News7 Dicembre 2023 11:31

Industria net-zero, il Consiglio adotta una posizione per rafforzare le tecnologie per la transizione verde

Il Consiglio ha adottato oggi la sua posizione ("orientamento generale") su un progetto di regolamento che istituisce un quadro di misure per il rafforzamento dell'ecosistema europeo di produzione di prodotti a tecnologia zero, meglio noto come "Net-zero Industry Act".

L'obiettivo principale di questa proposta è accelerare la diffusione industriale delle tecnologie critiche necessarie a sostenere la transizione verso la neutralità climatica, utilizzando la forza del mercato unico per rafforzare la resilienza economica e la competitività dell'Europa.

"Con il Net-Zero Industry Act, l'Unione Europea mira a raggiungere una leadership globale nella transizione verde, utilizzando le tecnologie del futuro per aumentare la competitività della nostra industria, creare posti di lavoro di qualità e rafforzare la nostra sovranità strategica aperta."
Jordi Hereu Boher, Ministro spagnolo dell'Industria e del Turismo

Aprire la strada alle tecnologie a zero emissioni
La legge propone di facilitare le condizioni per gli investimenti sulla base di un elenco di tecnologie chiave, semplificando le procedure di concessione dei permessi e dando priorità ai progetti strategici. Propone inoltre di facilitare l'accesso al mercato dei prodotti tecnologici strategici, di migliorare le competenze della forza lavoro europea in questi settori promettenti (in particolare attraverso il lancio di accademie dell'industria net-zero) e di creare una piattaforma per coordinare l'azione dell'UE in questo settore. Per promuovere l'innovazione, la legge sull'industria a zero emissioni propone la creazione di quadri normativi specifici per lo sviluppo, la sperimentazione e la convalida di tecnologie innovative (noti come sandbox normativi).

La legge sull'industria a zero emissioni stabilisce il parametro indicativo di raggiungere il 40% della produzione per coprire il fabbisogno dell'UE in prodotti tecnologici strategici, come pannelli solari fotovoltaici, turbine eoliche, batterie e pompe di calore. La proposta stabilisce anche un obiettivo specifico per la cattura e lo stoccaggio del carbonio, con una capacità di iniezione annuale di almeno 50 milioni di tonnellate di CO2 da raggiungere entro il 2030.

Mandato del Consiglio
La posizione del Consiglio sostiene gli obiettivi principali della legge sull'industria a zero emissioni, ma introduce diversi miglioramenti, come l'ampliamento del campo di applicazione, il chiarimento delle regole per le procedure di rilascio delle autorizzazioni, l'accesso al mercato e agli appalti pubblici e la promozione delle competenze, della ricerca e dell'innovazione.

Campo di applicazione ed elenchi di tecnologie
Rispetto alla proposta della Commissione, la posizione del Consiglio aumenta l'elenco delle tecnologie strategiche a zero emissioni da 8 a 10, includendo il nucleare e i combustibili alternativi sostenibili. Chiarisce inoltre che ciò non dovrebbe influire né sul diritto degli Stati membri di determinare il proprio mix energetico né sull'assegnazione dei fondi UE durante l'attuale bilancio pluriennale.

Il mandato allarga inoltre l'elenco delle tecnologie net-zero non strategiche alle soluzioni biotecnologiche per il clima e l'energia, ad altre tecnologie nucleari e alle tecnologie industriali trasformative per le industrie ad alta intensità energetica. Inoltre, la posizione del Consiglio include un allegato con un elenco non esaustivo di prodotti e componenti utilizzati principalmente per la produzione di tecnologie a zero emissioni. Inoltre, il mandato prevede una valutazione periodica del regolamento in relazione agli obiettivi fissati, il che apre la porta all'inclusione di altre tecnologie rilevanti in futuro.

Processi di rilascio delle autorizzazioni
Secondo la posizione del Consiglio, le tecnologie strategiche a zero emissioni beneficeranno di procedure di autorizzazione più snelle e realistiche e di un sostegno aggiuntivo per l'afflusso di investimenti, pur rispettando gli obblighi dell'UE e internazionali. Inoltre, l'approccio generale include il concetto di aree di accelerazione a zero emissioni che aiuterà gli Stati membri a identificare le sinergie durante i progetti di autorizzazione.

Capacità di iniezione di CO2
Il mandato del Consiglio include il trasporto e le infrastrutture di CO2 nell'ambito delle disposizioni relative alla capacità di iniezione di CO2, ampliando così la catena di valore di questo settore. D'altro canto, esclude i piccoli produttori di petrolio e gas dal loro contributo individuale all'obiettivo di capacità di iniezione di CO2 disponibile in tutta l'Unione.

Appalti pubblici e aste
L'approccio generale chiarisce le procedure di appalto pubblico per garantire requisiti sicuri, trasparenti, attuabili e armonizzati per le tecnologie a zero emissioni, nonché una diversificazione della fornitura di tecnologie strategiche all'UE, salvaguardando al contempo una sufficiente flessibilità per le amministrazioni aggiudicatrici. Chiarisce, ad esempio, in quali condizioni le autorità pubbliche possono scegliere un fornitore che non sia il più economico se ha un contributo maggiore alla sostenibilità ambientale e alla resilienza dello Stato membro.

Per quanto riguarda le aste, la proposta del Consiglio consente agli Stati membri di applicare sia criteri di prequalificazione che di aggiudicazione. La Commissione definirà questi criteri in un atto di esecuzione e rivedrà il volume messo all'asta sulla base di una valutazione del funzionamento del sistema.

Rafforzare le competenze
Pur ricordando che l'istruzione è di competenza nazionale, la posizione del Consiglio sostiene gli obiettivi generali delle Accademie europee dell'industria net-zero per replicare il modello di successo dell'"Accademia europea delle batterie" nello sviluppo e nella fornitura di contenuti formativi adeguati alle esigenze di competenze dell'industria net-zero.

Sandbox regolamentari
L'approccio generale del Consiglio mantiene la possibilità per gli Stati membri di istituire, di propria iniziativa, sandbox normative. Anche le start-up dovrebbero beneficiare delle misure speciali previste per la partecipazione delle piccole e medie imprese alle sandbox.