News5 Giugno 2024 11:45

Giornata Mondiale Ambiente, Rota (Fai-Cisl): Campagna è richiamo a responsabilità di tutti, serve Europa più sociale e partecipata

“La nostra Giornata per la Cura dell’Ambiente, che giunge quest’anno alla sesta edizione, richiama alle proprie responsabilità la politica, le istituzioni, le imprese, ma anche e soprattutto ciascuno di noi nella nostra vita quotidiana. Il valore di questa giornata sta in un pensare globale e agire localmente coerente con le altre battaglie della nostra Federazione per il lavoro dignitoso e di qualità, per la centralità della persona, per il contrasto al consumo di suolo e all’abbandono delle aree interne”.
Lo scrive sul quotidiano digitale In Terris il Segretario Generale della Fai-Cisl Onofrio Rota in occasione della Giornata Mondiale per l’Ambiente, che ricorre oggi 5 giugno, e che vede la Federazione impegnata in eventi su tutto il territoio nazionale con la campagna “Fai bella l’Italia”.
“Sui temi ambientali – afferma il sindacalista commentando le prossime elezioni europee – vediamo campagne assai vaghe, contraddittorie e poco entusiasmanti, basta vedere le polarizzazioni e i conflitti alimentati dai partiti italiani, spesso purtroppo anche favorendo approcci ideologici e fake news che avvelenano un’opinione pubblica già abbastanza disorientata. Anche la nostra organizzazione – ricorda Rota nell’intervento – ha criticato, in più occasioni, alcune scelte compiute a Bruxelles, ma lo abbiamo fatto sempre nelle sedi opportune, con i nostri strumenti, negoziando e dialogando con tutti gli attori. Dunque, anziché demonizzare l’Europa e ridicolizzare l’Unione, la politica dovrebbe occuparsi di portare più Italia nel Vecchio Continente. Ne gioverebbe l’Europa stessa, perché abbiamo tante buone pratiche da promuovere, come i tanti primati italiani in materia di economia circolare. Questa ricchezza del nostro tessuto produttivo, queste posizioni conquistate con il grande impegno di imprenditori e lavoratori, non vanno sprecate, e per farlo dobbiamo favorire una politica europea più flessibile nel riconoscere le specificità dei singoli paesi, ma rigosa nel darsi obiettivi in linea con l’Agenda 2030 dell’Onu per lo Sviluppo Sostenibile”.
“L’Europa che serve – aggiunge Rota – è quella di una governance più partecipata e con una maggiore dimensione sociale, e non il contrario. Perché la competizione sfrenata tra Paesi membri, e i rigurgiti nazionalisti, potranno soltanto indebolire il Vecchio Continente e la coesione sociale davanti alle grandi transizioni della nostra epoca”.