Politica26 Giugno 2024 10:23

Consiglio Ue, Meloni: Rispetto per la natura ma anche buon senso e pragmatismo nella transizione

Roma - “È una nostra priorità riportare nelle istituzioni europee il giusto rispetto a uomini e donne che nella natura vivono e lavorano da generazioni come spesso abbiamo fatto nel Consiglio europeo. Mi riferisco ad agricoltori, pescatori, insomma a coloro che con il loro lavoro garantiscono la sopravvivenza alimentare delle popolazioni ma anche la preziosa manutenzione della stessa natura in cui operano. Troppo spesso negli ultimi anni questi imprenditori sono stati colpiti da provvedimenti furiosamente ideologico e solo l’imminenza delle scorse elezioni europee e l’azione decisa del nostro governo ha consentito un primo seppur insufficiente ripensamento sugli errori compiuti a loro danno. Sono errori che non devono ripetersi”. Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni in Aula alla Camera in vista del Consiglio Ue.

La premier si è soffermata in particolare sul ruolo centrale dell’Italia nel Mediterraneo che “sta ritrovando la sua centralità e ha riscoperto la sua vocazione di crocevia di interconnessioni strategiche commerciali, energetiche digitali. Una delle priorità che i cittadini ci consegnano con il loro voto è riportare il buonsenso e il pragmatismo nella transizione ecologica ed energetica rimettendo mano alle norme più ideologiche del Green deal e assicurando neutralità tecnologica. Siamo i primi difensori della natura ma con l’uomo dentro, in questi anni invece si è fatto spesso l’esatto contrario. Le attività umane sono state troppo spesso considerate nocive per la natura e la prospettiva green è stata perseguita anche al costo di sacrificare intere filiere produttive e industriali come quella dell’automotive – ha ammesso la premier -. Nessuno ha mai negato che l’elettrico possa essere una parte della soluzione per la decarbonizzazione dei trasporti, ma non ha alcun senso auto-imporsi il divieto di produrre auto a diesel e benzina a partire dal 2035 e condannarsi di fatto a nuove dipendenze strategiche come l’elettrico cinese. Sostenere il contrario è stata semplicemente una follia ideologica che lavoreremo per correggere. Ridurre le emissioni inquinanti è la strada che vogliamo seguire ma sfruttando tutte le tecnologie disponibili senza andare a discapito della sostenibilità economica e sociale, difendendo e valorizzando le produzioni europee e salvaguardando decine di migliaia di posti di lavoro”, ha chiarito il presidente del Consiglio che ha indicato tra le priorità del prossimo mandato europeo quello di “rimettere mano alla direttiva Case green”. “Gli obiettivi della direttiva rimangono però ancora troppo ravvicinati e troppo onerosi soprattutto in assenza di incentivi europei e lo sono tanto più per l’Italia che deve fare i conti con la voragine creata nei conti pubblici creata dal Superbonus 110%”.

Poi il Piano Mattei: “Gli africani non ci chiedono la carità, ci chiedono progetti condivisi da realizzare insieme” e “non c’è niente di più concreto che investire in infrastrutture ed energia. Su questo punto l’Italia ha il vantaggio strategico anche per l’Europa nel suo complesso, di una posizione di piattaforma naturale nel Mediterraneo che ci da l’opportunità di diventare un hub di approvvigionamento cioè un ponte tra il Mediterraneo orientale, l’Africa e l’Europa, obiettivo che noi perseguiamo con diversi progetti già avviati e che intendiamo progressivamente implementare. Penso all’interconnessione elettrica Elmed Italia-Tunisia o al corridoio H2 Sud per il trasporto dell’idrogeno dal Nord Africa verso l’Europa”, ha concluso Meloni.