Energia19 Luglio 2022 12:51

FMI: L’Italia rischia fino al 5,5% del Pil in caso di stop al gas russo

In caso di mercato frammentato tra i vari paesi Ue e tra l’Ue e l’esterno, “l'impatto negativo sulla produzione economica” di uno stop totale al gas russo “potrebbe essere particolarmente significativo, fino al 6% per alcuni paesi dell'Europa centrale e orientale in cui l'intensità del consumo di gas russo è elevata e le forniture alternative sono scarse, in particolare Ungheria, Repubblica slovacca e Repubblica ceca”. In questo contesto “l'Italia dovrebbe affrontare impatti significativi a causa della sua elevata dipendenza dal gas nella produzione di elettricità". È quanto emerge da un’analisi del FMI pubblicata oggi.

Secondo questa analisi, dallo stop del gas russo l’Italia potrebbe subire una perdita di Pil compreso tra il 3,5% e il 5,5%, meglio solo di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca.

Al momento, si legge nell’analisi del Fondo Monetario internazionale “le infrastrutture europee hanno finora affrontato un calo del 60% delle forniture di gas russe da giugno 2021” ma una riduzione “fino al 70 per cento del gas russo potrebbe essere gestita a breve termine accedendo a forniture e fonti energetiche alternative e data la riduzione della domanda a causa dei prezzi precedentemente elevati”

La ricerca mostra infatti che le ricadute economiche di una chiusura del gas russo possono però essere parzialmente mitigate con le misure già adottate, ma anche e soprattutto con “l'approvvigionamento dai mercati globali di GNL e fonti alternative”, continuando al tempo stesso a risolvere i problemi delle “strozzature infrastrutturali per importare e distribuire il gas”, e pianificando la condivisione delle forniture in caso di emergenza in tutta l'UE. Ma anche incoraggiando il risparmio energetico, proteggendo le famiglie vulnerabili e preparando programmi di razionamento del gas.