News12 Giugno 2024 09:38

Giubileo, salta progetto P.Risorgimento da 12 mln avviato con procedura negoziale oltre soglia Ue. mancano i servizi

Salta il progetto di Piazza Risorgimento avviato per il Giubileo tramite procedura negoziale sopra la soglia comunitaria: mancano i servizi e ormai non c'è più tempo. Il progetto relativo al centro nevralgico della Capitale più vicino al Vaticano non vedrà la luce.

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ieri ha accolto Papa Francesco che in visita il Campidoglio, nel discorso tenuto in Sala Giulio Cesare, ha parlato del Giubileo come di “un aggravio, un peso che frena e intralcia lo scorrere normale delle cose”. Ma l’andamento dei lavori di viabilità previsti sta mettendo ancora più in crisi la città. La cartina tornasole è piazza Risorgimento, nodo cruciale delle visite: prima la cancellazione dell'ipotesi di riprendere il progetto del sottopasso verso piazza San Pietro e Musei Vaticani di cui si parlava già al tempo di Veltroni sindaco, ora anche la rinuncia all’opzione “Agorà” per pedonalizzare una parte della piazza, a causa di una disorganizzazione sfociata nella mancata convocazione della necessaria conferenza dei servizi.

Per i cittadini romani e soprattutto per quelli del rione Prati, l’avvicinamento al periodo giubilare è una Via Crucis fatta di traffico congestionato, invivibilità e promesse parzialmente mancate. La zona Vaticana è infatti coinvolta da diversi interventi, il cui obiettivo è sia facilitare i flussi dei pellegrini, previsti oltre 30 milioni di arrivi che affolleranno la Capitale a partire dal 25 dicembre 2024, sia fluidificare lo scorrimento dei mezzi pubblici e privati sulle strade più interessate.

Il principale cantiere è quello di piazza Pia, dove si sta lavorando febbrilmente sul sottopassino da 120 metri, che permetterà alle auto di entrare in tunnel sotto il passetto di Castel Sant’Angelo per riemergere in superficie o in piazza della Rovere, sul lungotevere, o in via di Porta Cavalleggeri, direzione via Gregorio VII. Questo ammodernamento dovrà essere completato obbligatoriamente entro il mese di dicembre, ma lo stesso non si può dire per alcuni cantieri che sarebbero fondamentali per facilitare l’arrivo a piedi ai luoghi del Giubileo.

Sono quattro gli interventi sotto la lente di ingrandimento, con i primi tre in ritardo, ma che dovrebbero comunque vedere il fine lavori, e con l’ultimo, quello fondamentale, che non sarà realizzato.

La riqualificazione del percorso in via della Stazione San Pietro prevede un “cammino pedonale, che collega la Stazione ferroviaria di San Pietro alla Basilica di San Pietro, che si estende attraverso la "Passeggiata del Gelsomino", arrivando a Piazza del Sant’Uffizio tramite via della Stazione Vaticana e via di Porta Cavalleggeri”. Il costo previsto è di 2 milioni di euro, attraverso Società Giubileo 2025, il soggetto attuatore, e secondo il portare ufficiale romasitrasforma.it i lavori si dovrebbero concludere nel secondo trimestre 2025, comunque in grave ritardo.

La seconda operazione riguarda invece la riqualificazione del sottopasso pedonale Gregorio VII, che collega via delle Fornaci con il colonnato. In questo caso il costo è di 500mila euro e la consegna è prevista nei tempi corretti.

Si torna ai tempi lunghi per l’altro percorso pedonale, quello che unisce la fermata della metro A Ottaviano, attraverso la via omonima, fino a piazza Risorgimento. Qui la riqualificazione dei 285 metri, con un budget di 4 milioni di euro, sta pagando fortissimi ritardi. Il cantiere, aperto lo scorso 4 marzo, ha visto chiudere la strada ai mezzi pubblici, le cui linee di superficie sono state deviate sulle vie contigue aumentando il già troppo caotico traffico causato anche dall’ingorgo che quotidianamente si crea tra via Leone IV e via delle Mura Vaticane.

I ritardi, a quando apprende AGEEI, sono legati al mancato coordinamento sulla parte più critica del percorso pedonale, quello che riguarda proprio piazza Risorgimento, il cui progetto è cambiato due volte nel corso nel tempo, ma che ora non vedrà più la luce.
La prima versione infatti prevedeva la realizzazione di un sottopasso pedonale che consentisse a turisti e pellegrini di arrivare da via Ottaviano direttamente su via di Porta Angelica, bypassando così la piazza. Questo progetto prevedeva anche la realizzazione di un parcheggio interrato, con un costo totale di 30 milioni di euro, a carico però di privati.

A febbraio 2024 però l’idea iniziale salta perché non ci sarebbero stati i tempi necessari al completamento e perché la vendita dei posti auto, 288, non avrebbe coperto i costi. Per questo la società Giubileo 2025, costituita il 15 giugno 2022 “al fine di assicurare l’attuazione degli interventi funzionali all’accoglienza e alle celebrazioni del Giubileo della Chiesa cattolica per il 2025, a supporto del Commissario Straordinario di Governo per il Giubileo”, opta per una soluzione teoricamente più semplice, ma che allo stesso tempo fa esplodere la protesta di abitanti e commercianti.

Il nuovo progetto prevede infatti la parziale pedonalizzazione della piazza, che sarebbe dovuta diventare una grande Agorà sul lato di Porta Angelica, trasformando in una sorta di autostrada urbana il lato opposto con il doppio senso di marcia. Il nuovo bando di gara, con scadenza 16 aprile, viene avviato tramite procedura negoziale sopra la soglia comunitaria e, come riporta la determina a contrarre, per un importo di 12 milioni di euro.

Sulla piazza sono stati sistemate delle transenne al centro, mentre i ristoratori hanno dovuto togliere i tavolini lungo i marciapiedi in vista dell'arrivo degli operai, che però non si sono mai visti. Da febbraio ad oggi nulla è accaduto. A quanto risulta ad AGEEI i ritardi dei lavori in via Ottaviano e il mancato avvio di Risorgimento sono collegati per un problema di sistemazione dei sottoservizi e per una verifica al progetto di sistemazione delle rotaie dei tram: bisogna infatti ricordare che, oltre alle linee già esistenti, qui dovrebbe arrivare anche la futura TVA, Termini-Vaticano-Aurelio.

La diretta conseguenza è che i lavori non verranno più eseguiti, perché oramai, a poco più di 6 mesi dall’inizio del Giubileo, non c’è più il tempo materiale per consegnare la piazza, che quindi sarà lasciata così com’è. La conferma arriva da due direzioni diverse. Il Tar del Lazio ha applicato la sospensiva del provvedimento che imponeva la rimozione dei tavolini dei ristoranti lungo la piazza, in quanto questo “determina una compressione ‘sine die’ delle attività di somministrazione ivi insistenti”; e sussistono quindi “i presupposti per accogliere l’istanza di misure cautelari monocratiche, tenuto conto dell’impegno della parte ricorrente ‘a rimuovere immediatamente i tavolini se si presentassero operai per i lavori'”.

La grave mancanza del progetto è però quella legata all’assenza della Conferenza dei servizi, incontro tra pubbliche amministrazioni per poter meglio risolvere i problemi e confrontarsi su tematiche comuni, semplificando e razionalizzando i procedimenti che prevedono il rilascio dei cosiddetti “atti di assenso” (autorizzazioni, nulla osta, pareri, ecc.) necessari, ad esempio, per la realizzazione di nuovi interventi, sia pubblici che privati. Alla conferenza devono partecipare tutti i soggetti interessati, direttamente o indirettamente, comprese le società per la gestione di condotte, elettriche, telefoniche, ma anche dei servizi di superficie, come i mezzi pubblici.

Dalla pagina società trasparente di Giubileo 2025 emerge che per l’intervento n.34, previsto dal DPCM del 15 dicembre 2022, non è mai stata indetta alcuna conferenza, al contrario delle altre opere giubilari, a conferma dell’impossibilità di portare a termine una riqualificazione, ampiamente pubblicizzata dall’amministrazione comunale e dal Commissario per il Giubileo, che non vedrà mai la luce.

AGEEI ha chiesto delucidazioni e chiarimenti all'Assessorato dei Lavori pubblici e Infrastrutture del Comune di Roma, che ha rimandato la palla a Società Giubileo:

"si fa presente che il cantiere di Piazza Risorgimento non fa capo a questo Assessorato. Il soggetto attuatore dell'intervento è, infatti, società Giubileo.
Le informazioni richieste non sono, pertanto, di competenza, né tantomeno a disposizione, dell'Assessorato ai lavori pubblici e infrastrutture".
La società Giubileo 2025 Spa, nata come riporta il sito, "per la realizzazione delle opere e degli interventi in vista del Giubileo della Chiesa Cattolica del 2025" è stata costituita ai sensi dell’art. 1 comma 427 della Legge 234/2021 e del DPCM 15 giugno 2022.

Ha avviato la sua operatività il 19 luglio 2022 con la registrazione presso la Camera di Commercio di Roma. Ha un capitale sociale di 5 milioni di euro ed è interamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze di Giancarlo Giorgetti con Matteo Del Fante presidente  (già presidente nonché Amministratore delegato di Poste Italiane) e Marco Sangiorgio amministratore delegato (già direttore Generale di CDP Investimenti SGR, società controllata da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.). La sua durata è fissata fino al 31 dicembre 2026.

AGEEI ha chiesto delucidazioni e chiarimenti alla società Giubileo che ha preferito non rispondere.

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