Politica29 Maggio 2024 11:24

Autovelox, Ferrante (Mit): Finita era strade-bancomat, battaglia FI è legge

“Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto firmato dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministero dell’Interno, si chiude l’era degli autovelox usati come bancomat delle strade a danno dei cittadini. Grazie alle nuove regole che abbiamo introdotto sulle modalità di collocazione e di utilizzo degli autovelox, diventa legge la storica battaglia di Forza Italia per restituire ai dispositivi di rilevamento della velocità la loro funzione di controllo e sicurezza”. Lo afferma il Sottosegretario di Stato al Mit, Tullio Ferrante, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale sugli autovelox. “Come emerso già in sede di Conferenza unificata, dove mi sono confrontato con Anci e Upi, era necessario attuare le disposizioni della legge 120 del 2010 in materia di sicurezza stradale e mettere un freno all’abuso degli autovelox. Portiamo così a compimento una lunga battaglia che - aggiunge Ferrante - ha visto negli anni costantemente impegnata Forza Italia. Il decreto sana un vulnus inaccettabile, che ha consentito una proliferazione incontrollata degli autovelox, rimettendo al centro la prevenzione degli incidenti e la tutela dei cittadini. In virtù delle nuove disposizioni, gli autovelox dovranno avere il via libera dei Prefetti, essere segnalati almeno 1 km prima, al di fuori dei centri abitati, e collocati ad una distanza minima tra di essi. Inoltre, non si potranno utilizzare se il limite di velocità è eccessivamente ridotto, ad esempio sotto i 50 km/h in città, e dovranno essere installati a bordo di veicoli in movimento solo nel caso in cui sia possibile effettuare la contestazione immediata, privilegiando altrimenti postazioni fisse ben visibili. Con il nostro giro di vite, gli autovelox non saranno più delle trappole mangiasoldi usate dai Comuni solo per comminare multe a raffica e per imporre una tassa occulta ai cittadini. Abbiamo introdotto un principio di civiltà, mettendo al primo posto la sicurezza della circolazione e - conclude Ferrante - stabilendo finalmente regole certe sul posizionamento dei dispositivi e sulle relative sanzioni”.