Energia13 Ottobre 2022 14:43

Chi ci guadagna sul caro bollette? Arera blocca a Usb l’accesso agli atti su documenti luce e gas. Il Codacons attende i ricorsi al Tar

Chi ci guadagna e chi perde sull’energia? Di sicuro a perdere sono i cittadini e le aziende italiani, alle prese con bollette mostruose mentre a goderne sono i fornitori di gas, ma anche parecchie compagnie energetiche che forniscono un bene – l’energia – indispensabile. Dopo l’analisi di Ageei su Olanda a Germania, in queste ore è stata la Francia a tuonare contro gli Stati Uniti, colpevoli di vendere il Gas naturale liquefatto, il Gnl, a un prezzo quattro volte superiore a quello che viene venduto agli industriali americani, con tutte le conseguenze del caso per la perdita di competitività europea.

Il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire intervenendo all’Assemblea Nazionale ha spiegato che la guerra in Ucraina “non deve sfociare in una dominazione americana e in un indebolimento dell’Unione europea”.

Secondo i dati Refinitiv citati da Reuters nei primi sei mesi del 2022 gli Usa hanno fornito all’Europa il 68% dell’export di Gnl, in totale 39 miliardi di metri cubi con prezzi medi, sempre secondo Reuters, di 34 dollari per milioni di unità termiche britanniche (mmBtu) rispetto ai 30 pagati dall’Asia e i poco più di 6 degli Stati Uniti. Mentre nelle ultime settimane i rincari hanno spinto i prezzo fino a 60 dollari per il Vecchio Continente e di 8 dollari per gli Usa.

La prossima settimana si saprà qualcosa in merito alle misure che l’Europa deciderà di attuare anche se, ancora una volta, la vittoria del round è per Olanda e Germania visto che il 18 ottobre, data citata dal commissario Ue all'energia Kadri Simson per la presentazione della proposta europea, si procederà lungo il solco di acquisti congiunti per il gas e solo in subordine per modificare l’indice Ttf di determinazione dei prezzi, per uno “più rispondente alla realtà” come ha detto la presidente della commissione europea Ursula Von der Leyen. Olanda e Germania, sono infatti favorevoli a un price cap sul gas ma solo su quello russo, lasciando fuori tutto il resto, per evitare problemi di approvvigionamento.

La domanda è: perché non si decide di intervenire in Italia per cercare di porre un freno al caro bollette? Certo, il governo ha stanziato – dati del Dpb - per gli interventi di calmierazione di bollette e carburanti e gli aiuti a famiglie e imprese attuati quest’anno 57,1 miliardi (3,0 per cento del PIL) in termini lordi. Ciononostante, la bolletta energetica per imprese e famiglie italiane “ha continuato ad aumentare a causa di prezzi all’ingrosso dell’energia che ad agosto hanno raggiunto un picco di 12 volte superiore alla media del quinquennio 2016-2020 nel caso del gas naturale e di quasi 11 volte in quello dell’energia elettrica, uno shock di prezzo senza precedenti. Anche il prezzo del petrolio ha seguito una tendenza ascendente fino a giugno, con un massimo di 128 dollari al barile sul benchmark Brent ai primi di marzo, ma è recentemente ridisceso sotto a 90 dollari al barile”.

Per questo le associazioni dei consumatori, e non solo, si stanno muovendo: L’Unione Sindacale di Base, oltre a presentare denunce in tutte le procure italiane sugli anomali rincari di prezzi e tariffe, ha proceduto ad esempio a depositare istanza di accesso agli atti, ai sensi degli artt. 22 e seguenti della legge 241/1990, per avere tutti i documenti relativi agli aumenti dei prezzi di luce e gas, dinanzi ad Arera, Agcm, Ministero dell’Economia e delle Finanze e Garante per la Sorveglianza dei Prezzi. “Oggi, mentre USB manifesta in decine di piazze italiane contro il carovita e le bollette da rapina, è giunta all’avvocato Vincenzo Perticaro la risposta di Arera che ha, di fatto, negato l’accesso e la conoscenza della documentazione richiesta, arrampicandosi sugli specchi e dimenticando quanta gente aspetta di leggere quei documenti, vista la speculazione che si è scatenata sulla loro pelle – si legge in una nota -. Nelle motivazioni, Arera sostiene che gli atti richiesti sono già pubblicati sul sito internet dell’Ente: invitiamo chiunque a verificare, collegandosi al sito www.arera.it, se questo fatto corrisponda al vero. Gli ulteriori documenti richiesti, si legge sempre nella risposta, non possono invece essere resi pubblici perché questo potrebbe configurare ‘un controllo generalizzato dell'operato dell'amministrazione’, cosa inammissibile per Arera. Cara Arera, solo per ricordartelo: avete principalmente il compito di tutelare gli interessi dei consumatori, cosa che chiaramente vi sta sfuggendo di mano – ha proseguito la nota -. USB non si fermerà finché non saranno assicurate trasparenza e tutela per le fasce più deboli, ragion per cui stiamo valutando tutte le possibili azioni, anche ricorrendo dinanzi al giudice competente. Tutto questo al fine di far annullare e sanzionare l'arroganza di Arera e al solo scopo di tutelare chi vive in Italia, visti i prezzi di luce e gas sempre più alti e illegittimamente formati, tutelati da signori arroccati nei palazzi che adesso rispondono in politichese. Rimaniamo in attesa di avere le risposte da parte delle altre amministrazioni interpellate che, al momento, si trincerano dietro un silenzio assordante che però non servirà a nascondere le loro responsabilità. Nell'attesa, cari signori, la battaglia continua”.

Stesso discorso dal Codacons: “E’ attesa per i prossimi giorni la decisione del Tar della Lombardia sul ricorso promosso dal Codacons per bloccare gli aumenti mostruosi delle tariffe di luce e gas. I giudici si esprimeranno a breve sulla legittimità di rincari eccessivi, frutto di speculazioni e che rendono insostenibile la spesa energetica di famiglie e imprese, come spiega il Codacons. Sono state impugnate al Tar sia le delibere di Arera che introducono gli aumenti, sia le modifiche ai criteri di calcolo per le tariffe del gas, per eccesso di potere, irragionevolezza, contraddittorietà, illogicità nella determinazione dell’aggiornamento delle componenti della tariffa base, carenza di istruttoria e vizio di motivazione, violazione del principio di trasparenza e degli artt. 23 e 41 della Costituzione, trattandosi di un servizio pubblico essenziale per il quale deve essere garantita la tutela degli utenti e dei consumatori e l'accessibilità delle tariffe”.

Proprio in tema di energia il Codacons si confronterà con Arera e con le società energetiche il prossimo 18 ottobre nel corso di una tavola rotonda presso la sede della Camera di Commercio di Piazza di Pietra a Roma.