Politica14 Giugno 2022 14:31

Besseghini: Price cap gas utile se prima dell’emergenza. Posticipare fine tutela al 2024

Secondo la Commissione Ue sono tre le alternative per arginare i rialzi di prezzo “l’intervento di cap sul prezzo del combustibile fossile per i generatori di energia elettrica non dissimile da quello adottato da Spagna e Portogallo”, nei confronti dei quali “un limite rilevante è da individuarsi nella distorsione dei flussi di importazione ed esportazione tra i diversi sistemi nazionali, un sistema che adottasse uno schema simile abbasserebbe artificialmente il proprio prezzo dell’elettricità diventando per molte ore al giorno esportatore anche con costi di produzione superiore, dando luogo a inefficienze e non sarebbe applicabile a paesi fortemente interconnessi con l’estero come l’Italia” che è “un importatore netto ma con questo sistema diverrebbe esportatore netto accrescendo la propria produzione interna e i consumi di gas naturale”. Lo ha detto Stefano Besseghini presidente di Arera in audizione in commissione Industria al Senato. Un’altra difficoltà riguarda “l’individuazione dei soggetti che dovrebbero beneficiare del contributo alla generazione così come quelli chiamati a sostenerne i costi. L’attività amministrativa necessaria per individuare le partite economiche è molto complessa e tali meccanismi possono distorcere gli incentivi degli operatori a effettuare una contrattazione a termine riducendo la disponibilità di offerte per i consumatori”, ha chiarito Besseghini che per quanto riguarda la seconda opzione evidenziata da Bruxelles concerne “l’imposizione di un tetto massimo predefinito che prevede una compensazione finanziaria per i generatori di energia data dalla differenza tra i prezzi di mercato e quello prestabilito. Questa misura – ha spiegato Besseghini - dovrebbe essere introdotta da tutti i paesi europei” mentre una terza “prevede l’introduzione di misure fiscali tese a catturare una parte degli elevati ricavati dei generatori di energia”.

Sul mercato del gas all’ingrosso, tra le opzioni messe in campo dalla Commissione Ue “si valuta in prima luogo la definizione in via temporanea di un massimale al prezzo di scambio tra gli operatori o limiti di prezzo entro il quale può evolvere nel tempo, un tetto che diventerebbe il nuovo prezzo di riferimento per il lungo termine e i contratti derivati dato che poi il prezzo marginale del gas influisce sul mercato dell’elettricità avrebbe mitigazione anche su quest’ultimo. La commissione segnala che per essere efficaci questa opzione andrebbe coordinata in tutti gli Stati membri” “gli svantaggi sarebbero una contrazione dei flussi di gas verso l’Europa e il dirottamento verso altri paesi. Per questo il dibattito europeo si è orientato nella definizione di un tetto in caso di interruzione del gas che comporti un’emergenza a livello europeo”.

“Un’alternativa potrebbe riguardare obiettivi specifici per volumi per ciascuna rotta e una strategia negoziale coordinata con i partner verso i paesi terzi, in questo senso la Commissione ha creato un’apposita task force. La Ue ha inteso rafforzare gli approvvigionamenti con obblighi per un adeguato riempimento degli stoccaggi” con un meccanismo “di burden sharing per i paesi che non sono provvisti di stoccaggi”, ha aggiunto Besseghini.

Nello scenario di un’interruzione del gas trova largo l’ipotesi di un massimale al prezzo del gas che "dovrebbe avere una durata limitata al periodo di emergenza e non dovrebbe compromettere la possibilità di approvvigionarsi di Gnl. Il massimale potrebbe essere introdotto intervenendo sulla formazione dei prezzi durante il periodo emergenziale con un limite al prezzo delle borse europee del gas. Da segnalare però che questa misura potrebbe dispiegare i suoi effetti benefici prima che si manifesti la situazione di emergenza”, ha sottolineato Besseghini che poi si è soffermato sugli stoccaggi: “Arera ha approvato ulteriori strumenti per il riempimento di almeno il 90% delle scorte nazionali. Queste misure hanno portato ad oggi ad una giacenza di 9,5 miliardi di metri cubi, il 52% della capacità complessiva. Abbiamo anche approvato nuove misure, definito i criteri per il 'contratto a due vie' da associare alla capacità di stoccaggio e alcune misure per favorire l’uso della capacità nazionale di rigassificazione, alla luce dell'attuale contesto di mercato. Si tratta di tutte misure che hanno effetti favorevoli ma negli ultimi mesi abbiamo notato qualche rallentamento, complici i prezzi". Infine, “l’analisi dei contrati acquisiti sulle importazioni di gas mostra che si tratta di contratti pluriennali con scadenze variabili” anche se la “quota di contratti a medio e breve termine mostra un trend di costante aumento”, ha concluso.

Infine sui prezzi dell'energia "da inizio giugno i prezzi spot del gas naturale si attestano intorno agli 81 euro/MWh per il gas e intorno ai 215 euro/MWh per l’Energia elettrica. La forte volatilità dei prezzi che contraddistingue questo periodo rende particolarmente difficile fornire elementi previsivi certi". In ogni caso "le quotazioni attuali del gas naturale si attestano su valori intorno agli 84 euro/MWh per il 2023 e 67 euro/MWh per il 2024; per l’elettrico, invece, le quotazioni attualmente sono intorno ai 209 euro/MWh per il 2023 e 164 euro/MWh per il 2024" mentre il prezzo della CO2, "ha avuto un brusco calo nel mese di marzo ed è poi risalito oltre gli 80 euro/tCO2.