euro per l'anno 2024 mediante
rispettivamente le maggiori entrate per l’anno 2023 e quota parte delle minori spese
per l’anno 2024 derivanti dal comma 1 e quanto a 1.472 milioni di euro per l'anno
2023 ai sensi dell'articolo 23.
ART. 2.
(Campagna reddituale)
1. Il recupero delle prestazioni indebite correlate alla campagna di verifica
reddituale, di cui all'articolo 13, comma 2, della legge 30 dicembre 1991, n. 412,
relative al periodo d'imposta 2021, nonché' alle verifiche di cui all'articolo 35,
comma 10-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, relative al periodo di imposta
2020, è avviato entro il 31 dicembre 2024.
ART. 3.
(Anticipo rinnovo contratti pubblici)
1. Nelle more della definizione del quadro finanziario complessivo relativo ai rinnovi
contrattuali per il triennio 2022-2024, per il personale con contratto di lavoro a
tempo indeterminato dipendente dalle amministrazioni statali, in via eccezionale,
l’emolumento di cui all’articolo 1, comma 609, secondo periodo, della legge 30
dicembre 2021, n. 234, nel mese di dicembre 2023 è incrementato, a valere sul
2024, di un importo pari a 6,7 volte il relativo valore annuale attualmente erogato,
salvi eventuali successivi conguagli. Il predetto incremento non rileva ai fini
dell’attribuzione del beneficio di cui all’articolo 1, comma 281, della legge 29
dicembre 2022, n. 197, come modificato dall’articolo 39 del decreto-legge 4 maggio
2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85.
2. Agli oneri derivanti dal comma 1, valutati in 2.000 milioni di euro per l’anno
2023, si provvede ai sensi dell’articolo 23.
3.Le amministrazioni di cui all’articolo 48, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165 possono erogare al proprio personale dipendente a tempo
indeterminato l’incremento di cui al comma 1 con le modalità e nella misura di cui
al medesimo comma 1 con oneri a carico dei propri bilanci.
3
ART. 4.
(Rinvio del versamento della seconda rata di acconto delle imposte dirette)
1.Per il solo periodo d’imposta 2023, le persone fisiche titolari di partita IVA che
nel periodo d’imposta precedente dichiarano ricavi o compensi di ammontare non
superiore a centosettantamila euro, effettuano il versamento della seconda rata di
acconto dovuto in base alla dichiarazione dei redditi, con esclusione dei contributi
previdenziali e assistenziali e dei premi assicurativi INAIL, entro il 16 gennaio
dell’anno successivo, oppure in cinque rate mensili di pari importo, a decorrere dal
mese di gennaio, aventi scadenza il giorno 16 di ciascun mese. Sulle rate successive
alla prima sono dovuti gli interessi di cui all’articolo 20, comma 2, del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
2. Alle minori entrate derivanti dal comma 1, valutate in 2.540,9 milioni di euro
per l’anno 2023 si provvede ai sensi dell’articolo 23
ART. 5.
(Disposizioni urgenti in tema di procedure di riversamento del credito
d'imposta per attività di ricerca e sviluppo)
1. All'articolo 5 del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2021, n. 215, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al comma 9:
1) al primo periodo, le parole: «entro il 30 novembre 2023» sono sostituite dalle
seguenti: «entro il 30 giugno 2024»;
2) il secondo periodo è sostituito dal seguente: «Il contenuto e le modalità di
trasmissione del modello di comunicazione per la richiesta di applicazione della
procedura sono definiti con uno o più provvedimenti del direttore dell'Agenzia delle
entrate.»;
b) al comma 10:
1) le parole: «entro il 16 dicembre 2023», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle
seguenti: «entro il 16 dicembre 2024»;
2) al secondo periodo, le parole: «entro il 16 dicembre 2024 e il 16 dicembre 2025»
sono sostituite dalle seguenti: «entro il 16 dicembre 2025 e il 16 dicembre 2026»;
3) al terzo periodo, le parole «a decorrere dal 17 dicembre 2023» sono sostituite
dalle seguenti: «a decorrere dal 17 dicembre 2024»;
c) al comma 11, secondo periodo, le parole: «17 dicembre 2023» sono sostituite
dalle seguenti: «17 dicembre 2024»;
d) al comma 12, dopo le parole: «al comma 10» è inserito il seguente periodo: «In
deroga all’articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, il termine di
decadenza per l’emissione degli atti di recupero, ovvero di ogni altro provvedimento
impositivo, è prorogato di un anno con riferimento ai crediti d’imposta di cui al
comma 7, utilizzati negli anni 2016 e 2017».
2. Alle minori entrate derivanti dal presente articolo, pari a 33 milioni di euro per
l’anno 2023, 10,7 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025 si provvede
ai sensi dell’articolo 23.
ART. 6.
(Modifiche all’articolo 4 del decreto-legge 28 luglio 2023, n. 98, convertito,
4
con modificazioni, dalla legge 18 settembre 2023, n. 127)
1. Ai soli fini della determinazione del contributo di solidarietà temporaneo, per il
2023, di cui ai commi da 115 a 119 dell’articolo 1 della legge 29 dicembre 2022, n.
197, non concorrono alla determinazione del reddito complessivo relativo al periodo
di imposta antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2023 gli utilizzi di riserve del
patrimonio netto accantonate in sospensione d’imposta o vincolate a copertura
delle eccedenze dedotte ai sensi dell’articolo 109, comma 4, lettera b), del testo
unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, nel testo previgente alle modifiche apportate dall’articolo 1,
comma 33, lettera q), della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nel limite del 30 per
cento del complesso delle medesime riserve risultanti al termine dell’esercizio
antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2022.
2. Nel caso di esclusione degli utilizzi di riserve del patrimonio netto dal reddito
complessivo relativo al periodo di imposta antecedente a quello in corso al 1°
gennaio 2023 devono parimenti essere esclusi dal calcolo della media dei redditi
complessivi conseguiti nei quattro periodi di imposta antecedenti a quello in corso
al 1° gennaio 2022 gli utilizzi di riserve del patrimonio netto che hanno concorso al
reddito nei suddetti quattro periodi di imposta, sino a concorrenza dell’esclusione
operata nel periodo di imposta antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2023.
3. L’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 28 luglio 2023, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 18 settembre 2023, n. 127, è abrogato.
4. Non si fa luogo, in ogni caso, a restituzione delle somme già versate, che
rimangono acquisite al bilancio dello Stato.
5. Per il solo anno 2024 è istituito un contributo di solidarietà, a carico dei soggetti
che si avvalgono delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo, di
ammontare pari al beneficio che si ottiene per effetto dell’applicazione dei citati
commi 1 e 2, da versarsi in due rate di pari importo entro il 30 maggio e il 30
ottobre 2024.
ART. 7.
(Misure in materia di riduzione delle accise sui prodotti energetici)
1. All’articolo 1, comma 291, della legge 24 dicembre 2007 n. 244 le parole
«precedente bimestre» sono sostituite dalle seguenti: «mese precedente» e la parola
«quadrimestre» è sostituita dalla seguente «bimestre».
ART. 8.
(Proroga di termini per la restituzione del gas stoccato dal GSE ai sensi
dell’articolo 5-bis del decreto-legge 7 maggio 2022, n. 50)
1. All’articolo 5-bis del decreto-legge 7 maggio 2022, n. 50, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2022, n. 91, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al comma 1, le parole “10 novembre 2023” sono sostituite dalle seguenti: “15
settembre 2024”;
b) al comma 4:
1) al primo periodo, le parole “20 novembre 2023” sono sostituite dalle seguenti:
“30 novembre 2024”.
5
2. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 4.000 milioni di euro per l’anno
2023 in termini di saldo netto da finanziare, si provvede ai sensi dell’articolo 23.
Capo II
Misure in favore degli enti territoriali
ART. 9.
(Disposizioni in favore delle Regioni e delle Province autonome di Trento e
Bolzano)
1. In attuazione del punto 9 dell’Accordo in materia di finanza pubblica, sottoscritto
in data16 ottobre 2023 tra il Ministro dell’economia e delle finanze e il Presidente
della Regione siciliana, è riconosciuto in favore della Regione siciliana l’importo di
300 milioni di euro per l’anno 2023 a titolo di concorso all’onere derivante
dall’innalzamento della quota di compartecipazione regionale alla spesa sanitaria
al 49,11 per cento di cui all’articolo 1, comma 830, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296. All’onere derivante dal presente comma, pari a 300 milioni di euro per
l’anno 2023, si provvede ai sensi dell’articolo 23.
2. All’articolo 1 della legge 29 dicembre 2022, n. 197, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) il comma 841 è sostituito dal seguente: «841. In attuazione dei princìpi
dell'equilibrio e della sana gestione finanziaria del bilancio, della responsabilità
nell'esercizio del mandato elettivo e della responsabilità intergenerazionale, ai sensi
degli articoli 81 e 97 della Costituzione, a decorrere dall'esercizio 2023, la Regione
siciliana è autorizzata a ripianare entro il limite massimo di otto anni il disavanzo
relativo all'esercizio 2018 e le relative quote di disavanzo non recuperate alla data
del 31 dicembre 2022, secondo le modalità definite con l’accordo tra il Ministro
dell’economia e delle finanze e il Presidente della Regione siciliana sottoscritto in
data16 ottobre 2023;
b) al comma 842, le parole: «ridetermina le quote costanti del disavanzo relativo
all'esercizio 2018 da recuperare annualmente entro l'esercizio 2032» sono sostituite
dalle seguenti: «ridetermina le quote costanti del disavanzo relativo all'esercizio
2018 da recuperare annualmente entro l'esercizio 2030»;
c) il comma 843 è sostituito dal seguente: «843. In caso di mancato rispetto da
parte della Regione degli specifici impegni derivanti dall’accordo di cui al comma
841, viene meno il regime di ripiano pluriennale secondo le modalità individuate
dal medesimo accordo e trova applicazione il regime ordinario di ripiano previsto
dall’articolo 42 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 dall’esercizio in cui è
accertato il mancato rispetto degli impegni assunti ovvero dall’esercizio
immediatamente successivo se l’accertamento interviene dopo il termine previsto
per la deliberazione delle necessarie variazioni di bilancio.».
d) i commi 844 e 845 sono abrogati.
3. Al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972,
n. 670, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera f), dell’articolo 75, le parole: «, nonché i nove decimi delle
accise sugli altri prodotti energetici ivi consumati» sono soppresse;
6
b) dopo il comma 1, dell’articolo 75 è aggiunto il seguente: «1-bis. Nelle quote di cui
al comma 1, lettera g), non è compresa l’accisa sui prodotti petroliferi di cui al
comma 1, lettera f) utilizzati come combustibili per riscaldamento».
c) al comma 4-bis dell’articolo 79, il secondo periodo è sostituito dai seguenti: «Per
l’anno 2022 il contributo previsto dal periodo precedente è pari a 713,71 milioni di
euro. A decorrere dall’anno 2023 il predetto contributo annuo è pari a 688,71
milioni di euro»;
d) al comma 4-ter dell’articolo 79, le parole: «713,71 milioni di euro» sono sostituite
dalle seguenti «688,71 milioni di euro».
4. Le disposizioni recate dal comma 3 del presente articolo sono approvate ai sensi
e per gli effetti dell’articolo 104 del decreto del Presidente della Repubblica 31
agosto 1972, n. 670.
5. In attuazione dei punti 1 e 2 dell’Accordo in materia di finanza pubblica tra il
Ministro dell’economia e delle finanze, il Presidente della Regione Trentino Alto
Adige e i Presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano del 25 settembre
2023, è riconosciuto in favore di ciascuna Provincia autonoma l’importo di 40
milioni di euro per l’anno 2023 in relazione alle minori entrate attribuite per gli
anni dal 2010 al 2022 a titolo di compartecipazione al gettito delle accise sui
prodotti energetici ad uso riscaldamento di cui all’articolo 75, comma 1, lettera f),
del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n.
670, al netto dei trasferimenti statali per leggi di settore in applicazione dell’articolo
2, comma 109, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
6. In attuazione del punto 6 dell’accordo in materia di finanza pubblica tra il
Ministro dell’economia e delle finanze, il Presidente della Regione Trentino Alto
Adige e i Presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano del 25 settembre
2023, è attribuito alla Provincia autonoma di Bolzano nel 2024 l’importo di euro
24,061 milioni a titolo di compensazione del minor rimborso degli oneri derivanti
dalla Convenzione con la RAI del 31 dicembre 2012, riconosciuto dallo Stato per
gli anni 2013-2015 ai sensi dell’articolo 45, commi 3-bis e 3-ter, del decreto
legislativo 31 luglio 2005, n. 177.
7. Agli oneri di cui ai commi 3, 5 e 6, pari a 105 milioni di euro per il 2023, 49,061
milioni nel 2024 e 25 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2025, si provvede
ai sensi dell’articolo 23.
8. Nell’anno 2023, il gettito derivante dalla massimizzazione delle aliquote di cui
all’articolo 2, comma 80, primo periodo, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, può
essere destinato, qualora ricorrano le condizioni di cui al secondo o al terzo periodo
del medesimo comma, anche alla copertura del disavanzo di amministrazione
diverso da quello sanitario.
9. Tenuto conto della legislazione vigente in materia di garanzia degli equilibri di
bilancio sanitario, le regioni determinano il finanziamento degli enti dei propri
Servizi sanitari regionali, assegnando le relative quote con uno o più atti, ivi
comprese eventuali rimodulazioni del finanziamento fra gli enti stessi, allo scopo di
favorirne l’equilibrio di bilancio e ai fini del generale equilibrio del bilancio
consolidato del Servizio sanitario regionale.
10. Alla regione Molise è assegnato per l’anno 2023 un contributo di 40 milioni di
euro vincolato alla riduzione del disavanzo di amministrazione.
11. Al fine di concorrere agli oneri sostenuti dalle Regioni per l’esercizio della
funzione di concessione degli indennizzi in favore dei soggetti danneggiati da
complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e
somministrazioni di emoderivati di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, trasferita
7
alle stesse Regioni in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, il
fondo di cui all’articolo 1, comma 821, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 è
incrementato di 50 milioni di euro per l’anno 2023. Il fondo è ripartito tra le Regioni
interessate con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con
il Ministro della salute, previa intesa in Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base di una
proposta formulata dalle Regioni in sede di auto-coordinamento tenendo conto del
fabbisogno derivante dagli indennizzi corrisposti.
12. Agli oneri derivanti dai commi 10 e 11, pari complessivamente a 90 milioni di
euro per l’anno 2023 si provvede ai sensi dell’articolo 23.
ART. 10.
(Trasporto pubblico locale)
1. Per il rifinanziamento del Fondo di cui all’articolo 200, comma 1, del decreto legge
19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n.
77 è autorizzata la spesa di 500 milioni di euro per l’anno 2023, che costituisce
limite massimo di spesa, al fine di contribuire a compensare in via definitiva la
riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri nel periodo dal 1° gennaio 2021 al
31 marzo 2022 e conseguente alle limitazioni alla capienza massima dei mezzi adibiti
ai servizi di trasporto pubblico disposte in relazione all'emergenza sanitaria da
COVID-19. Le risorse di cui al primo periodo sono ripartite entro trenta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente disposizione, considerando unitariamente
l’intero periodo, sulla base dei criteri stabiliti con il decreto di cui al comma 2 del
citato articolo 200 tenendo conto dei contributi già assegnati a titolo di anticipazione
e assicurando una compensazione uniforme in misura percentuale ai soggetti ivi
previsti. Le eventuali regolazioni finanziarie tra le regioni, proporzionalmente alle
effettive riduzioni dei ricavi subite nel periodo considerato, sono operate anche
utilizzando, a tal fine, le risorse di cui all’articolo 200, comma 2-bis, del decretolegge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio
2020, n. 77, non ancora ripartite e con le modalità ivi previste.
2.Per far fronte alle esigenze emerse in corso d'anno, il fondo di cui all'articolo 4,
comma 1, del decreto-legge 14 gennaio 2023, n. 5, convertito, con modificazioni,
dalla legge 10 marzo 2023, n. 23 è incrementato di 35 milioni di euro per l'anno
2023.
3. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 535 milioni di euro per l’anno
2023 si provvede ai sensi dell’articolo 23.
Capo III
Misure in materia di investimenti e in materia di sport
ART. 11.
(Edilizia universitaria)
1. Al fine di sostenere gli studenti della formazione superiore, nonché di
incrementare la disponibilità di alloggi e posti letto per gli studenti fuori sede
mediante l'acquisizione del diritto di proprietà o, comunque, l'instaurazione di un
rapporto di locazione o altra forma di godimento a lungo termine o il rinnovo a
lungo termine di contratti di locazione già in essere da parte di soggetti pubblici e
8
privati in relazione ad immobili adibiti a residenze universitarie, in considerazione
della rimodulazione del target M4C1-28 - Riforma 1.7 del Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza, nello stato di previsione del Ministero dell'università e della
ricerca è istituito un Fondo finalizzato alla corresponsione di tutti gli importi dovuti
a titolo di co-finanziamento nell’ambito delle procedure amministrative ai sensi
dell’articolo 1, comma 4-ter, e dell’articolo 1-bis, della legge 14 novembre 2000, n.
338. con una dotazione di euro 96.570.000 per l’anno 2023, euro 13.349.000 per
ciascuno degli anni dal 2024 al 2032, euro 11.370.000 per l’anno 2033, euro
6.387.000 per l’anno 2034, euro 6.256.000 per l’anno 2035, euro 4.962.000 per
l’anno 2036, euro 4.438.000 per l’anno 2037, euro 2.501.000 per l’anno 2038, euro
2.186.000 per l’anno 2039, euro 1.809.000 per l’anno 2040, euro 1.540.000 per
l’anno 2041, euro 570.000 per ciascuno degli anni dal 2042 al 2043, euro 487.000
per ciascuno degli anni dal 2044 al 2046, euro 308.000 per l’anno 2047, euro
129.000 per ciascuno degli anni dal 2048 al 2053. Ai relativi oneri si provvede per
ciascuno degli anni dal 2023 al 2026 ai sensi dell’articolo 23 e, per gli anni dal
2027 al 2053, mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo per
interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del
decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge
27 dicembre 2004, n. 307.
2.Le procedure amministrative relative agli interventi di cui al comma 1, già
concluse, ovvero ancora in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto
legge, nonché i connessi pagamenti, conservano piena validità ed efficacia ad ogni
effetto di legge.
3.Il Ministero dell’Università e della ricerca, entro il 30 giugno 2026, effettua il
monitoraggio degli interventi di cui al comma 1, tenendo conto della quota di alloggi
eventualmente riconosciuti ammissibili, da parte della Commissione europea, ai
fini del conseguimento del citato target M4C1-28 - Riforma 1.7 del Piano Nazionale
di Ripresa e Resilienza, dandone comunicazione al Ministero dell’economia e delle
finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.
ART. 12.
(Anticipo investimenti FS)
1. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 396, della legge 30 dicembre
2021, n. 234 è incrementata di 1.000 milioni di euro per l’anno 2023.
2. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari 1.000 milioni di euro per l’anno 2023 si
provvede ai sensi dell’articolo 23.
ART. 13.
(Investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese)
1.Al fine di assicurare continuità alle misure di sostegno agli investimenti
produttivi delle micro, piccole e medie imprese attuati ai sensi dell'articolo 2 del
decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
agosto 2013, n. 98, è autorizzata la somma di 50 milioni di euro per l’anno 2023.
Agli oneri di cui al primo periodo si provvede ai sensi dell’articolo 23.
ART. 14.
9
(Rifinanziamento Fondo di cui articolo 7-bis, comma 3, del decreto-legge 16
giugno 2022 n. 68 convertito con modificazioni dalla legge 5 agosto 2022
n. 108)
1. Il Fondo di cui all’articolo 7-bis, comma 3 del decreto-legge 16 giugno 2022, n.
68 convertito con modificazioni dalla legge 5 agosto 2022, n. 108 è incrementato di
150 milioni di euro per l’anno 2023. Ai relativi oneri si provvede ai sensi dell’articolo
23.
ART. 15.
(Anticipo difesa)
1.Al fine di accelerare la realizzazione dei programmi di ammodernamento e
rinnovamento destinati alla difesa nazionale, l’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 4 comma 3 della legge 7 agosto 1997, n. 266 è rifinanziata di 326 milioni
di euro per l’esercizio 2023. Ai relativi oneri si provvede ai sensi dell’articolo 23.
ART. 16.
(Misure in materia di sport)
1. Per le attività connesse alla preparazione olimpica e al supporto della delegazione
italiana per i Giochi Olimpici di Parigi 2024, il contributo assegnato al Comitato
Olimpico nazionale italiano (CONI) ai sensi dell’articolo 1, comma 630, secondo
periodo, della legge 30 dicembre 2018, n.145, è incrementato di 10 milioni di euro
nell’anno 2023. Per le attività connesse alla preparazione paralimpica e al supporto
della delegazione italiana per i Giochi Paralimpici di Parigi 2024, il contributo
assegnato al Comitato italiano Paralimpico (CIP), di cui al decreto legislativo 27
febbraio 2017, n. 43, è incrementato di 3 milioni di euro nell’anno 2023. Al relativo
onere si provvede ai sensi dell’articolo 23.
2. Al fine di assicurare il completamento della realizzazione di un Velodromo nel
comune di Spresiano, di cui all’articolo 2, commi 272 e 273, della legge 24 dicembre
2007 n. 244, è disposto un contributo di euro 8 milioni per l’anno 2023 in favore
della Federazione ciclistica italiana. Per le finalità di cui al presente comma il
Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri procede
all’aggiornamento dell’accordo di programma quadro di cui all’articolo 1, comma
273, della legge 24 dicembre 2007 n. 244.
3. Agli oneri derivanti dal comma 2, pari a 8 milioni di euro per l’anno 2023, si
provvede mediante corrispondente versamento all'entrata del bilancio dello Stato
da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri a valere sulle risorse affluite sul
proprio bilancio autonomo per effetto dell'articolo 10, comma 3, del decreto-legge
25 maggio 2021, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 23 luglio 2021, n.
106. Alla compensazione degli effetti finanziari in termini di fabbisogno e di
indebitamento netto, derivanti dal primo periodo, pari a 8 milioni di euro per l’anno
2023, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo per la
compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente
conseguenti all'attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all'articolo 6, comma
2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla
legge 4 dicembre 2008, n. 189.
10
Capo IV
Misure in materia di lavoro, istruzione e sicurezza
ART. 17.
(Fondo nazionale delle politiche sociali)
1. Lo stanziamento del Fondo nazionale per le politiche sociali, di cui all'articolo
20, comma 8, della legge 8 novembre 2000, n. 328, è incrementato di 10 milioni di
euro per l’anno 2023.
2. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 10 milioni di euro per l’anno 2023 si
provvede ai sensi dell’articolo 23.
ART. 18.
(Disposizioni inerenti ai lavoratori a tempo parziale ciclico)
1. La disposizione di cui all’articolo 2-bis, comma 1, del decreto-legge 17 maggio
2022, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2022, n. 91, nella
parte in cui prevede il riconoscimento, per l’anno 2022, di un’indennità una tantum
a favore dei lavoratori dipendenti di aziende private titolari di un contratto di lavoro
a tempo parziale ciclico verticale nell’anno 2021, si intende riferita ai lavoratori
dipendenti di aziende private titolari di un rapporto di lavoro a tempo parziale che
prevede periodi non interamente lavorati di almeno un mese in via continuativa, e
complessivamente non inferiori a sette settimane e non superiori a venti settimane,
dovuti a sospensione ciclica della prestazione lavorativa.
2. Per l’anno 2023, ai lavoratori dipendenti di aziende private titolari di un contratto
di lavoro a tempo parziale ciclico nell’anno 2022, che preveda periodi non
interamente lavorati di almeno un mese in via continuativa, e complessivamente
non inferiori a sette settimane e non superiori a venti settimane, dovuti a
sospensione ciclica della prestazione lavorativa e che, alla data della domanda, non
siano titolari di altro rapporto di lavoro dipendente ovvero percettori della Nuova
prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI) o di un trattamento
pensionistico, è attribuita un’indennità una tantum pari a 550 euro. L’indennità
può essere riconosciuta solo una volta al medesimo lavoratore.
3. L’indennità di cui al comma 2 non concorre alla formazione del reddito ai sensi
del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. L’indennità è erogata dall'Istituto nazionale
della previdenza sociale (INPS), nel limite di spesa complessivo di 30 milioni di euro
per l’anno 2023. L'INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa e
comunica i risultati di tale attività al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e
al Ministero dell’economia e delle finanze. Qualora dal predetto monitoraggio
emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al predetto
limite di spesa, non sono adottati altri provvedimenti di concessione dell’indennità.
4. Agli oneri derivanti dal comma 3, pari a 30 milioni di euro per l’anno 2023, si
provvede a valere sul Fondo di cui all’articolo 1, comma 971, della legge 30
dicembre 2021, n. 234.
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ART. 19.
(Modifiche all’articolo 1, comma 313,
della legge 29 dicembre 2022, n. 197)
1. All’articolo 1, comma 313, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 sono apportate
le seguenti modifiche:
a) al terzo periodo le parole “31 ottobre 2023” sono sostituite da “30 novembre
2023;
b) il quarto periodo è sostituito dal seguente: “Decorso tale termine in assenza
della suddetta comunicazione, l'erogazione è sospesa.”;
c) dopo il quarto periodo è aggiunto il seguente: “Il limite temporale di cui al
primo periodo, nelle more della presa in carico di cui al presente comma, non
si applica ai nuclei familiari che in ragione della loro caratteristiche sono
stati comunque trasmessi ai servizi sociali per la presa in carico tramite la
piattaforma di cui all’articolo 6, comma 3, del decreto-legge 28 gennaio 2019,
n. 4 convertito con modificazioni dalla legge. 28 marzo 2019, n. 26, fermo
restando la comunicazione della effettiva presa in carico entro il predetto
termine del 30 novembre 2023”.
ART. 20.
(Misure per le scuole dell’infanzia paritarie)
1.Il contributo alle scuole dell’infanzia paritarie, di cui all’articolo 1, comma 328
della legge 30 dicembre 2021, n. 234, è incrementato per l’anno 2023 di euro 50
milioni. Ai relativi oneri si provvede ai sensi dell’articolo 23.
ART. 21.
(Misure in materia di immigrazione, sicurezza e per prosecuzione delle
attività emergenziali connesse alla crisi ucraina]
1. Per il finanziamento delle misure urgenti connesse all’accoglienza dei migranti,
anche a sostegno dei comuni interessati nonché in favore dei minori non
accompagnanti è istituito, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, un
fondo con una dotazione di euro 46,859 milioni per l’anno 2023. I criteri e le
modalità di riparto delle risorse di cui al presente comma sono stabiliti, anche ai
fini del rispetto del limite di spesa previsto, con decreto del Ministro dell’interno, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di
Conferenza Stato-città e autonomie locali, da emanare entro trenta giorni dalla data
di entrata in vigore della presente disposizione. Al successivo riparto del fondo di
cui al primo periodo si provvede con decreto del Ministro dell’interno, sentito il
Ministro dell’economia e delle finanze.
2. All'articolo 1, comma 683 della legge 29 dicembre 2022, n. 197 sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) le parole “per l’anno 2023” sono sostituite dalle seguenti: “per gli anni 2023
e 2024”;
b) le parole “nel limite massimo di euro 37.259.690” sono sostituite dalle
seguenti: “nel limite massimo di euro 51.886.624, di cui euro 7.400.624 per l’anno
2023 ed euro 44.486.000 per l’anno 2024”.
12
3.In favore dei comuni di confine con altri Paesi europei e dei comuni costieri,
interessati dai flussi migratori, è riconosciuto un contributo straordinario per
l’anno 2023. A tal fine, nello stato di previsione del Ministero dell’interno è istituito
un fondo con una dotazione pari a 5.000.000 di euro per l’anno 2023.
4. I criteri e le modalità di concessione del contribuito di cui al comma 3 sono
stabiliti, anche ai fini del rispetto del limite di spesa di cui al medesimo comma 3,
con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città e autonomie locali, da
emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione.
5. Al fine di assicurare la funzionalità della rete dei centri di permanenza per i
rimpatri di cui all’articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e
l’effettività delle espulsioni degli stranieri irregolarmente presenti nel territorio
nazionale, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 19, comma 3, del decretolegge 17 febbraio 2017, n. 13, convertito con modificazioni dalla legge 13 aprile
2017, n. 46, è incrementata di euro 7.000.000 per l’anno 2023.
6.Alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, all’articolo 9-bis, comma 3, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) le parole “, per la metà,” e “, per l’altra metà,” sono soppresse;
b) dopo le parole “in materia di immigrazione, asilo e cittadinanza” sono inserite
le seguenti: “e ad interventi assistenziali straordinari”.
7. Per le emergenze assistenziali straordinarie di primo soccorso è autorizzata la
spesa di euro 1.000.000 per l’anno 2023.
8. Alla legge 28 dicembre 2015, n. 208, all’articolo 1, al comma 600, dopo le parole
“corresponsione dei compensi per prestazioni di lavoro straordinario del personale
del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’interno” sono
inserite le seguenti “e delle Prefetture – Uffici territoriali del Governo.
9. Al fine del proseguimento delle attività connesse allo stato di emergenza, relativo
all'esigenza di assicurare soccorso e assistenza, nel territorio nazionale, alla
popolazione ucraina in conseguenza della grave crisi internazionale in atto,
dichiarato con delibera del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2022 e
successivamente prorogato da ultimo con delibera del Consiglio dei Ministri del 23
febbraio 2023 fino al 31 dicembre 2023, è autorizzata la spesa di 180 milioni di
euro per l’anno 2023.
10. All’articolo 4, comma 2, del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, convertito,
con modificazioni, dalla legge 5 aprile 2022, n. 28, dopo le parole “2022 e 2023”
sono aggiunte le seguenti “e di 2,2 milioni di euro per l’anno 2024”.
11. Agli oneri derivanti dal comma 10, pari a euro 2,2 milioni per l’anno 2024, si
provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del
fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2023-2025,
nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da
ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per
l'anno 2023, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al
Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
12. Agli oneri derivanti dai commi 1, 2,3, 5, 7, 9 pari a euro 239,859 milioni di euro
per l’anno 2023 ed euro 44,486 milioni per il 2024 si provvede:
a) quanto a euro 29,859 milioni di euro per l’anno 2023, mediante utilizzo di quota
parte delle risorse rinvenienti dalle modifiche di cui alla lettera b) del comma 2;
b) quanto a 210 milioni di euro per l’anno 2023 e 44,486 milioni per l’anno 2024
ai sensi dell’articolo 23.
13
ART. 22.
( Modifiche all’articolo 12 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77)
1.All’articolo 12 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) il comma 3, è sostituito dal seguente:
“3. Il Sistema Tessera Sanitaria rende immediatamente disponibili i dati di cui
al comma 1:
a) all'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), per le finalità di
cui all'articolo 62, comma 2-bis, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,
recante Codice dell'amministrazione digitale;
b) ai Comuni, per il tramite della posta elettronica certificata (PEC), disponibile
nell’Indice dei domicili digitali delle pubbliche amministrazioni e dei gestori
di pubblici servizi (IPA), di cui all’articolo 6-ter del decreto legislativo 7
marzo 2005, n. 82, recante Codice dell'amministrazione digitale, nelle more
della messa a disposizione dei servizi di ANPR relativi all’informatizzazione
dei registri dello stato civile;
c) all'Anagrafe nazionale degli assistiti (ANA) per tutti i soggetti, non registrati
in ANPR, che hanno usufruito di prestazioni sanitarie erogate nell’ambito
del Servizio sanitario nazionale, che non rientrano tra i soggetti definiti
all’articolo 2, comma 1, punti b) e c) del DPCM 1°giugno 2022, concernente
l'Istituzione della medesima ANA;
d) all’ISTAT.”
b) dopo il comma 3, è aggiunto il seguente comma:
“3-bis. Il Sistema Tessera Sanitaria, per consentire agli operatori sanitari
l’eventuale consultazione dei dati inseriti ai fini della rettifica degli stessi,
memorizza temporaneamente per un mese e rende immediatamente
disponibili le eventuali relative rettifiche ai soggetti di cui al comma 3.”
Capo V
Disposizioni finanziarie e finali
ART. 23.
(Disposizioni finanziarie]
1. Nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze è istituito un Fondo con una
dotazione pari a 2.760 milioni di euro per l'anno 2024, 104 milioni di euro per l'anno 2025 e 16 milioni
di euro per l'anno 2026, destinato all'attuazione della manovra di bilancio 2024-2026. Ai relativi oneri
si provvede ai sensi del comma 7.
2. Al fine di consentire il perfezionamento delle regolazioni contabili del bilancio dello Stato delle
agevolazioni per i bonus edilizi le risorse di cui all’articolo 119, comma 16-quater, del decreto-legge
14
19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni in legge 17 luglio 2020, n. 77 sono incrementate
di 15.000 milioni di euro per l’anno 2023. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 15.000
milioni di euro per l’anno 2023, in termini di saldo netto da finanziare, si provvede ai sensi del comma
7.
3. All’articolo 1, comma 350, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, la lettera a) è abrogata.
4. Il Fondo per l’attuazione degli interventi in materia di riforma del sistema fiscale di cui all’articolo
1, comma 2, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 è incrementato di 216,1 milioni di euro per l’anno
2024. Al relativo onere si provvede ai sensi del comma 7.
5. Per l’anno 2024 l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 27, comma 17, del decreto-legge 19
maggio 2020, n. 34 convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 è incrementata di
2.540,9 milioni di euro. Agli oneri derivanti dal presente comma pari a 2.540,9 milioni di euro per
l’anno 2024, in termini di saldo netto da finanziare, si provvede ai sensi del comma 7.
6. Gli interessi passivi sui titoli del debito pubblico derivanti dagli effetti del ricorso all'indebitamento
di cui al comma 7, lettera q), sono valutati in 21 milioni di euro per l'anno 2024, 65 milioni di euro
per l'anno 2025, 105,3 milioni di euro per l'anno 2026, 113,2 milioni di euro per l'anno 2027, 116,5
milioni di euro per l'anno 2028, 128,1 milioni di euro per l'anno 2029, 135,1 milioni di euro per l'anno
2030, 142,6 milioni di euro per l'anno 2031, 151,3 milioni di euro per l'anno 2032, 159,8 milioni di
euro per l'anno 2033, 173,2 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2035, che aumentano, ai fini
della compensazione degli effetti in termini di indebitamento netto, a 25 milioni di euro per l'anno
2024, 73 milioni di euro per l'anno 2025, 120,5 milioni di euro per l'anno 2027, 128,2 milioni di euro
per l'anno 2028, 137,2 milioni di euro per l'anno 2029, 146,7 milioni di euro per l'anno 2030, 155,9
milioni di euro per l'anno 2031, 165,2 milioni di euro per l'anno 2032, 174 milioni di euro per l'anno
2033, 183,7 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2035. Ai relativi oneri si provvede ai sensi
del comma 7.
7. Agli oneri derivanti dagli articoli 1, 3, 4, 5, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 20, 21 e dai
commi 1, 2, 4, 5 e 6 del presente articolo, determinati in 27.981,47 milioni di euro per l'anno 2023,
5.655,596 milioni di euro per l'anno 2024, 218,049 milioni di euro per l'anno 2025, 159,664 milioni
di euro per l'anno 2026, 138,18 milioni di euro per l'anno 2027, 141,451 milioni di euro per l'anno
2028, 153,063 milioni di euro per l'anno 2029, 160,096 milioni di euro per l'anno 2030, 167,62 milioni
di euro per l'anno 2031, 176,288 milioni di euro per l'anno 2032, 184,793 milioni di euro per l'anno
2033 e 198,204 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2034, che aumentano, ai fini della
compensazione degli effetti in termini di indebitamento netto, a 226,049 milioni di euro per l'anno
2025, 145,54 milioni di euro per l'anno 2027, 153,227 milioni di euro per l'anno 2028, 162,222 milioni
di euro per l'anno 2029, 171,708 milioni di euro per l'anno 2030, 180,867 milioni di euro per l'anno
2031, 190,19 milioni di euro per l'anno 2032, 199,022 milioni di euro per l'anno 2033 e 208,672
milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2034, si provvede:
a) quanto a 3.134,8 milioni di euro per l'anno 2023, mediante corrispondente riduzione degli
stanziamenti, di competenza e di cassa, delle missioni e dei programmi per gli importi indicati
nell'allegato 1 al presente decreto;
b) quanto a 350 milioni di euro per l'anno 2023, mediante corrispondente riduzione, in relazione alle
risultanze emerse dall'attività di monitoraggio a tutto il 30 settembre 2023, delle risorse finanziarie
iscritte in bilancio ai sensi dell'articolo 6, comma 8, del decreto legislativo 29 dicembre 2021, n. 230;
15
c) quanto a 258 milioni di euro per l'anno 2023, mediante corrispondente riduzione
dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 12, comma 1, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26;
d) quanto a 50 milioni di euro per l'anno 2023, mediante corrispondente riduzione del fondo di cui
all'articolo 41-bis della legge 24 dicembre 2012, n. 234;
e) quanto a 5 milioni di euro per l'anno 2023, mediante corrispondente riduzione del fondo di cui
all'articolo 1, comma 199, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;
f) quanto a 130 milioni di euro per l'anno 2023 e 25 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027,
mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui
all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni,
dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;
g) quanto a 200 milioni di euro per l'anno 2023, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui
all'articolo 22, comma 1-ter, della legge 5 maggio 2009, n. 42;
h) quanto a 172 milioni di euro per l'anno 2024 e 154 milioni di euro per l'anno 2025, mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 4, comma 3, della legge 7
agosto 1997, n. 266;
i) quanto a 1.000 milioni di euro per l'anno 2024, mediante corrispondente riduzione
dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 396, della legge 30 dicembre 2021, n. 234;
l) quanto a 350 milioni di euro per l’anno 2023, mediante corrispondente riduzione del Fondo per le
politiche in favore delle persone con disabilità di cui all'articolo 1, comma 178, della legge 30
dicembre 2021, n. 234;
m) quanto a 2.530 milioni di euro per l'anno 2023, mediante versamento all'entrata del bilancio dello
Stato, nel medesimo anno, di una corrispondente somma iscritta in conto residui nello stato di
previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, con riferimento all'autorizzazione di spesa di
cui all'articolo 27, comma 17, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77;
n) quanto a 2.775 milioni di euro per l’anno 2023, in termini di saldo netto da finanziare, mediante
corrispondente versamento in entrata da parte di Cassa depositi e prestiti con riferimento alle somme
giacenti sui conti di tesoreria riferite all’articolo 5, comma 3, del decreto legge 30 settembre 2003, n.
269, convertito con modificazioni in legge 24 novembre 2003, n. 326, come indicate all’articolo 6,
comma 6, lettera c), del decreto del ministro dell’economia e delle finanze 5 dicembre 2003.
o) quanto a 2.990,9 milioni di euro per l'anno 2024 e 54,4 milioni di euro per l'anno 2026, e, in termini
di fabbisogno e indebitamento netto, 970 milioni di euro per l'anno 2023, mediante corrispondente
utilizzo delle maggiori entrate derivanti dagli articoli 3, 4, 5 e 6;
p) quanto a 1.472 milioni di euro per l'anno 2024, mediante corrispondente utilizzo di quota parte
delle minori spese derivanti dall’articolo 1;
q) mediante il ricorso all'indebitamento autorizzato dal Senato della Repubblica e dalla Camera dei
deputati l’11 ottobre 2023 con le risoluzioni di approvazione della relazione presentata al Parlamento
ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243;
8. L'allegato 1 alla legge 29 dicembre 2022, n. 197, è sostituito dall'allegato 2 annesso al presente
decreto.
9. Ai fini dell'immediata attuazione delle disposizioni recate dal presente decreto, il Ministro
dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni
di bilancio. Il Ministero dell'economia e delle finanze, ove necessario, può disporre il ricorso ad
16
anticipazioni di tesoreria, la cui regolarizzazione è effettuata con l'emissione di ordini di pagamento
sui pertinenti capitoli di spesa.

ART. 24.
(Entrata in vigore]
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato
alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta
ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque
spetti di osservarlo e di farlo osservare.