Energia7 Settembre 2022 12:15

La crisi energetica rischia di fermare anche la ricerca in Europa? Il caso del Cern

Il rischio chiusura per crisi energetica non solo minaccia industrie, aziende manifatturiere e famiglie, ma compromette il settore della ricerca scientifica.

Il Large Hadron Collider (LHC) l’acceleratore di particelle situato presso il CERN di Ginevra che è utilizzato per ricerche sperimentali nel campo della fisica delle particelle potrebbe fermarsi parzialmente o completamente per garantire la stabilità della rete nelle vicine regioni francesi e svizzere che sono in difficoltà. Il rischio è stato avanzato da Serge Claudet, presidente del gruppo di gestione energetica del CERN il quale non esclude di mettere fuori uso il collisore più potente del mondo.

Il combinato disposto della crisi energetica senza precedenti, a causa dell'interruzione delle forniture di gas russo attraverso il gasdotto Nord Stream, della scarsa produzione di energia nucleare in Francia, della crisi energetica in Svizzera e dell'aumento vertiginoso dei prezzi di gas ed elettricità sta scombussolando il sistema europeo su più fronti.

La Svizzera e la Francia - le cui reti sono utilizzate dal CERN per alimentare il supercollisore e altri sette acceleratori di particelle per lo studio della materia e due deceleratori per lo studio dell'antimateria - sono tra le più colpite

La Svizzera ha ammesso che quest'inverno potrebbe essere costretta a ricorrere al petrolio per la produzione di elettricità, dato che l'Europa sta facendo i conti con i bassi livelli di fornitura di gas naturale russo, che potrebbero essere ulteriormente ridotti o interrotti del tutto.
In Francia, il mese scorso i prezzi dell'energia elettrica in previsione dell'anno sono saliti per la prima volta in assoluto oltre i 1000 euro per megawattora. I prezzi dell'energia elettrica in Francia si sono decuplicati nell'ultimo anno, poiché la siccità e il caldo di quest'estate hanno aggravato i problemi di produzione di energia nucleare nel momento peggiore. Nonostante le rassicurazioni del ministro francese per la Transizione energetica Agnès Pannier-Runacher sembra difficile che prima dell’inverno riprendano a regime.

Uno dei maggiori clienti di EDF è proprio il CERN, che consuma 1,3 terawattora di elettricità all'anno. Si tratta di una quantità di energia sufficiente ad alimentare 300.000 abitazioni per un anno. Nei picchi di consumo, solitamente da maggio a metà dicembre, il CERN utilizza circa 200 MW, pari a circa un terzo dell'energia utilizzata per alimentare la vicina città di Ginevra.