Energia30 Maggio 2024 11:41

Aie: perché la rapida diffusione delle tecnologie pulite renderà l’energia più economica

Secondo un nuovo rapporto speciale dell'Aie pubblicato oggi, accelerare il passaggio alle tecnologie energetiche pulite migliora l'accessibilità economica dell'energia e può alleviare le pressioni sul costo della vita in generale.

Il rapporto, Strategies for Affordable and Fair Clean Energy Transitions (Strategie per una transizione conveniente ed equa verso l'energia pulita), mostra come il mondo sia sulla buona strada per raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050, richiedendo investimenti aggiuntivi ma anche riducendo i costi operativi del sistema energetico globale di oltre la metà nel prossimo decennio rispetto a una traiettoria basata sulle attuali impostazioni politiche. Il risultato netto è un sistema energetico più accessibile e più equo per i consumatori.

In molti casi, spiega Aie, le tecnologie energetiche pulite sono già più competitive in termini di costi nel corso della loro vita rispetto a quelle che si basano su combustibili convenzionali come il carbone, il gas naturale e il petrolio. Il solare fotovoltaico e l'eolico sono le opzioni più economiche per la nuova generazione. Anche quando i veicoli elettrici, compresi quelli a due e tre ruote, hanno costi iniziali più elevati, il che non è sempre vero, di solito si traducono in risparmi dovuti a minori spese di gestione. Gli elettrodomestici ad alta efficienza energetica, come i condizionatori d'aria, offrono vantaggi economici simili nel corso della loro vita.

Tuttavia, per realizzare i vantaggi della transizione verso l'energia pulita è necessario sbloccare livelli più elevati di investimenti iniziali. Ciò è particolarmente vero nelle economie emergenti e in via di sviluppo, dove gli investimenti in energia pulita sono in ritardo a causa di rischi reali o percepiti che ostacolano i nuovi progetti e l'accesso ai finanziamenti, sottolinea il report.

Inoltre, prosegue l’Agenzia internazionale per l’energia, le distorsioni dell'attuale sistema energetico globale, sotto forma di sussidi ai combustibili fossili, favoriscono i combustibili storici, rendendo più difficili gli investimenti nella transizione verso l'energia pulita. Secondo il rapporto dell'AIE, nel 2023 i governi di tutto il mondo hanno speso collettivamente circa 620 miliardi di dollari per sovvenzionare l'uso dei combustibili fossili, una cifra di gran lunga superiore ai 70 miliardi di dollari spesi per sostenere gli investimenti nelle energie pulite rivolti ai consumatori.

I benefici di una transizione energetica più rapida e di quote crescenti di energie rinnovabili - come l'energia solare ed eolica, che hanno costi operativi inferiori rispetto alle alternative a combustibili fossili - si riverserebbero sui consumatori, evidenzia Aie. I prezzi dell'elettricità al dettaglio sono in genere meno volatili dei prezzi dei prodotti petroliferi, garantendo costi più prevedibili. Tuttavia, oggi circa la metà della spesa energetica totale dei consumatori è destinata ai prodotti petroliferi e un altro terzo all'elettricità. Nelle transizioni rapide, i prezzi dell'elettricità diventano il principale parametro di riferimento per i consumatori e le famiglie. I prodotti petroliferi vengono in gran parte sostituiti dall'elettricità, man mano che i veicoli elettrici, le pompe di calore e i motori elettrici assorbono una quota maggiore della domanda di trasporti, edifici e industria. Entro il 2035, l'elettricità supererà il petrolio come principale fonte di combustibile nel consumo finale.

 
Nel 2022, durante la crisi energetica globale, i consumatori di tutto il mondo hanno speso quasi 10.000 miliardi di dollari per l'energia - una media di oltre 1.200 dollari per ogni persona sulla terra - anche dopo aver considerato i sussidi e il sostegno di emergenza dei governi. Si tratta di un aumento del 20% rispetto alla media dei cinque anni precedenti, e i prezzi elevati hanno colpito soprattutto i più vulnerabili, sia nelle economie in via di sviluppo che in quelle avanzate, sottolinea il report.

Il rapporto rileva che incentivi e un maggiore sostegno, in particolare alle famiglie più povere, possono migliorare l'adozione delle tecnologie energetiche pulite. Ciò consentirebbe a tutti i consumatori, soprattutto a quelli meno abbienti, di cogliere appieno i benefici di queste tecnologie e i risparmi sui costi, sostenendo al contempo gli sforzi per raggiungere gli obiettivi internazionali in materia di energia e clima.

Il rapporto illustra poi una serie di misure, basate su politiche collaudate nei Paesi di tutto il mondo, che i governi possono adottare per rendere le tecnologie pulite più accessibili a tutti. Tra queste, la fornitura di programmi di retrofit per l'efficienza energetica alle famiglie a basso reddito; l'obbligo per i servizi pubblici di finanziare pacchetti di riscaldamento e raffreddamento più efficienti; la disponibilità di elettrodomestici ad alta efficienza; l'offerta di opzioni di trasporto pulite a prezzi accessibili, compreso un maggiore sostegno al trasporto pubblico e ai mercati dei veicoli elettrici di seconda mano; la sostituzione dei sussidi per i combustibili fossili con trasferimenti di denaro mirati per le persone più vulnerabili; l'utilizzo dei proventi del prezzo del carbonio per affrontare le potenziali disuguaglianze sociali che possono emergere durante le transizioni energetiche. 

“L'intervento politico sarà fondamentale per affrontare le forti disuguaglianze che già esistono nell'attuale sistema energetico, dove le tecnologie energetiche sostenibili e a prezzi accessibili sono fuori portata per molte persone. Le disuguaglianze più gravi riguardano i quasi 750 milioni di persone nelle economie emergenti e in via di sviluppo che non hanno accesso all'elettricità e gli oltre 2 miliardi di persone che non dispongono di tecnologie e combustibili puliti per cucinare. Allo stesso tempo, il 10% più povero delle famiglie nelle economie avanzate spende fino a un quarto del proprio reddito disponibile in energia per la casa e i trasporti, anche se consuma meno della metà dell'energia del 10% più ricco”, ha affermato Aie nel report.

Il rapporto avverte infine che il rischio di shock dei prezzi non scompare nella transizione verso l'energia pulita e che i governi devono continuare a vigilare sui nuovi rischi che potrebbero incidere sulla sicurezza energetica e sull'accessibilità dei prezzi. Le tensioni e gli sconvolgimenti geopolitici continuano a essere potenziali fattori di volatilità, sia per i combustibili tradizionali che, più indirettamente, per le catene di approvvigionamento di energia pulita. Il passaggio a un sistema energetico più elettrificato comporta anche una nuova serie di rischi più locali e regionali, soprattutto se gli investimenti nelle reti, nella flessibilità e nella risposta alla domanda rimangono indietro. I sistemi energetici sono vulnerabili a un aumento degli eventi meteorologici estremi e dei cyberattacchi, rendendo cruciali investimenti adeguati nella resilienza e nella sicurezza digitale, ha concluso Aie.