News3 Giugno 2024 15:22

Europee, in ballo il prossimo Parlamento. Ma vera partita si giocherà con la Commissione, ‘sovrana’ delle democrazie in Ue

L'appuntamento è questo fine settimana: la corsa alle urne per decidere come sarà il prossimo Parlamento europeo. Ma a decidere per i cittadini europei non è il Parlamento Ue. E la vera partita si giocherà dopo, quando si nominerà la nuova Commissione.

Il Parlamento europeo è un'istituzione di tipo parlamentare che rappresenta i popoli dell'Unione europea, ed è l'unica istituzione europea a essere eletta direttamente dai cittadini dell'Unione.

È la "prima istituzione" dell'Europa e per questo nei trattati Ue è quella che viene sempre menzionata per prima.

Condivide la funzione legislativa con il Consiglio europeo (tranne che in alcune aree dove si applicano procedure legislative speciali), partecipa inoltre alla procedura di approvazione del bilancio dell'UE, elegge il Presidente della Commissione e approva (o respinge) la nomina della Commissione nel suo insieme, può anche forzare le dimissioni dell'intera Commissione, con una maggioranza di due terzi, attraverso l'adozione di una mozione di censura. In generale esercita un controllo politico sulla Commissione mediante l’approvazione di mozioni e dichiarazioni; ad esempio può sollecitare la Commissione a esercitare l’iniziativa legislativa in una determinata materia.

Sebbene secondo il Trattato di Maastricht - in seguito rafforzato dal Trattato di Lisbona - il Parlamento europeo abbia un diritto di iniziativa legislativa che gli consente di chiedere alla Commissione di presentare una proposta legislativa, ad avere l'iniziativa legislativa è la Commissione Ue.

Tutti i paesi europei sono composti da due grandi poteri di natura politica: quello Esecutivo rappresentato dai governi eletti; quello del Parlamento rappresentato direttamente dal Popolo attraverso i deputati e/o i senatori.

In Europa c'è il Trilogo: Oltre al Consiglio Ue rappresentato dai governi dei Paesi europei e al Parlamento Ue rappresentato dagli europarlamentari, è presente infatti una terza forza, quella della Commissione che rappresenta 'l'interesse europeo'. Il cui compito è di 'proporre' i provvedimenti deputati a 'vincolare' le scelte e le politiche di tutte le democrazie appartenenti alla Comunità.

Secondo gli assiomi sui quali è nata l'Europa, l'obiettivo era quello di creare "una comunità democratica che facesse da sintesi alle singole democrazie": così da essere più forte tramite l'Unione. Ma alcune storture ne hanno in questi anni minato la credibilità all'interno dei popoli a cui appartiene alimentando invece fratture tra i Paesi membri e con lo stesso Parlamento europeo. Si ricordi il caso della Direttiva Habitat per la Pesca e le norme restrittive fortemente volute dalla DgAmbiente che hanno generato una vera e propria spaccatura in aula.

La Commissione europea è il braccio esecutivo dell'Unione progettato "per essere indipendente dagli interessi nazionali" e "responsabile della stesura di tutta la legge dell'Unione europea" attraverso la proposta di nuove leggi (disegni di legge) di cui detiene il monopolio. Sempre mossa dal cosiddetto "interesse europeo".

In sostanza detiene la Sovranità europea.

La Commissione si occupa anche della gestione quotidiana dell'Unione e ha il dovere di far rispettare la legge e i trattati. Sebbene siano molti i vulnus mai sanati, come ad esempio il dumping fiscale (noto il caso Olanda) con il suo Effetto Rotterdam.

Secondo la Treccani si intende, per il termine "Commissariamento", un "Provvedimento che impone la gestione commissariale in un ente o istituto quando gli organi ordinari preposti all’amministrazione di questi non vogliano o non siano in grado di funzionare".

L'Europa è un'unione di democrazie le cui scelte vengono decise da una Commissione.

Al di là dell'esegesi critica del termine, gli attriti che si sono verificati negli ultimi anni e mesi testimoniano come le democrazie europee abbiano sofferto il ruolo di egemonia esercitato della Commissione. A maggior ragione per il potere della stessa di proporre i provvedimenti, e quindi gli indirizzi politici di tutte le nazioni Ue.

Spetterà al prossimo Parlamento Ue nominare la propria Commissione. Dalla quale dovrà ricevere gli indirizzi politici all'insegna di un bene sovrano superiore a quello dei singoli stati.